Stranger Things 5: what if…?

Un finale mancato per una serie TV perfetta [SPOILER]

Tra leak, rumor e chiacchiere da forum, Stranger Things 5 sembrava destinata a chiudersi il 7 gennaio con un nono episodio “segreto”, un alternative ending diverso da quello visto. Poi nulla: episodio sparito, finale ufficiale confermato e il pubblico lasciato a masticare amaro.

Detto questo: il finale funziona.

Racchiude perfettamente lo spirito dei Fratelli Duffer, quello di una campagna di D&D vinta più con cuore, amicizia e scelte giuste che con battaglie kolossal. Un drago può cadere anche senza un esercito.

Ma proprio per questo viene naturale divertirsi a immaginare come sarebbe potuta andare diversamente. E allora pieghiamo la realtà come il Sottosopra e vediamo dove porta.

  • E se l’esercito fosse intervenuto contro il Mind Flayer?
    Non un paio di jeep e soldati confusi, ma un’operazione militare totale. Il ruolo di Linda Hamilton sarebbe stato maggiormente valorizzato: la dottoressa Kay, dopo aver scoperto le intenzioni di Vecna, avrebbe organizzato l’ingresso verso l’Abisso. Undici insieme ai sui amici, da soli contro Vecna e il Mind Flyer, sarebbero stati in difficoltà o in fuga temporanea, e solo grazie all’ingresso dell’esercito avrebbero potuto sconfiggere il nemico. Artiglieria, droni sperimentali e scienziati pronti a sacrificare Hawkins per contenere la minaccia. La battaglia finale sarebbe diventata una guerra più in larga scala, con l’intervento dei demogorgoni, in stile simile alla battaglia di Gondor. Terminata l’alleanza, il Mind Flayer sarebbe stato trattato come un’arma biologica oggetto di studio e con Undici in fuga per evitare di essere un oggetto da laboratorio. Il risultato? Forse meno eroismo adolescenziale, ma con un esito più “epico”.

  • E se fossero intervenuti i demogorgoni, non come bestie casuali ma come branco guidato?
    In questa versione, Will, ormai legato al Sottosopra in modo irreversibile, li sente, li capisce, li guida. Non solo combatte i demogorgoni, ma li usa. Il Mind Flayer e Vecna sarebbero assaliti da ciò che lui stesso ha creato, divorato dall’interno come un dio tradito dai suoi angeli. La battaglia avrebbe dato maggiore risalto al ruolo di Will e all’errore di Vecna nel sottovalutarlo. Will alla fine ne esce vivo, ma segnato per sempre, metà umano e metà eco dell’altra dimensione, con un potere in parte assopito. Un finale potentissimo, che avrebbe lasciato spiragli a nuove trame.

  • E se Steve fosse caduto dalla torre?
    Diciamo la verità: le parole dei fratelli Duffer ci hanno ingannato quando si parlava della “morte più violenta della serie”. Se Steve non fosse stato salvato all’ultimo, non ferito, ma caduto davvero. La sua morte avrebbe spezzato il gruppo come nessun’altra: Dustin distrutto, Robin svuotata, Nancy costretta a crescere di colpo. Steve diventerebbe il vero martire della serie, il simbolo del passaggio definitivo dall’adolescenza all’età adulta. La fine di Vecna avrebbero avuto un sapore ancora più di vendetta, lontano dall’idea della storia a lieto fine degna delle più grandi campagne di Dungeons & Dragons. Lontana dall’idea stessa della serie, Stranger Things avrebbe però chiuso con un pugno nello stomaco degno dei migliori racconti di formazione… quelli che non fanno sconti.

  • E se Undici avesse perso contro Vecna?
    Non un pareggio, non una vittoria sudata: una sconfitta totale. Vecna resterebbe in piedi, e Undici cadrebbe. Anche Will verrebbe sopraffatto dal potere di Vecna. Gli altri ragazzi finirebbero bloccati nell’Abisso, che continuerebbe la sua discesa sino a schiacciare il Sottosopra. Hopper insieme ai militari farebbero in tempo a salvarsi prima della chiusura del portale e Hopkins e il mondo continuerebbero a sopravvivere. La serie si chiuderebbe con un mondo cambiato, non distrutto ma contaminato, in cui il male è ormai parte della realtà quotidiana. E nessuno saprebbe che fine hanno fatto i ragazzi sopravvissuti. Un finale tragico ma ancora aperto.

  • E se il finale a lieto fine fosse solo una proiezione della mente di Vecna?
    La cosiddetta teoria del “Conformity Gate” è esplosa subito dopo il finale di stagione: secondo questa idea, ciò che abbiamo visto nell’episodio conclusivo non sarebbe il vero finale, ma una illusione manipolata dalla mente di Vecna. Fans sparsi in rete ipotizzano che la perfezione apparente dell’epilogo sia una sorta di Matrix psicologico costruito da Vecna per intrappolare il gruppo e il pubblico nella sua visione della realtà. In questo scenario, il mondo esterno potrebbe essere ancora sotto il suo dominio, e il finale felice che abbiamo visto sarebbe simile a un sogno imposto, con la possibilità di rivelare la verità in una nuova trama tutta da scrivere.

  • E se il Mind Fyer non fosse davvero caduto?
    Un’altra possibile variante narrativa ruota attorno alla misteriosa pietra nera e rossa che Henry tocca da bambino, un frammento dei poteri del Mind Flayer. Il Mind Flayer non sarebbe mai stato un semplice mostro in carne e ossa, ma qualcosa di più vicino a un Lich da manuale di Dungeons & Dragons: un’entità che non può essere distrutta finché il suo filatterio esiste. Quando Vecna viene sconfitto, il Mind Flayer non morirebbe: perderebbe solo il suo avatar, lo spirito oltrepasserebbe il portale e ritornerebbe nella pietra. Il cuore occulto che conserva memoria, volontà e odio. Hawkins verrebbe “salvata”, ma come in ogni campagna D&D ben giocata… il Lich non sarà mai davvero sconfitto finché qualcuno non distrugge il filatterio. E Stranger Things, a quel punto, smetterebbe di essere solo una storia di mostri: diventa una leggenda incompiuta, dove il male non esplode più in forma titanica, ma resta sepolto, in attesa di essere risvegliato.

Immagini dei rispettivi autori – © Netflix

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