Decolonizzare l’immaginario a Roma
Il 21 e 22 febbraio 2026 la Città dell’Altra Economia diventa un laboratorio di fantastico politico. Oblivion II, seconda edizione della fiera romana dedicata a libro, fumetto e irrazionale, mette al centro il tema “Decolonizzare territori”, trasformando sci-fi, fantasy, horror e weird in strumenti critici contro le narrazioni dominanti.
In linea con molte riflessioni internazionali sul speculative fiction come spazio di resistenza culturale, dal dibattito angloamericano sulla decolonial fantasy alle correnti postcoloniali nel weird contemporaneo, l’evento romano prova a fare sistema: 48 editori (47 secondo alcune comunicazioni preliminari), oltre 30 panel, area gaming, area newborn per realtà emergenti e un calendario fitto dalle 10 alle 20, tutto a ingresso gratuito.
Non è solo una fiera mercato: è dichiaratamente un dispositivo culturale.
Panel, ospiti e architettura del fantastico

Il programma è costruito come una maratona intellettuale a ciclo continuo tra Area Panel e Area Dungeon: spiritualità nella narrativa speculativa, transgenerità nel genere, ecologie alternative in epoca di collasso, antispecismo, mondi non-europei nel fumetto underground, psichedelia e fantastico.
Tra gli ospiti spiccano nomi come Loredana Lipperini, Alda Teodorani, Vanni Santoni, Francesco Verso, Luigi Musolino e Paolo Di Orazio, affiancati da voci della scena indipendente e internazionale.
L’impostazione richiama modelli esteri come le convention tematiche anglosassoni dedicate alla speculative fiction critica, dove il panel non è semplice presentazione ma terreno di confronto politico e teorico. L’Area Gaming e le sessioni dedicate al gioco da tavolo inseriscono l’immaginario in una dimensione esperienziale, in sintonia con la crescente attenzione globale verso il worldbuilding come pratica collettiva.
Oblivion II si propone così come nodo di rete per l’editoria indipendente italiana, con una forte identità curatoriale.
Perché Oblivion II conta nel panorama italiano
Nel contesto europeo, dove festival come quelli britannici e francesi stanno riconsiderando il fantastico come lente per leggere crisi climatica, colonialismo e controllo sociale, Oblivion II si allinea a questa traiettoria ma con una specificità romana: radicamento territoriale e patrocinio istituzionale, senza perdere l’anima underground.
La scelta della gratuità amplia l’accesso e rafforza la dimensione comunitaria. L’idea che “immaginare è un atto politico” non resta slogan, ma struttura il palinsesto.
Se la prima edizione aveva acceso curiosità, la seconda punta alla consolidazione: meno evento episodico, più piattaforma culturale stabile per chi vive il fantastico non come evasione, ma come campo di battaglia simbolico. In un’epoca in cui il genere viene spesso ridotto a franchise, Oblivion II prova a restituirgli complessità, conflitto e visione.
Immagini dei rispettivi autori – © Oblivion – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale
Link utili
- Sito ufficiale della manifestazione: Oblivion – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale




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