L'immersione nella musica anni '80 e del tessuto culturale
La quinta stagione di Stranger Things è un capolavoro di nostalgia, un’esplosione di riferimenti alla cultura pop degli anni ’80 che diventa parte integrante della narrazione e dell’esperienza emotiva dei personaggi.
Ambientata nell’autunno del 1987, la serie non usa la musica solo come colonna sonora nostalgica, ma come linguaggio narrativo: il ritorno di Running Up That Hill di Kate Bush riflette il legame di Max con la realtà e con il mondo sovrannaturale, mentre la selezione di canzoni di Diana Ross, Tiffany, Yello e altri artisti definisce stati d’animo, messaggi codificati e svolte drammatiche nelle trame. Sempre in ambito musicale, Robin Buckley trasmette tramite la sua stazione radio classici come Rockin’ Robin che diventa più di un contesto temporale: è un elemento di storytelling che collega Hawkins alle dinamiche di gruppo che la serie ha sempre esplorato.
Allo stesso tempo la stagione gioca con le immagini e gli oggetti simbolo dell’epoca: nella camera di Derek è possibile cogliere poster e giocattoli iconici come G.I. Joe, Masters of the Universe, Transformers e le carte Sgorbions. Lo stesso Derek lo troviamo giocare al leggendario videogioco Ghosts ’n Goblins, incarnazione perfetta dell’estetica arcade dell’epoca.
Stranger Things stratifica inoltre riferimenti visivi e materiali all’epoca delle sale giochi, delle radio AM/FM e dei poster cinematografici, facendo respirare a ogni fotogramma il DNA di un periodo in cui si stava definendo la cultura pop.
Easter eggs cinematografici e omaggi ai grandi della fantascienza e horror
Oltre alla musica e all’oggettistica, molti sono gli easter eggs e i riferimenti al cinema di allora.
Anche in questa stagione, in linea con le dichiarazioni dei creatori i Fratelli Duffer, troviamo omaggi a icone cinematografiche come Terminator, evocato anche attraverso la presenza di Linda Hamilton nel cast, nel ruolo della dottoressa Kay, quasi un ponte simbolico con Sarah Connor e il cinema action del periodo.
A questo si sommano richiami visivi a Nightmare – Dal profondo della notte, diventato in Italia il simbolo degli incubi horror, a cui rimanda la struttura stessa dei poteri e delle manipolazioni mentali di Vecna. Momenti più sottili richiamano il celebre film Ritorno al Futuro, con citazioni come Grande Giove e del Flusso Canalizzatore. Questi riferimenti non funzionano mai come semplice decorazione: diventano strumenti per evocare emozioni archetipiche dell’immaginario anni ’80, amplificando la percezione di grande epica e di pericolo imminente.
Oltre ai cine-riferimenti, la stagione intreccia il mondo della letteratura nerd e fantasy dentro l’arco narrativo: la figura di Holly Wheeler e il suo Signor Cos’è deriva direttamente dal romanzo Nelle pieghe del tempo di Madeleine L’Engle, usato come lente simbolica per parlare di mondi paralleli, dimensioni alternative e crescita interiore.
Il legame con Dungeons & Dragons
Stranger Things 5 rafforza il legame con Dungeons & Dragons inserendo riferimenti che non sono solo citazioni, ma veri strumenti narrativi. Lo Spruzzo Prismatico richiama l’incantesimo multicolore capace di infliggere effetti diversi e devastanti. La serie non dimentica l’eredità dell’Hellfire Club, che pur essendo narrativamente meno presente dopo gli eventi della quarta stagione, continua a vivere come mito fondativo nella memoria dei protagonisti. I ragazzi richiamano inoltre più volte concetti come “prove di saggezza”, “tiri salvezza” e “colpi critici” per interpretare gli eventi che stanno vivendo, mantenendo quell’eco di campagna fantasy che ha sempre guidato le loro avventure. Anche il party funziona come un gruppo da D&D, con ruoli impliciti che riecheggiano guerrieri, chierici, maghi e ladri, mentre le allusioni alle vecchie tabelle dei mostri TSR diventano paragoni diretti per descrivere le creature del Sottosopra. Il risultato è un omaggio costante, al gioco di ruolo per eccellenza.
Immagini dei rispettivi autori – © Netflix




I commenti sono chiusi,ma i trackbacks e i pingbacks sono aperti.