Una lunga storia che parte dal 1986
Dragon Quest nasce nel 1986 in Giappone come risposta a un’idea semplice ma potentissima: rendere il gioco di ruolo accessibile a tutti senza rinunciare all’epica.
A guidare il progetto c’è Yuji Horii, game designer e narratore prima ancora che sviluppatore, affiancato da Koichi Sugiyama per le musiche e da Akira Toriyama per il character design. Ed è qui che avviene la magia: Toriyama porta nel gioco uno stile immediatamente riconoscibile, fatto di eroi sorridenti, mostri iconici e un tono fiabesco che diventa identità visiva.
Dragon Quest, allora conosciuto in Occidente come Dragon Warrior, stabilisce le basi del JRPG moderno: combattimenti a turni, crescita del personaggio, mondo da esplorare e una storia di eroi contro il male. Negli anni la saga cresce fino a contare undici capitoli principali e decine di spin-off, accompagnando l’evoluzione dell’industria e diventando uno dei pilastri storici di Square Enix, soprattutto in patria, dove ogni nuova uscita è ancora oggi un evento nazionale.
Cosa ci aspetta quest'anno
Il successo di Dragon Quest sta proprio nella sua coerenza. A differenza di altre serie che hanno cercato continue rivoluzioni, Dragon Quest ha scelto l’evoluzione lenta e controllata. Le sue tinte fantasy classiche, quasi da libro illustrato, non stancano perché puntano all’universalità: eroi, re, draghi, demoni, viaggi e sacrifici.
Ogni capitolo introduce miglioramenti tecnici, sistemi più raffinati, mondi più ampi, ma senza mai tradire l’anima originaria. È una saga che non ha paura di essere “tradizionale”. Dal passaggio al 3D, alle storie più mature degli ultimi capitoli, fino all’eleganza narrativa di Dragon Quest XI, la serie ha dimostrato che si può innovare senza rinnegare le proprie radici.
Il 2026 segna i quarant’anni di Dragon Quest, e Square Enix ha già dato il via ai festeggiamenti con la pubblicazione del logo ufficiale dell’anniversario sul proprio profilo X: al centro c’è lo Slime, mascotte eterna della saga, affiancato dalla data del primo capitolo del 1986.
È un messaggio chiaro: la storia continua. Sia Square Enix sia Yuji Horii hanno promesso una serie di annunci nei mesi a venire, e le indiscrezioni parlano di un anno particolarmente ricco.
Il grande punto interrogativo resta Dragon Quest XII: The Flames of Fate, scomparso dai radar dopo il trailer del 2021, ma che molti si aspettano torni finalmente a mostrarsi proprio durante l’anno celebrativo. Accanto a lui, si vocifera di nuovi remake, dopo il successo dei rifacimenti HD-2D dei primi capitoli e l’arrivo di Dragon Quest 7 Reimagined previsto nel 2026. Restiamo in attesa dunque.
Immagini dei rispettivi autori – © Square Enix




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