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Recensione D&D: Eberron Unlimited
Postato il Giovedì, 05 novembre 2009 - Ore 08:00:00 di nether
Videogames fantasySono passati ormai tre mesi dalla relese di Dungeons&Dragons: Eberron Unlimited e, dopo averlo provato noi stessi, siamo pronti a dare un giudizio finale sul prodotto dei ragazzi di Turbine, ma prima di tutto si rende necessaria una premessa per chi non ha mai sentito parlare di questo gioco.
Nel 2006 vennero aperti i server di Dungeons&Dragons: Stormreach. Scopo del mmorpg era trasportare il più fedelmente possibile, dal gioco da tavolo al gioco massivo su pc, le regole della 3.5 utilizzando come base la nuova ambientazione di Eberron.
Dopo un primo anno di discreto successo, grazie anche ai numerosi aggiornamenti e alle aggiunte totalmente gratuite del gioco, i server cominciarono a spopolarsi, tanto che gli la stessa Turbine ha deviato buona parte della propria attenzione sul suo nuovo mmorpg basato sul Signore degli Anelli, provocando così anche una diminuzione degli account attivi.
Il gioco mantenne comunque una sua ristretta cerchia di giocatori affezzionati, ma questo non bastava ai ragazzi di Turbine, che nel giugno di quest'anno hanno annunciato il passaggio dei server americani alla versione Free2Play, con un particolare item shop (di cui parleremo più avanti), modificando il nome del gioco e inserendo alcune novità come l'incremento del livello massimo dal 10 al 20, la possibilità di variare il livello di difficoltà di alcuni dungeon e una nuova classe, il Favoured Soul. [...]



Cominciamo dicendo subito che la versione attualmente scaricabile è totalmente in inglese, quindi occorre un minimo di conoscenza della lingua d'oltremanica per riuscire a giocare senza troppi problemi.

Una volta scaricati i 3,4 GB del client e dopo aver scaricato le ultime patch, siete pronti per creare il vostro personaggio. La scelta di razze e classi è in parte bloccata, a meno che non disponiate dell'account VIP a pagamento, che sbloccherà Drow e Warforged per le razze mentre per le classi verranno sbloccati Monk e Favoured Soul.
Le varie classi si dividono sommariamente in tre rami principali: combattenti, incantatori e supporto. Una volta scelta la vostra classe potrete decidere se personalizzarla manualmente o usare uno dei modelli "prefabbricati" a vostra disposizione. Da questo punto di vista vi consigliamo di consultare prima una delle tante comunità italiane dedicate a questo gioco e farvi consigliare visto che cambiare le abilità scelte in precedenza vi costerà parecchio.
Per i primi tentativi è poi forse consigliabile cominciare con un combattente, visto che gli incantatori (a parte il chierico) e le classi di supporto non hanno vita facile nel girovagare da sole per i dungeon, ma del resto il gioco in sè è realizzato per incitare alla cooperazione.

Una volta terminata la creazione del personaggio comincerete il vostro viaggio sull'isola di Krothos, assediata da Shaugan e da un drago. Qui verrete guidati passo passo nelle meccaniche di gioco, grazie anche alle quest che dovrete completare per ricevere il vostro equipaggiamento base così da potervi dirigere in relativa tranquillità a Stormreach, la capitale della regione.

Parlando di quest, andiamo a toccare uno dei punti più caratteristici del gioco. Dimenticate WoW e i suoi simili; il gioco è interamente istanzionato, diviso cioè in aree private in cui potrete entrare da soli o con un gruppo di amici. Unica eccezione sono le città di dominio pubblico, mentre nelle taverne si formano solitamente i party con cui affrontare le avventure.
Il gioco ha poi un'assegnazione dei punti esperienza del tutto particolare. Mentre negli altri giochi per salire di livello basta uccidere mostri, qui l'esperienza si guadagna unicamente con il completamento delle quest. E ce ne sono parecchie, oltre quelle disponibili dai veri png delle città. Ad esempio nelle varie aree esplorabili riceverete punti esperienza per l'aver scoperto luoghi particolari, ucciso mostri famosi o dopo aver ucciso un determinato numero di creature.

I dungeon iniziali sono poco più grandi di semplici cantine, ma col passare del tempo aumenteranno notevolmente di dimensioni, tanto che una missione potrebbe portare via ore intere tra un giro di esplorazione, risoluzione di enigmi e agguati. Si, agguati, perchè alcuni mostri sono in grado di nascondersi, e a meno che non abbiate un compagno di viaggio con un buon occhio, quello che sembrava un solo piccolo coboldo potrebbe rivelarsi una piccola tribù.

Come già detto il livello massimo dei vostri personaggi è 20. Ma non crediate sia poco. Ogni livello è diviso in 6 rank e ogni nuovo rank vi farà ottenere "punti azione" da utilizzare per l'acquisto di "potenziamenti" del vostro personaggio. La possibilità poi di poter realizzare un personaggio con 3 classi diverse rende possibile ottenere un gran numero di combinazioni diverse.

Per il combattimento si è scelto di utilizzare il real time invece del sistema a turni. Per colpire un nemico sarà sufficente avvicinarsi a lui e cliccare per colpirlo con un'arma da corpo a corpo, mentre per abilità ed incantesimi è disponibile la classica hotbar in fondo allo schermo. Questo sistema tra hack&slash e strategia di gruppo è estremamente efficace. Il pvp è invece limitato a qualche scontro all'interno delle taverne dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, ma niente di più.

Sempre nelle taverne poi sarà possibile riacquistare i punti vita più velocemente che altrove. Nei dungeon poi sarà possibile ricevere cure solo tramite pozioni, cure somministrate dai curatori del gruppo e grazie a particolari altari in grado di ripristinare anche il mana, oltre a permettere ai personaggi di resuscitare. Questi luoghi però possono essere riutilizzati solo dopo una quindicina di minuti, quindi serve pianificare attentamente le proprie azioni per non trovarsi a corto di punti vita o mana proprio nel momento del bisogno.

Per chi poi non dispone dell'account VIP esiste poi un'altro modo per ricevere alcuni benefici particolari senza dover pagare un canone: il DDO Store.
Qui potrete acquistare pagando dollari dei Turbine Point utilizzabili per sbloccare, razze, classi, e oggetti particolari. Questi ultimi non sono i più potenti del gioco e non sono nemmeno indispensabili, ma facilitano comunque di parecchio la vita all'interno dei dungeon.

Dal punto di vista grafico DDO è un gioco apprezzabile senza però far gridare al miracolo. Del resto la grafica personalizzabile permette al gioco di girare egregiamente anche su pc datati.
Una menzione d'onore va data al comparto sonoro, non tanto per le musiche, che sono comunque sufficenti, ma per il sistema di "diffusione" dei suoni all'interno dei dungeon.
L'interfaccia poi è interamente personalizzabile come più ci aggrada, cosa che non possiamo dire per il sistema chat a tratti frustrante. Fortunatamente in gruppo avrete la chat voice integrata che renderà le cose un pò più semplici.

Il gioco può risultare un pò duro da digerire all'inizio per chi non ha una conoscenza anche solo approssimativa del sistema di gioco di D&D, ma la pazienza alla fine paga.
Chi cerca un gioco orientato al farming alla ricerca dei cosiddetti "item named" rimarrà deluso, ma se avete cinque amici e la sera volete trovarvi a vivere qualche bella avventura, avete davanti a voi il gioco per eccellenza.
 
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