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CEDRIC

CEDRIC

Non stavo piu’ nella pelle, ero letteralmente al settimo cielo,mancavano solo due giorni all’inizio dell’universta’ ed ero riuscita a convincere mia madre a lasciarmi vivere da sola nella vecchia casa.

Bhe’, proprio sola non direi,mi aveva imposto un’unica condizione:avrei dovuto dividere la casa con un ragazzo scelto da lei.

Ebbene,pensai che l’aver raggiunto finalmente l’indipendenza valeva questo compromesso,tanto ero sicura che mi avrebbe appioppato un secchione innocuo e che questo non avrebbe scombussolato piu’ di tanto i miei piani.

Mi sbagliavo!Non immaginavo che quell’incontro avrebbe totalmente stravolto la mia vita!



Mentre finivo di sistemare le ultime cose in casa dopo il trasloco senti’ il rumore di una moto nel vialetto e subito dopo il campanello che suonava:il secchione era arrivato,in moto?

Apri’ la porta,sobbalzai,lui era li sull’ingresso mi guardava,piu’ che altro mi osservava,in silenzio.

Non me l’aspettavo certo cosi’ e poi non aveva affatto l’aria di un secchione,tutt’altro.

Era vestito in modo semplice forse un po’ trascurato ma aveva un no so che di affascinante nel complesso.

Indossava un giubbino nero sbottonato che lasciava intravedere una maglietta grigia,dei jeans,scarpe da ginnastica un po’ troppo sfruttate e sulle spalle un vecchio zaino.

I suoi capelli erano rossicci e arruffati,la sua pelle pallida,le sue labbra rosse come rubini ed i suoi occhi castani,intensi,avevano dei riflessi quasi dorati.

Rimasi incantata.

Era tremendamente bello ed era visibilmente a disagio come se stesse per scappar via da un momento all’altro.

Poi sembro’ farsi coraggio e con voce tremante mi disse:”Ciao...ehmm...io sono Cedric.”

In tutta risposta io riuscii a balbettare a malapena due parole”P-prego a-accomodati!”

Il suono della sua voce,il suo modo timido di guardarmi mi colpirono dritto al cuore,per un attimo fu come se l’aria mi mancasse,non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso ero come imbambolata,stregata da tanta perfezione.

C’era qualcosa in lui di irresistibile che mi attirava come una calamita e mi paralizzava,ma non capivo cosa fosse.Sul momento pensai che l'effetto fosse dovuto alla sorpresa,bhe' certo non mi aspettavo che mia madre potesse scegliere un tipo così…sconvolgente...come mio coinquilino.

Quella notte,comunque,non riuscii a chiudere occhio e,a quanto pare,per lui fu lo stesso.

Lo sentii uscire,nonostante fuori piovesse a dirotto,ma non lo sentii rientrare fino al mattino dopo.

Chissà dov’era stato tutta la notte?Avrei tanto voluto saperlo ma mi limitai a chiedergli se voleva fare colazione con me e lui con tono gentile e quella sua voce melodiosa mi disse:”No grazie ho gia’ mangiato!”accompagnando quelle poche parole con uno splendido sorriso.

Arrossi’ guardandolo per com'era bello e pensai tra me e me:”Accidenti possibile che non abbia difetti?”

Io ero sempre stata brava a trovare difetti nelle persone,li usavo come difesa perche’ mi permettevano di non legarmi mai troppo a qualcuno.Scoprii,piu’ in la,che un difetto,in effetti,ce l’aveva,anche se non credo sia corretto definirlo così perche' in effetti piu’ che un vero e proprio difetto era una sua particolarità.

Un’altra notte insonne e finalmente il lunedì arrivò e con lui il primo giorno d’università’.

Quando uscii di casa Cedric era gia’ nel vialetto vicino alla sua moto col casco in mano sempre con quell’aria imbarazzata.Una meraviglia!

Accennando a stento un sorriso mi disse:”Se me lo permetti vorrei darti un passaggio con la moto!”

E mi porse,con fare un po’ timido, il casco.

Non fui in grado di rifiutare.

Presi il casco,ma ero cosi’ agitata da non riuscire ad allacciarlo,le mie mani tremavano e l’idea che lui potesse accorgersene mi faceva tremare ancora di piu’,stavo per rinunciare quando,lentamente e chissa' perche' un po' impaurito si avvicinò a me e mi disse premuroso:”Su faccio io!"

“Che imbranata che sono!”pensai mentre sentivo le sue dita lisce e fredde sotto il mio mento.

Cedric provocava in me strane sensazioni,come se stimolato da quel timido ragazzo qualcosa,da sempre sopito dentro di me,si risvegliasse all’improvviso,come se la sua vicinanza mi facesse perdere il controllo.

Ero istintivamente attratta da lui e non riuscivo a capire perche’,non mi era mai successo!

Lui,invece,era distaccato,controllato,di poche parole;a volte mi dava l’impressione che cercasse di mantenere volutamente una certa distanza tra di noi,una specie di distanza di sicurezza ma comunque il suo modo di fare era sempre impeccabilmente gentile.

La sfortuna o la fortuna ci fece capitare negli stessi corsi.

Seguire le lezioni tutto il giorno mi distraeva un po’ da lui e durante la pausa pranzo spariva,percio’ averlo in classe non mi creava nessun problema e nemmeno il ritorno a casa con la moto.Mi sentivo al sicuro dietro di lui,nonostante corresse come un pazzo,accidenti se correva e sembrava che la cosa lo divertisse anche molto.

I giorni trascorrevano tutto sommato tranquilli uno dietro l'altro,era gia' passato un mese da quando si era trasferito da me e continuava a tenersi a distanza.

Probabilmente si era accorto che ero sempre agitata quando mi era troppo vicino cosi’ senza dir nulla aveva iniziato ad evitarmi;in casa non c’era quasi mai,soprattutto la notte,ed a lezione ogni giorno si sedeva sempre piu’ lontano,ma avevo la sensazione che non mi perdesse mai di vista,sentivo che mi fissava,sentivo il suo sguardo su di me e il mio cuore iniziava a battere all’impazzata.

Cedric non mi lasciava mai!

Percio’ fu per me una grande sorpresa quando una mattina,pronta per andare all’universita’,uscii di casa e non lo vidi nel cortile ad as.

Lui e la sua moto non c’erano,non era li ad aspettarmi come tutti i giorni.

Una paura improvvisa mi assalii:aveva forse deciso di allontanarsi completamente da me?

Spaventata da quella possibilita' rientrai di corsa in casa e bussai alla porta della sua stanza,con un filo di voce lo sentii dire:”Mi dispiace ma oggi non posso proprio accompagnarti dovrai andare da sola!”



Ero sollevata non era andato via.Sorrisi.

A quel punto pero' non sapevo che fare se andare oppure restare,forse era ammalato e l’idea di lasciarlo solo in casa non mi faceva stare tranquilla così senza neanche rendermene conto,aprii la porta ed entrai.

Sarebbe stato meglio,per noi,non farlo!

La sua stanza!Da quando Cedric era arrivato non ci ero piu’ entrata.

Era sempre la stessa,a parte un mucchio di libri,una vecchia scrivania e alla finestra delle tende scure tirate che ,ahime’,non lasciavano entrare che un tenue sbiadito filo di luce.

”Che peccato”pensai”finalmente dopo tanta pioggia oggi c’e’ il sole e qui e' tutto buio!”

Mi voltai appena e sul letto,sdraiato,c’era lui,non si mosse.

In realta’ sembrava troppo debole per riuscirci,se ne stava li e mi guardava.

Lentamente mi avvicinai e gli toccai la fronte per vedere se avesse la febbre,era fredda,la sua fronte era fredda come la neve.

Quella era la prima volta che lo toccavo ma duro’ solo un secondo,all’improvviso scatto’ in piedi e si allontano' da me ad una velocita' impensabile,respirava affannosamente,doveva appoggiarsi al muro per poter stare in piedi e tremava tremava tanto.

“Cedric cos’hai?”gli chiesi perplessa e lui,fissandomi con occhi terrorizzati,mi disse tutto d'un fiato:”Non farlo piu’!”

Un po’ disorientata dal suo comportamento chiesi:”Cosa?”

Con un aria arrabbiata,che non gli era consueta,e la voce secca,mi ordino':”Non toccarmi,non devi farlo mai!”

Quelle parole mi paralizzarono,rimasi li a fissarlo,immobile,nel buio della sua stanza senza sapere che fare,che dire.

Perche’ gli aveva dato tanto fastidio?Perche’ sembrava cosi’ difficile per lui sopportare un contatto con me?

Uscii dalla sua stanza e da casa sbattendo le porte e correndo.Continuai a correre per ore senza riuscire a calmarmi.

Avevo tante domande per la testa:perche’ era sempre cosi distaccato?Perche’ la sua pelle era cosi fredda?Perche’aveva le tende tirate con una cosi bella giornata?E perche’ sopratutto mi aveva respinto in quel modo?

Non capivo perche’ stare vicino a me per lui era cosi difficile tanto da sembrare doloroso a volte.Non capivo non riuscivo proprio a capirlo.

Mi accorsi,in quel momento,di non sapere niente di lui,in realta’ io non conoscevo affatto quel ragazzo che viveva con me in casa,che usciva sempre la notte per andare chissa' dove e che si manteneva sempre a quella insopportabile distanza.

La cosa poi che mi sembrava piu' strana era il tono poco gentile con cui si era rivolto a me quella mattina,non l'aveva mai fatto.

Non era da lui!

Ma che ne sapevo effettivamente se era da lui oppure no essere cosi sgarbato.Niente,proprio niente.

Senza rendermene conto arrivai davanti a casa di mia madre e,guardando la sua porta,pensai che la cosa migliore era chiedere a lei qualche delucidazione su quel misterioso ragazzo,in fin dei conti l’aveva scelto lei Cedric,doveva pur sapere qualcosa su di lui.

Non fu cosi!

A molte delle mie domande non rispose,su altre le sue risposte furono molto vaghe e poi,come a voler chiudere il discorso,mi disse:”Piu' in la’ capirai tesoro,abbi pazienza!”

Era tutto un po’ strano!Mia madre era troppo evasiva e questo non fece altro che aumentare la mia curiosita' e il mio desiderio di sapere.

Una domanda,tra tutte,si fece strada nella mia mente diventando piu’ insistente delle altre:“Chi era Cedric?”.

Non riuscii a pensare ad altro per tutto il giorno.

Era gia' buio fuori quando,dietro le insistenze di mia madre,decisi di tornare a casa e di chiedere delle spiegazioni direttamente a lui non appena fosse guarito.

Quando arrivai fui sorpresa nel vederlo seduto in cucina ad aspettarmi.

Appena mi vide scatto’ in piedi :”Ti prego scusami,Jenny”mi disse con aria mortificata.

Incredibile!Aveva gia’ recuperato le forze,sembrava scoppiare di salute,se ne stava li a fissarmi,imbarazzato,aspettando che io dicessi qualcosa ed era la prima volta che mi chiamava per nome,anzi aveva persino usato il mio diminutivo.

Per un attimo rimasi ferma,incapace di dire qualcosa poi presi coraggio e iniziai a tartassarlo con le mie domande:”Perche' stamattina stavi cosi male e adesso sembri sano come un pesce?"Fu la prima"Perche’ nella tua stanza le tende sono chiuse?"Fu la seconda e le altre la seguirono senza sosta"Perche’ la tua pelle e’ cosi fredda?Perche’ non posso toccarti?Perche’ mi allontani quando invece vorresti starmi vicino?...Lo so che e’ cosi mi accorgo che mi osservi smpre...io lo sento…e poi si puo’ sapere perche’ non mangi mai insieme a me?”

Insomma sbottai all’improvviso,senza controllo,volevo sapere tutto,volevo capire tutto,ogni cosa in modo da non avere piu’ dubbi,in modo da dare finalmente risposta a tutte quelle domande che lui aveva fatto nascere in me.

Mi guardo’ ideciso se parlare o meno poi,avvicinandosi lentamente,mi disse:”Il sole troppo forte mi da fastidio,mi fa stare male per questo le tende sono chiuse,diciamo che e’ una caratteristica della mia famiglia..."Sorrise tristemente"Non posso mangiare tutto quello che mangi tu perche’ il mio organismo non lo tollera piu’ e...la mia pelle...e’ fredda,perche’…bhe’ questo e’ complicato da spiegare...”

Dopo una breve pausa concluse:”Ecco...diciamo che sono diverso!”

Vedendo che me ne stavo li a fissarlo,aspettando che continuasse a spiegarmi,aggiunse:”Non chiedermi cio’ che ancora non posso spiegarti ,un giorno te lo diro’,ma non oggi!Va bene?”

Tutto qui?Pensava di liquidarmi cosi con due risposte senza senso?

A quel punto esclamai stizzita:”No che non va bene!Cos’e’ mi stai prendendo in giro,per caso?Secondo te e’ una spiegazione questa?Perche’ non mi dici chiaro e tondo che non vuoi dirmelo e la fai finita con tutte queste scuse.Accidenti comportati da uomo!”

Lui non fiato' ed io,intuendo che non l'avrebbe fatto,dopo una breve pausa,continuai:”Comunque tranquillo non ti chiedero’ piu’ nulla e non ti tocchero’,anzi sai che ti dico,scusami se stamattina mi sono preoccupata per te!”

Mi girai per andarmene ma lui me lo impedi,mi prese la mano,facendomi voltare dinuovo verso di lui,e se la poso’ sulla maglietta,fredda,all’altezza del petto,poi,fissandomi negli occhi,mi disse quasi con un filo di voce”Non e’ che non puoi toccarmi...e’ solo che finche’ la nostra pelle non viene a contatto diretto io... riesco...a controllarmi..."

Era visibilmente in difficolta' a parlarmi di se' e un po' mi fece tenerezza ma,dopo una breve pausa,riprese:"Ecco...come dire...non mi e’ mai capitato prima d’ora di avere tanti problemi a trattenermi con una persona...come mi succede con te...E non capisco perche’!Non sono in grado di darti una spiegazione adesso!”

Tremai a quelle parole e lui se ne accorse e con voce piu' fioca e supplicchevole aggiunse:” Ti prego,Jenny,non avere paura di me!”

Forse avrei dovuto avere un po' paura dopo quello che avevo sentito,ma non era cosi’;non so perche’ ma qualcosa dentro di me mi diceva che non voleva farmi del male.

E poi anch’io provavo per lui quelle strane sensazioni.

Avrei voluto dirglielo!Dirgli che per me era lo stesso,che tutto in lui mi attraeva e che era ogni giorno piu’ complicato resistergli.

Ma non lo feci,lo guardai in quegli occhi dorati e brillanti fino a smarrirmi e vi notai una così grande confusione che,in quel momento,mi limitai a sorridergli e a dirgli:”Per adesso va bene cosi’,ma un giorno non mi accontentero’ di cosi poche risposte,dovrai dirmi tutto,Cedric!Va bene?”

Lui ricambio' il sorriso un po' piu' rilassato e avvicinandosi al mio orecchio bisbiglio':”Un giorno te lo diro’,Jenny,devi avere solo un po’ di pazienza!”.

Pazienza la stessa parola uasata da mia madre;a quel punto fui piu’ che certa che entrambi mi stessero nascondendo qualcosa volutamente.

Passai tutta la notte a rimuginare su quello che era successo quel giorno e mi accorsi che il nostro modo di reagire a quella situazione era completamente diverso:mentre io cercavo di avvicinarmi,di capire,lui si allontanava e diventava sempre piu' sfuggente,quasi irraggiungibile.

Anche quella notte lui uscii e la mattina seguente lo trovai vicino alla sua moto nel vialetto,appena mi vide mi porse il casco con un sorriso timido come faceva sempre.

Tutto come sempre!Se ne stava li ,mi guardava e mi sorrideva con quella sua aria imbarazzata che adoravo tanto,come se il giorno prima non fosse successo niente, splendido e taciturno,sempre distaccato ma dinuovo gentile.

Tutto sembrava essere tornato come al solito,ma qualcosa stava per disturbare nuovamente quella serenita’ appena raggiunta.




Titolo: CEDRIC
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: paola
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Aggiunto: September 13th 2009
Viste: 1066 Times
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