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La saga di Lero - libro primo - Capitolo 1

CAPITOLO 1 – IL VIAGGIO



Le strade del commercio. Silicia era solcata da due strade principali, che tagliavano la regione da nord a sud, da est verso ovest. Al centro, Katane era il crocevia obbligatorio. E a Katane i commercianti erano obbligati a pagare una tassa speciale per l’uso delle strade principali.

Erano strade veloci e dirette, battute in continuazione dalle milizie reali per renderle sicure. Un buon compromesso per il prezzo da pagare. Solo i grossi commercianti, però, avevano le possibilità economiche per pagare di continuo l’ingresso alle strade. I piccoli commercianti che volevano intraprendere la loro attività in porti più ricchi, erano spesso obbligati a spostarsi per le vie costiere, ben più lunghe, o peggio per le strade secondarie. Lasciare le strade principali significava spesso imbattersi in spiacevoli sorprese. I ranger trovavano intere carovane trucidate da goblin o peggio dagli orchi rossi, tribù che abitavano nella zona più a sud della regione, oltre le mure di Arisa, attorno alla città di Gusa, ormai abbandonata dalle popolazioni civili. Gli orchi e i goblin non di rado si spostavano verso nord per i loro scopi violenti.

Rimonte conosceva ogni strada che deviava dalle strade del commercio, e ne conosceva benissimo i pericoli e le insidie. Sapeva quando era il momento di attraversale e quando di evitarle accuratamente. Le sue armi avevano avuto ragione dei tanti briganti che lo avevano attaccato. Per il successo nel commercio sapeva benissimo che la velocità era spesso l’arma vincente, e per essere il più veloce doveva spesso usare strade alternative.

I cavalli proseguivano a passo lento verso sud seguendo la strada principale per Arisa.

Kolltr era alla testa del gruppo. Rimonte cavalcava subito dietro pensieroso. Lero era rimasto qualche metro più dietro. Erano diretti verso il primo villaggio che avrebbero incontrato seguendo la strada, Initen. Si sarebbero fermati per riposare. Distava a circa 8 ore di marcia, e a cavallo l’avrebbero raggiunta in poche ore, anche se l’andatura lenta li avrebbe comunque fatti arrivare dopo mezzogiorno.

Lero stava ripensando alle amare parole dell’amico. Si chiedeva se si sarebbero mai più visti.

L’arcipelago delle Eilo, che tante volte aveva sognato di raggiungere, conoscendone l’immensa bellezza naturalistica, erano un gruppo di 3 isole tutte di origine vulcanica.

La capitale, Ceronte, era perlopiù abitata da Elfi di razza pura, e grazie a questo era diventata capitale della cultura elfica, del canto e delle arti magiche bianche.

Trees era un Elfo, aveva magia nel sangue e a volte, quando si ritrovavano lungo il corso del fiume, giocavano insieme e Lero era sempre sbalordito ma soprattutto divertito dai giochi magici del suo amico.

Si sarebbero mai più visti?

I pensieri di Lero furono interrotti dal Cacciatore.

Kolltr rallentò l’andatura e con un gesto della mano fece cenno ai due compagni di viaggio di fermarsi. Erano giunti ad un posto di blocco. Due guerrieri bloccavano il passaggio e controllavano le poche carovane che li precedevano.

Rimonte si rese conto di quanta poca gente era in giro in quella che doveva essere la strada più trafficata di tutto il regno. Non riuscì a trattenere un commento:

“Il Re ha deciso di far morire il commercio in questo paese, Kolltr?”

Il guerriero si girò verso il commercinate. Sorrise.

“Il Re ha i suoi buoni motivi. Questi posti di blocco servono solo per evitare gli inutili spostamenti. Solo le carovane autorizzate possono avanzare, le altre devono tornare indietro.”

“Tu sei il nostro lascia passare?”, chiese Rimonte.

Kolltr sorrise nuovamente, poi avanzò deciso verso i due guerrieri poco più avanti. Rimonte non riusciva a sentire ma dai cenni capì che potevano passare prima degli altri. Difatti Kolltr li chiamò.

“Andiamo.”

Lero aveva osservato con attenzione tutta la scena e si rese subito conto che erano riusciti a saltare la fila.

Si avvicinò al padre.

“A quanto pare il Re ci tiene particolarmente ai nostri affari, padre.”

Rimonte conosceva benissimo le capacità elfiche di Lero. Era sveglio e non poteva passare inosservato un simile comportamento da parte delle due guardie. In un periodo di controlli fiscali era strano avere dei privilegi. Spronò il cavallo e raggiunse Kolltr.

“Mio figlio non deve capire chi sei veramente, quindi la prossima volta evita di far notare l’importanza della tua missione… faremo la fila come tutti, sono stato chiaro?”

Kolltr guardò Rimonte e poi Lero.

“Mezzo elfo, vero? Ha magia nel sangue?”

“No.”

“Buon per lui.” E si allontanò.

Lero era rimasto sempre più dietro, assorto nuovamente nei suoi pensieri. Ma questa volta non rivolti al vecchio amico ma a Kolltr. Scrutava con attenzione i movimenti della loro guida, e più il tempo passava più si rendeva conto che ben poco aveva a che fare con i ranger. Era troppo arrogante, sicuro di se e soprattutto aveva più la corporatura da guerriero che da guida. Troppo alto. Troppo robusto. I ranger del suo villaggio erano persone più snelle e apparentemente più agili.

Ad un tratto Lero si rese conto che non vedeva più i due che lo precedevano. La strada in quel punto tendeva a stringersi e gli alberi non curati, con i rami bassi, gli precludevano la vista. Nel preciso istante in cui stava per spronare il cavallo, una figura incappucciata gli si parò davanti. Era completamente avvolto da un mantello nero, e nonostante tutto era veloce e agile.

La figura nera rapidamente estrasse un bastone. Lero si rese conto che era un mago e che stava per colpirlo. Con l’agilità propria degli elfi si fece scudo abbassandosi il più possibile sulla sella. Ma la nera figura era molto più agile di lui. Con un guizzo lo raggiunse sul fianco sinistro. Puntò rapidamente il bastone sul viso di Lero. Una luce argentea colpì in pieno il giovane. Lero perse immediatamente i sensi. Dai folti alberi uscirono altre due persone incappucciate che presero il giovane svenuto.

“Non dobbiamo perdere tempo.”

Uno dei maghi incappucciati intonò un incantesimo.

“Portal”.

Si aprì un portale e i tre sparirono attraverso.

“Trasmuto”

Il mago che lo aveva colpito intonò un incantesimo e si trasformò in Lero.

Salì sul cavallo e si diresse verso i due che lo precedevano.



“Ho freddo.”

“Lero….”

“Madre… sei tu madre? Ho tanto freddo…”

“Si sono io.”

“Madre riscaldami…”

“Lero devi riposare… dormi adesso. Quando ti sveglierai dovrai ascoltarmi.”

“Si madre…”



“E’ buio. Mio Padre non vuole che lo faccio… ma mia madre mi ha insegnata ad accendere il fuoco se lo voglio solo con la forza del pensiero. Mio padre mi rimprovera se lo faccio. Ma il buio mi spaventa… Madre e’ buio…. Che devo fare?”



“Perché quel bambino piange?”

“Lero tu hai un potere immenso ma e’ pericoloso usarlo perché sei troppo piccolo e non lo puoi controllare. Quando sarai più grande io ti insegnerò.”

“Non voglio che Lero diventi come te! Mio figlio mi aiuterà nel commercio. Niente magia.”



Lero aprì gli occhi.

“Un sogno… ma sembrava così reale…”

“Mi sono addormentato? Devo prendere il cavallo e raggiungere mio padre… avranno fatto molta più strada di me…”

Lero si rese subito conto che c’era qualcosa che non andava.

“Ma dove sono?”

Gli occhi da elfo si abituarono subito al buio che lo circondava.

La cella che lo ospitava era un angusto pozzo senza finestre. Le pareti erano circolari. Doveva trovarsi in una torre o qualcosa del genere.

Era sdraiato su un letto senza coperte.

Lero era mezzo elfo, e cercò subito di concentrarsi per ricordare cosa gli era successo.

Stava camminando dietro suo padre e il ranger, poi si ricordò del tipo strano che gli aveva sbarrato la strada. Non lo aveva percepito. Doveva essere un mago con una esperienza fuori dal normale, o almeno fuori dalle sue esperienze più dirette. Neanche sua madre, che era abile, riusciva a prenderlo di sorpresa, quando era piccolo, con tanta facilità.

Comunque l’ultima cosa che si ricordava era la luce intensa che lo colpiva. Il mago era stato davvero veloce. Aveva fintato un attacco frontale ma se lo era trovato subito sul fianco.

“Sono stato uno stupido…. Ho fatto la mossa più scontata e lui ne ha subito approfittato…”

Ma adesso dove si trovava? Suo padre e il ranger avevano subìto la sua stessa sorte? Si sentiva sempre più impotente.



Rimonte si girò indietro per vedere se il figlio li seguiva ancora a distanza. Gli fece cenno con un braccio. “Arriveremo tra poco a Initen, figliolo, finalmente ci potremo riposare”.

Il falso Lero gli fece cenno a sua volta, sorridendo.

Kolltr poco più avanti rallentò e si affianco a Rimonte. “Appena arriveremo al villaggio voi andrete diritti all’osteria del Vecchio Cinghiale. Io devo incontrarmi con il generale della guarnigione di Initen. Vi lascerò solo per poche ore. Mi raccomando non fate mosse avventate. Avete già potuto verificare come la zona sia piena di guerrieri del Re…”

Rimonte non gli rispose neanche. Quell’uomo lo affascinava e nello stesso tempo lo innervosiva. Sapeva benissimo che ormai era dentro a quella situazione fino al collo, e il fatto che Kolltr glielo ricordasse in ogni istante della giornata lo stava disturbando.

Rallentò l’andatura e si affiancò al figlio.

“Arrivati a Initen andremo subito a mangiare qualcosa e poi ci riposeremo solo per qualche ora.”

“Si padre.”

“Lero…. Mi dispiace di averti trattato male in questi giorni… ma questa situazione innervosisce me come innervosisce te… noi due siamo abituati a commerciare da soli senza bisogno di avere una balia….”

“Padre… sento che quell’uomo ci nasconde qualche cosa…”

Rimonte si aspettava da un momento all’altro che Lero gli dicesse qualcosa riguardo Kolltr.

“Se nasconde qualcosa lo dovremmo chiedere al Re, non pensi?” Rise. “Hai troppa immaginazione figlio mio… dai, aumentiamo l’andatura voglio essere al villaggio il prima possibile…” e si allontanò.

Il finto Lero sorrise a sua volta “Rimonte sei solo una stupida pedina… ne tu ne Kolltr immaginate neanche minimamente quale sia il vero scopo di questa missione.”

www.fantasybook.it - Autore: Sergio Scuto - Questo documento è tutelato dalla Creative Commons License




Titolo: La saga di Lero - libro primo - Capitolo 1
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: Sergio
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Aggiunto: November 11th 2006
Viste: 2784 Times
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