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Frammenti di un abbraccio

Di ieri notte ho un vago ricordo.
Rammento di aver passato la notte con Demetra la strana barman dell'Incubus.
Ricordo che facemmo sesso tutta la notte, ma sentivo solo il mio cuore battere. Ero solo io l'unico eccitato.
Sudavo e trasudavo eccitazione mentre lei con i suoi occhi e la sua bocca assetata di sesso non lasciava trapelare nulla di cio' che voleva.
Mi baciava voracemente tanto che potevo sentire perfettamente i suoi denti e la sua lingua sul mio corpo.
Con il bagliore della luna pareva un angelo, la sua pelle così chiara e apparentemente gelida sembrava un sogno. Mi persi nei suoi bellissimi occhi neri come la pece, e la sua fluente chioma, morbida profumava di bosco.
Non avevo mai creduto ai racconti delle fate o delle ninfe dei boschi, ma in quel momento pensavo di averne incontrata una.
Rammento le sue lunghe dita giocherellare sul mio torace mentre mi parlava di un mondo fantastico, il suo mondo, in cui lei era trattata come una regina ed io sarei stato il suo re.
- saremmo i padroni della città, saremmo riveriti, faremo l’amore tutto il giorno e tutta la notte – mi diceva mentre mi guardava negli occhi attraverso i quali i miei vedevano immagini proiettate di un futuro meraviglioso.
Mi chiese se volevo essere il suo re.
Mi ero innamorato come avrei potuto rifiutare! Mi parlò di una dimensione oltre la dimensione in cui avremmo potuto vivere e sentire la nostra condizione di esseri superiori. Sinceramente non sapevo cosa volesse dire in quel momento non capivo o forse per il mio scetticismo non potevo capire cosa volesse dirmi. Mi disse che avrei dovuto attraversare la terra dei dannati, l’avrei attraversata insieme a lei, e grazie a lei ne sarei uscito da vincitore.
Mi disse di chiudere gli occhi. Ed io lo feci.
Mi baciò dolcemente la bocca e poi scese sul mio collo. Un bacio così dolce ma anche così letale. Mentre mi baciava sentì una forte fitta, aprì gli occhi e mi vidi attraverso lo specchio , da solo!
Ero seduto sul letto da solo mentre la mia giugulare sanguinava, ma i miei occhi la vedevano davanti a me.
Il panico si impossessò di me ma non riuscivo a muovermi. La paura mi bloccava il suo bacio mi indeboliva, il mio cuore batteva velocemente e io mi sentivo morire. Cercavo di tenere gli occhi aperti ma le figure dinnanzi a me cominciavano a sbiadire, vidi la chiara luce della luna spegnersi, intorno a me non vedevo nulla i miei occhi non riuscivano a rimanere aperti ma sentivo perfettamente il silenzio e il mio cuore che batteva prima velocemente poi iniziò a rallentare la sua corsa fino a spegnersi. Non era spento del tutto, sentivo un colpo di tanto in tanto ma sembrava molto lontano. Udì nel profondo la voce di Demetra che mi disse, - tu fai parte di me adesso, ora io farò parte di te- avvertì chiaramente il suo polso sulla mia bocca – devi nutrirti ora! – mi disse.
Ero troppo stanco, ma lei con la delicatezza di una madre mi fece nutrire della sua essenza. Ad ogni sorso il mio essere si ribellava, sentivo qualcosa in me che si dibatteva. Mi nutrì avidamente fino a quando una fitta mi perforò il torace. Le dissi – un infarto oddio sto per avere un infarto chiama l’ambulanza – ma lei non si mosse mi abbracciò e mi disse che stavo rinascendo a nuova vita ma io mi sentivo morire. Era come se una spada infuocata mi trafiggesse il cuore , appoggiai la mano sul petto e non lo sentivo più. Non batteva! Continuavo a respirare velocemente ma il mio cuore non batteva.
Paura! Follia!
Non capivo, mi osservavo nello specchio, ma l’immagine di rimando la avvertivo diversa. Sentivo me stesso diverso, sentivo il mondo diverso. Avvertivo il ronzio del silenzio.
Vibravo con l’aria e con le mie emozioni.
Osservai le mie mani e me stesso, osservavo Demetra e mi sembrava diverso, tutto mi sembrava diverso, io mi sentivo diverso.
Demetra mi baciò e mi disse – adesso dormi, hai bisogno di riposo per incanalare l’energie delle tenebre mio Signore – non capivo, non riuscivo a capire. Non mi ero mai innamorato, quando mi dicevano che l’amore ti cambia la vita non pensavo fosse questo! O questo non era amore? E se non lo era cos’era?




Titolo: Frammenti di un abbraccio
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: Raffaela
Aggiunto: August 16th 2006
Viste: 2759 Times
Voto:Very Good
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