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Tormund - Vento di tramontana

Il vecchio e ossuto bardo stava dormendo seduto sulla sedia a dondolo davanti al camino. La luce rossastra delle braci faceva assumere al suo volto un aspetto spettrale, quasi demoniaco. I bambini trattennero il respiro nell'avvicinarsi, temendo che si potesse svegliare da un momento all'altro eppure sperando che accadesse. “Piccoli” sussurò all'improvviso spalancando le orbite bianche “Siete venuti anche stasera...”. Alcuni scapparono con delle stridule grida e delle risatine infantili, altri rimasero impietriti dov'erano. Solo uno continuò ad avvicinarsi, senza paura. “ Raccontaci una storia.” lo supplicò “Ancora una. Per favore.” Il vecchio abbozzò un sorriso, si mise a sedere più comodo sulla sedia facendo leva sulle stanca braccia, poi sistemò la coperta sulle gambe ormai inutili. “Venite allora piccoli, venite” Uno ad uno i bambini tornarono sui loro passi e si sedettero ai suoi piedi fissandolo con la bocca e gli occhioni spalancati. “Questa sera vi narro una storia che da secoli e secoli si tramanda di padre in figlio, una storia che il tempo ha tramutato in leggenda. Alcune situazioni possono sembrarvi paradossali, altre frutto di fantasia, ma sapete ormai che in ogni racconto c'è uno sfondo di verità. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.”
La neve cadeva copiosa ormai da giorni, e non sembrava voler diminuire d'intensità. Non era il tipo di neve da cartolina natalizia, candida, fiocconi grossi e pesanti che ricoprono e modellano il paesaggio, che trasformano anche il bosco più tetro in un luogo incantato. No, era quella neve fina e bastarda che ti entra nella più piccola fessura del mantello, che ti fa tossire quando respiri, che ti fa il solletico quando ti colpisce; e unita alla grigia nebbia che si perdeva fra gli alberi rendeva la foresta di Steel ancora più sinistra.
“Basta, non ce la faccio più!” rantolò Antares cadendo a faccia in giù e scomparendo per metà nello strato bianco sporco di neve “Andate avanti voi, io resto qua.”.
“Forza pelandrone, siamo quasi arrivati, e poi non puoi essere già stanco dopo mezzo miglio, santi dèi.” sbuffò Panoramix allargando spazientito le braccia e imprecando a denti stratti.
“Scusa Pano, ma noi tre che c4%%0 ci andiamo a fare alla festa di re Hermes?” chiese sinceramente dubbioso Skald.
“Boh, ma bisogna inventare una storia divertente per il concorso di FantasyItalia”.
“Ah, ho capito” disse mentendo Skald, inconsapevole che la bugia era ben visibile sul suo volto. “Uccidetemi, ponete fine alle mie sofferenze!” supplicò con voce rauca Antares, ancora disteso al suolo.
“Sarei molto tentato dal farlo” lo minicciò Panoramix accarezzando l'elsa della spada falsa che portava con arroganza “ma per esigenze di copione non posso. Dobbiamo andare avanti.”.
Così guardando l'orizzonte con sguardo fiero, dopo un profondo respiro autoritario sollevò lo sfaticato compagno di viaggio e lo trascinò, seppur sofferente, fino alla fine della foresta, laddove iniziava la città di Forx.
“Tempismo perfetto, come al solito quando organizzo io le cose” si pavoneggiò. Infatti proprioin quel momento le trombe iniziarono a suonare, annunciando al popolo che la festa aveva preso il via. Stanchi ma felici i tre si unirono al fiume di gente che si stava avviando verso la Piazza dei Germogli.
“Affrettiamoci o non potremo assistere all'annuncio di nozze di re Hermes con la stupenda principessa Robyn” sussurrò qualcuno facendosi largo fra la folla.
“Lunga vita a re Hermes e alla principessa Robyn, la creatura più bella del regno!” sbraitò qualcun altro provocando un'ovazione generale.
”Antares ti prego, cerca questa volta di comportarti decentemente, cerca di resistere anche se la futura regina è bellissima. Non puoi fare il porco come al tuo solito...Ehi, ma dove sei finito?” Panoramix si permò improvvisamente mentre fra gomitate ed insulti le persone che lo seguivano cercavano di scostarlo e superarlo. “Antares! Antares!” iniziò a gridare cercando con lo sguardo il compagno fra la folla.
“Per tutti gli dèi, no! Guarda là!” Skald puntò l'indice verso un carro posizionato lungo la via che stavano percorrendo. “Ci risiamo...” I due sbiancarono in volto “Proprio quello che temevamo” Sopra il carro infatti Antares stava copulando con una prosperosa meretrice. Fu solo grazie alla forza di volontà e al coraggio dei suoi due amici che interruppero il brutale accoppiamento che venne strappato da morte certa. Era vietato infatti nel regno di re Hermes riprodursi in luogo pubblico, pena la decapitazione.
“Ti avevo detto di tenere a bada il tuo gingillo” lo sgridò furioso Pano sollevandolo da terra con una mano.
“Scusate, non ho saputo resistere, con due meloni così...” balbettò cercando di giustificarsi.
“Suvvia, nessuno lo ha visto, affrettiamoci verso la Piazza o non riusciremo ad arrivare in tempo” consigliò Skald, che tendeva sempre a sdrrammatizzare la situazione. E così fecero. Arrivarono proprio nel momento in cui il re rendeva pubbliche le nozze causando un boato da parte dei presenti. Subito dopo i musicisti si lanciarono in musiche scatenate ed iniziarono balletti di ogni genere, accompagnati da brindisi, risate e corteggiamenti vari.
“Forza assaggiamo questa birra!” propose Skald che era già arrivato al quinto boccale dopo pochi minuti.
“Perchè non facciamo a gara?” Lo sfidò Pano. Iniziò così quella che, vista l'attitudine dei due a scroccare, poteva diventare la più grande bevuta di ogni epoca, e che invece fu stroncato poco dopo da un grido chè lacerò l'aria.
“Brutto porco schifioso, levale le mani di dosso!” urlò il re verso Antares che dopo essere salito furtivamente sul palco ora stava approffittando della sue futura consorte pur sapendo che questo voleva dire morire. Gli attimi che seguirono furono terribili. Le guardie del re staccarono il disgraziato dalla malcapitata e con forza bruta lo scaraventarono ai piedi del re, mentre alcuni miliziani, facendosi largo tra la folla, prelevarono Panoramix e Skald e dopo averli malmenati e immobilizzati furono scaricati dove li aspettava Antares, per la sola colpa di essere stati visti assieme a lui. L'unico rumore che seguì fu l'imperiosa e autoritaria voce di re Hermes.
“Il nostro è un reame tranquillo. Qui i farabutti e i nemici della quiete hanno sempre avuto vita breve.” il popolo approvò mugugnando “Quello che hai fatto tu, lurido verme, è un affronto verso di me e verso tutto il mio regno, e l'unico modo per ottenere giustizia è versare il sangue tuo e quello dei tuoi compari in questo stesso istante!” Seguì un boato generale.“Tuttavia, visto che sono buono, onesto e penso prima di tutto al mio popolo, eviterò a voi tre la decapitazione. La condanna che voglio infleggere a voi tre scarafaggi sarà di rendere inoffensivo il drago Ruod, la creatura che minaccia il nostro regno.”
“Ruod, il drago che soffre di flautolenza?” chiese Pano, mentre una pozza umida andava allargandosi ai suoi piedi.
“Esatto! Con le sue puzzette micidiali centinaia e centinaia di miei sudditi rimangono intossicati ogni giorno, per non parlare delle acque dei fiumi avvelenate e delle foreste carbonizzate. Il vostro compito è quello di annientare questa minaccia. Se fallirete verrete arsi vivi sul rogo, ovviamente se sopravviverete all'impresa.”
“No sire, non falliremo!” gridarono i tre all'unisono, fieri e determinati .
Così, armati solo del loro coraggio e della spada finta di Panoramix, si diressero verso le Montagne Asfissianti, così chiamate dopo che il drago aveva trovato lì dimora. Superarono campi resi giallastri dal fetore, foreste morte, città deserte e fiumi dall'odore nauseabondo, per poi giungere finalmente a destinazione.
“Come fai a sapere che è lì dentro?” chiese curioso Skald indicando una caverna sul fianco della montagna più alta.
“Facile. Il puzzo lì è talmente forte che i raggi solari assumono una colorazione verdognola. Tenete, prendete questi bastoni, saranno la nostra unica arma a disposizione visto che la mia spada l'ho presa all'emporio per la festa di Carnevale” rispose Pano, mentre la pelle del suo volto andava screpolandosi per via dei gas.
“Non sono granchè a dire la verità Pano, e quale sarebbe il nostro piano? (yo yo)” chiese rappando Antares.
“Entrare, ammazzare la carogna e tornare. Venite”.
Con più di dubbio in testa i tre entrarono laddove nemmeno gli orchi osavano. Il caldo era opprimente e la luce chimica insopportabile, ma non mollarono fino a quando non comparse davanti a loro la terribile creatura, intenta a preparare la tavola per il pranzo. Nascosti dietro alcuni massi i nostri eroi studiarono il nemico: alto più di un metro e mezzo, coda robusta, ali maestose, unghie dipinte di rosso, folta capigliatura bionda, vestito rosa, seni prorompenti, movimenti aggraziati, fiamme emesse dalle fauci per cucinare la carne decidamente debole per un drago.
“C'è qualcosa che non va” ammise Pano, tetro in volto “E' la creatura più strana che abbia mai visto.”
“E' la creatura più bella che abbia mai visto.”. Antares uscì allo scoperto e incurante del pericolo si diresse verso colei che lo arrapava così tanto, causa anche il lungo e forzato digiuno dovuto al viaggio dove non aveva potuto dar sfogo ai propri istinti. La povera drago femmina non ebbe il tempo di di reagire che già si stava consumando l'atto dell'amore. Questa volta i suoi due compagni erano talmente stupefatti e raccapricciati che quasi istantaneamente persero i sensi. Quando si risvegliarono la scena che videro era surreale: Antares stava preparando ai fornelli un arrosto di maiale, mentre la draghessa lo fissava con sguardo invaghito
“Amici, finalmente! Il pranzo è quasi pronto. Venite alla nostra tavola”
“Vostra tavola?”
“Si, Ruodina ed io abbiamo deciso di sposarci. Rimarrò qui con lei per il resto dei miei giorni. Sono innamoratissimo...”
“Sei matto? Come farai a resistere a questo tanfo ignobile?”
“Oh, i soliti sciocchi. Le sue graziose puzzette sono dovute solo ad un piccolo problema di digestione, causato dal cibo mal cotto. Il mio tesoro infatti non riesce a riscaldare a sufficienza le pietanze con il suo alito delicato, e non ha mai avuto simpatia per i fornelli.” Così, increduli ma desiserosi di andarsene, Pano e Skald consumarono un pranzo che sapeva di vittoria e non solo, prima di separarsi dolorosamente dalla strana coppia e far ritorno da re Hermes, dove vennero accolti da eroi visto che la missione era stata portata a termine con successo.
“Bene bambini, vi è piaciuta la favola?”. Le piccole creature lo stavano ancora fissando, attoniti dopo quello che avevano udito. Poco dopo qualcuno si lamentò, seguito da qualcun altro epoi da altri ancora.
“Calma, calma, cosa c'è che non va?”
“Questa storia è ridicola. Che senso può avere un racconto del genere?”
“Ditemelo voi. Che morale dareste?”chiese il vecchio mostrando un sorriso sdentato
“Boh?!?”
“Che bisogna mangiare cibo ben cotto?”
“Che Ruod è un trans?”
“No, bambini, no. Analizziamo i fatti. Perchè il regno era in pericolo?”
“Per colpa del drgo femmina!”
“Molto bene. E perchè i tre guardiani si sono stati mandati a sconfiggere questo drago?”
“Perchè Antares ha fatto il maiale!”
“Non è corretto. Qual'è il motivo per cui Antares ha fatto il maiale?”
“Perchè è un pervertito. E perchè la principessa era bellissima.”
“Tralasciando la prima parte della tua risposta, comunque corretta, si può dire che il povero giovane è stato indotto al peccato. Dalla principessa. Da questoe da quanto detto prima si può capire che la causa di tutti i problemi sono le donne (escluse Robyn, Perladelgolfo e licia_t, nds). E' questa la vera morale”.




Titolo: Tormund - Vento di tramontana
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: Staff
Aggiunto: May 12th 2006
Viste: 739 Times
Voto:Top of All
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Posted by: Stormbringer on 2006-05-12 22:01:29
My Score: Top of All
Tormund,s ei un genio... o Dio, sto morendo dal ridere...

 
 

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