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Pufforrohk - Il Collezionista

Il Collezionista



Il sole sorse sulla città di Xom. Mentre le prime luci dell'alba si insinuavano fra le strette vie della città, un gruppo di creature si nascondeva nell'ombra. Erano tre, tutte vestite con un mantello rosso e un cappuccio dello stesso colore che cadeva loro sinistramente sugli occhi.

“E' già l'alba. Pensi sia sicuro entrare a quest'ora?” chiese una delle tre creature, bassa e rotondeggiante.

“Se non ti fossi fermato alla taverna a bere tutta la notte saremmo già a casa.” sospirò la seconda.

“Tacete. Entriamo al mio tre. Tre.” disse la terza, e le tre creature entrarono in una casa vicina.

Dentro la casa Zart, vecchio e potente stregone elfico, sonnecchiava nel suo letto al secondo piano. Al piano terra il giovane apprendista Beryn stava studiando i nomi degli spiriti maggiori, quando la porta si aprì e le tre creature entrarono armate di spade. Beryn si alzo di scatto, tirò fuori la sua daga e si mise fra le creature e la scala che portava al piano superiore. “Non vi lascerò passare! Difenderò il mio maestro fino all'ultimo.” Una delle creature alzò il cappuccio e fece un passo avanti, mostrando un incantevole sorriso da elfa. “Non temere ragazzo, siamo venditori ambulanti di pomelli. Appena siamo passati davanti a questa casa, non abbiamo potuto evitare di notare la pessima qualità dei vostri pomelli. Siamo sicuri che il tuo maestro apprezzerebbe un pomello come i nostri. Sono leggeri, resistenti ed ergonomici!” Beryn era piuttosto confuso. “Vuoi far perdere al tuo maestro l'irrepetibile opportunità di ottenere un pomello di alta qualità a prezzi stracciati?” gli chiese dubbiosa l'elfa. “No, assolutamente” rispose Beryn “vado subito a chiamarlo.” In un attimo era nella camera del maestro, e cercava di svegliarlo. “Maestro!” “Eh?” “Ci sono dei venditori ambulanti di pomelli, ti interessa un'offerta irrepetibile?” “Beryn! Svegliami un'alta volta per stupidate del genere e ti trasformo in rana!” “Ma maestro, mi aveva detto che era impossibile trasformare qualcuno in rana!” “Beryn!” Il giovane apprendista discese mesto le scale e si trovò davanti la stanza vuota. I venditori se ne erano andati. All'improvviso si ricordò delle parole della madre quando era partito dal suo villaggio per dedicarsi alla magia: “Ricordati Beryn, obbedisci al tuo maestro e soprattutto non ti fidare dei venditori ambulanti di pomelli.”

Sua madre aveva ragione. Dopo aver ispezionato il primo piano Beryn torno nella camera di Zart. “Maestro?” “Beryn, cosa ti avevo detto?” “Sì, ma abbiamo un problema.” “Sì?” “I venditori di pomelli hanno rubato tutte le immagini sacre che tenevi sulla scrivania.” Zart aprì gli occhi. “Beryn, io ieri ho bevuto fino a tardi. Probabilmente non mi alzerò prima di mezzogiorno ma se quando mi alzo non trovo le mie immagini giuro che ti seppellisco vivo.” Detto questo il maestro si rimise a dormire, mentre Beryn scappava dalla casa alla ricerca dei tre ladri.

In quell'istante davanti ad una casa nobiliare le tre creature discutevano animatamente. “Comandante Lissa, Ceorin continua a discutere la mia superiorità morale e spirituale. Questo è un oltraggio. Sarei estremamente compiaciuto se avvertisse quel marrano della sua impudenza.” Lissa scosse la testa e si girò verso il suo compagno più basso. “Ceorin, smettila di prendere in giro Aderius, non è colpa sua se è stato bandito dalle sue terre con estremo disonore.” Aderius si voltò verso il suo compagno con faccia soddisfatta, mentre Lissa bussava alla porta.

“Chi è?” chiese una voce. “Siamo venditori ambulanti di pomelli, abbiamo un'offerta per voi!” rispose Lissa con voce sicura. La porta si aprì e i tre compagni entrarono nella casa. Tutto ad un tratto cinque guerrieri armati fino ai denti li circondarono e dalle scale il grande Maestro della Spada rise di gusto. “Ormai conosco i vostri trucchi, adepti del Rosso. Per anni ho cercato di catturare qualcuno della vostra setta maligna, e finalmente ci sono riuscito.” Lissa lo guardò con aria di sfida. “Non ci hai ancora presi. Aderius, mostra la tua forza!”. Aderius si tolse il mantello e il cappuccio e sfoderò la sua enorme spada. Era coperto con una luccicante armatura d'argento, e il suo volto ricoperto di cicatrici mostrava i segni di molte battaglie. Dalla sua gola uscì un riso infernale. “Un berseker!” gridarono i cinque guerrieri, che di corsa scapparono dalle finestre mentre la risata continuava ad alzarsi. Il Maestro delle Spade alzò la sua arma. “Io non mi farò spaventare da un berseker. Ne ho sconfitti tanti nella mia lunga carriera”. Lissa guardò dubbiosa il suo compagno, poi gli diede uno schiaffo che lo calmò. “Aderius, tu non sei un berseker. Mi spieghi perché ridevi?”. Lui trattenendo le risate indicò dietro il Maestro. “Non hai visto? C'è una scimmia a tre teste che penzola dal suo lampadario!”. Il Maestro non perse la calma, con un occhio controllò i movimenti dei suoi nemici, mentre con l'altro scrutò il lampadario. In effetti, appesa con braccio, c'era una scimmia a tre teste che si dondolava con fare gioioso. Il Maestro, colto di sorpresa da questa apparizione, scoppiò a ridere come un berseker e fu facile per Aderius colpirlo con il lato della spada e lasciarlo a terra svenuto. Lissa con un battito di mani richiamò a sé il suo particolare famiglio. “Ottimo lavoro di squadra compagni. Ceorin, tira fuori i tuoi attrezzi, dobbiamo trovare le sue immagini sacre prima possibile.” Ceorin tirò fuori dalla sua sacca una bacchetta da rabdomante e iniziò a cercare per la casa.

Nella casa di fianco in un ampia stanza Nool, capo-gilda dei Venditori di Pomelli fu svegliato da violenti colpi alla porta. Con la testa che gli girava fortemente cercò di ricomporsi, aprì la porta e si trovò davanti Beryn, l'allievo di cui si era tanto lamentato il suo compagno di bevute Zart. “Ah, sei l'apprendista di Zart. Che cosa vuoi a quest'ora della mattina?” “Mi dispiace disturbarla ma tre membri della vostra gilda hanno rubato delle immagini sacre dal mio maestro. Volevo avere informazioni su di loro.” “Non è possibile. In realtà io sono l'unico membro, faccio finta che esista una gilda per non pagare i contributi al re.” In quel momento la porta della casa vicina si aprì e tre creature incappucciate uscirono nella strada. “Toh, l'apprendista!” esclamò Ceorin mentre Lissa evocava un Behemot. Nool agì velocemente, afferrò Beryn e si lanciò nella casa chiudendo la porta dietro di lui. Si rialzò, prese un criceto che teneva dentro una gabbietta e lo lanciò fuori dalla finestra. Si sentirono delle urla, poi il silenzio. Quando riaprirono la porta per terra c'era un cadavere di Behemot con il criceto che saltellava sopra di essa. Beryn fissò Nool per lunghi secondi prima che il capo-gilda si decidette a parlare. “Ah, la spiegazione è semplice. Nelle terre in cui proviene i Behemot sono i naturali nemici dei criceti, e lui era stato addestrato per combatterli. Inoltre qualche mese fa era morto durante un viaggio e l'ho dovuto resuscitare. Adesso è un criceto non-morto.” Beryn lo guardò ancora più stupito. “L'hai resuscitato? Sei un mago?” “No, semplicemente come hobby faccio il negromante.” Beryn lo fissò ancora di più. “Dai, non guardarmi così, tutti hanno i loro vizi. C'è chi beve troppo, c'è chi si arrabbia per un nonnulla, c'è chi non è coraggioso, io faccio il negromante nel tempo libero. Comunque quei tre farabutti sono scappati, e ora anch'io voglio fermarli o peggioreranno la reputazione della mia professione. Andiamo dal Vecchio Saggio, lui saprà qual è il loro piano.” Detto questo si incamminò lungo la strada, con il suo criceto sulla spalla e Beryn che dietro di lui continuava a fissarlo con disprezzo.

La figura del Vecchio Saggio era un'istituzione tipica della città di Xom: ogni mese veniva estratto a sorte un carcerato dalle prigioni reali, gli si applicava la Sacra Barba Finta (oggetto creato nella notte dei tempi per dare grande saggezza a chi lo portava) ed ecco che era pronto un nuovo Vecchio Saggio per i trenta giorni successivi, mentre i Vecchi Saggi precedenti venivano subito spostati ad altri lavori socialmente utili. Nool e Beryn si misero in fila e aspettarono pazientemente.

“Siete al cospetto del Vecchio Saggio. Ponete la vostra domanda.” declamò la guardia carceraria mentre i due si sedevano sulle sedie di fronte. “O Vecchio Saggio, portatore di saggezza, perché un gruppo di creature vestite di rosso hanno rubato le immagini sacre dalla casa dello stregone Zart?”chiese Nool. “Non vi è venuto in mente che potrebbero averne bisogno di averle per rivenderle e guadagnarsi da vivere?” rispose sarcasticamente il Vecchio Saggio. La guardia lo colpì con un bastone “Per ordine del re i poveri non esistono! Cerca una risposta più soddisfacente.” Il Vecchio Saggio rientrò nel suo ruolo e rifletté per vari minuti, mentre la Sacra Barba Finta gli comunicava tutte le possibili soluzioni. “Mi sovviene l'antica leggenda del Collezionista. La conoscete?” e iniziò a declamare: “C'era un tempo in cui le immagini sacre erano molto diffuse nella nostra terra, tanto che in ogni taverna venivano regalate come omaggio a chi comprava una birra, quando ancora questa bevanda era poco conosciuta. C'erano duecento tipi di immagine sacre, ognuna con la sua illustrazione particolare, e chiunque riusciva ad ottenere una immagine sacra di ogni tipo poteva richiedere un udienza al grande mago Zambe, il creatore di questa iniziativa. Il Collezionista era un giovane mago che fin dalla giovinezza aveva avuto come idolo Zambe, e cercò in tutti i modi di completare la collezione. Quando scoprì che per ordine del grande mago l'immagine numero duecento era stata fabbricata in un'unica copia tenuta nascosta nella sua torre, richiamò un esercito di demoni con i quali assaltò la dimora del mago. Questi dopo una lunga lotta riuscì a sconfiggere l'esercito demoniaco e decise, per evitare altri problemi, di distruggere tutte le immagini sacre possibili, fino al giorno in cui venne travolto da un orda di aspiranti collezionisti che volevano nuove versioni delle immagini sacre. Il Collezionista invece si ritirò nella sua casa dove lavorò senza tregua su una magia in grado di creare immagini sacre, ma morì prima di riuscire nel suo intento. Si dice che il suo spirito cammini ancora nella Cripta della chiesa nel quartiere popolare.” Beryn diede una gomitata al suo compagno, che si era addormentato durante il racconto. “I vostri nemici probabilmente stanno cercando di ottenere una collezione completa da scambiare col Collezionista in cambio di qualche oscuro favore.” Beryn ringraziò il Vecchio Saggio, svegliò a schiaffi Nool e si diresse verso il quartiere popolare. Guardò in cielo e vide che il sole era già alto. Entro poche ore Zart si sarebbe svegliato dalla sua sbornia, e avrebbe preferito incontrare un esercito di demoni che il suo maestro dopo una bevuta.

Davanti alla chiesa Aderius stava contando le immagini sacre che teneva nella sacca. “Ci sono tutte e duecento comandante.” Lissa annuì distrattamente, mentre apriva il portone della chiesa. Si diressero con sicurezza verso la scala che scendeva nella profondità, evitarono il cartello “Attenzione, spiriti inquieti e scale sdrucciolevoli nel piano inferiore” e entrarono nella cripta. “Benvenuti nella cripta avventurieri.” disse una voce spettrale che sembrava venire dal soffitto. “Se siete dei predoni in cerca di tesori sepolti, andate nel corridoio alla vostra destra. Se siete di passaggio verso il regno del male, prendete il corridoio di fronte a voi. Se volete parlare con uno spirito vagante, prendete il corridoio a sinistra.” Ceorin guardò verso destra, tirò fuori dalla sacca una pala e cercò di infilarsi nel corridoio ma fu preceduto da Aderius. “Ma ci sono tesori sepolti!” protestò vivacemente. “Sono venuta qui per incontrare il Collezionista. Mostrati, o spirito!” gridò intanto Lissa alla sala. Lo spirito del Collezionista apparve davanti a lei. “Sono pronto ad ascoltare la tua proposta, ma prima devi dimostrarti degna di parlare con me. Dovrai rispondere ad un enigma.” disse lo spirito. “E' un enigma molto complesso, ben pochi hanno risposto giusto e “ “La risposta è quarantadue.” lo interruppe Lissa. Il Collezionista la guardò stupito, mentre dal soffitto cadevano coriandoli e una musica festante si diffondeva nella cripta. “Risposta esatta, ma come hai fatto a rispondere e soprattutto da dove escono fuori tutta questa robaccia?” confermò il Collezionista girandosi confuso. “I coriandoli sono opera mia, la musica deve venire dalla festa del piano di sopra.” rispose Lissa, “La vogliamo finire con questo casino?” gridò poi verso il soffitto, e la musica si abbassò.

In quel momento Beryn stava entrando nella chiesa che ormai si era riempita di persone che ballavano al ritmo di una musichetta estiva. “Dobbiamo trovare la cripta.” disse al suo compagno. Poi fece uno sgambetto ad un monaco e rialzandolo gli chiese da dove si poteva entrare nella cripta. Il monaco si accodò ad un trenino di persone che passava ballando davanti a lui e disse “Questo trenino passa davanti alle scale, vi conviene prenderlo.” I due si attaccarono al monaco e dopo pochi minuti di balli si trovarono di fronte alle scale. Le scesero in fretta e furia finché non videro nell'ombra le tre creature che confabulavano fra loro. Beryn sguainò la sua daga e si lanciò verso di loro. “Ridatemi le immagini sacre del mio maestro, ladri!”. Lissa si mise a ridere e indicò lo spirito del Collezionista che si era seduto in un angolo e sfogliava avidamente le immagini. “Mi dispiace, ormai lo scambio è stato fatto. Ho ottenuto quello che volevo.”Beryn fissò lo spirito che, sentendosi osservato, decise di cambiare aria e scomparì attraverso un muro portandosi con sé il suo bottino. “Nelle mie ricerche ho scoperto che il Collezionista aveva trovato come fabbricare le immagini sacre, ma era morto prima di utilizzare questa scoperta. Ora io sola so come riuscirci, compierò il mio destino creando una nuova serie di immagini sacre, proprio come aveva fatto il mio avo, il grande mago Zambe, la gente le comprerà, le collezionerà, le scambieranno, completeranno raccolte. Io creerò nuove serie ogni anno e diventerò ricca, immensamente ricca!”. Nool estrasse la sua spada. “Non ti permetteremo questo, strega!” Beryn si girò verso di lui. “Perché?” Nool era piuttosto confuso. “Come perché? Ha rubato le tue immagini sacre, vuole diventare ricca a discapito degli altri, mi sembrano buoni motivi.” “Beh, tutti diventano ricchi così.” replicò Beryn, che poi si rivolse alla maga: “Senti, mi puoi rifabbricare le immagini sacre che mi hai rubato così me ne vado ed evito di essere picchiato a morte dal mio maestro?” Lissa ci pensò su. “Io lo farei volentieri, ma per eseguire l'incantesimo ho bisogno di un criceto da sacrificare.” Beryn si girò verso il criceto di Nool, l'afferrò con uno scatto e lo lanciò a Lissa che al volo lo colpì con l'incantesimo. Per terra caddero le immagini sacre e Beryn le raccolse mentre Nool scioccato guardava dove pochi istanti prima c'era il suo criceto. “Il mio cricetino...” sussurrò all'aria. “Suvvia Nool, era solo un criceto non-morto, sai quanti ne trovi in giro!” lo consolò Beryn. Lissa si girò di scatto.”Un criceto non-morto? Dovevate avvertirmi! Adesso quelle immagini sacre sono delle immagini sacre non-morte, ogni notte di luna piena evocheranno un essere malefico dagli inferi.” Beryn era sconvolto. “Quando è la prossima luna piena?” “Fra due settimane” rispose Lissa. “Allora va bene, io intanto finisco il mio apprendistato la settimana prossima. Torno dal mio maestro prima che si svegli. Buona fortuna con la vostra attività.” riprese Beryn rincuorato e tornò a casa. Fra due settimane lui si sarebbe già trovato dall'altra parte del mondo conosciuto.




Titolo: Pufforrohk - Il Collezionista
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: Staff
Aggiunto: May 12th 2006
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