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Gargoyles

GARGOYLES.



Da tempo immemorabile i Demoni vivevano sulla terra, da sempre vicini all’uomo, ma senza interesse verso quella razza inutile.

Gli uomini, dal canto loro, non si sognavano minimamente di disturbare quegli esseri spaventosi e potentissimi, custodi della magia e della malvagità.

Lo stato di reciproco disinteresse durò finché gli abitanti dell’Europa non cominciarono a costruire castelli e fortezze, e a organizzare tornei cavallereschi. Allora qualche sovrano lanciò il bando della caccia al Demone, perché quegli esseri erano l’esercito di Satana e la cristianità doveva compattarsi affinché quella minaccia scomparisse dal mondo. I Demoni si fecero la preda ambita di cavalieri boriosi, che li coglievano alla sprovvista e li uccidevano.

Decisero, però, che quella razza insulsa non aveva il diritto di trattare in quel modo il loro popolo, così iniziarono a devastare sistematicamente i villaggi umani dell’Europa, l’unico continente che aveva intrapreso quella stupida crociata.

I Demoni erano nettamente superiori agli uomini e questi stavano perdendo la guerra che avevano voluto iniziare, nonostante l’istituzione, da parte dell’Impero, del corpo dei Dämonknacker, gli Schiaccia Demoni. Ivi entravano tutti quei guerrieri che avevano una certa esperienza nella caccia al Demone, ma l’intera armata fu distrutta nella grande battaglia della valle del Danubio, alle porte della cittadina fortificata di Ulm. Il destino degli uomini sembrava segnato, ma il caso li salvò.

Arrivò il tempo in cui in Francia lo stile gotico cominciò a prendere piede e le statue demoniache chiamate gargoyles cominciarono a venire apposte presso le chiese in costruzione.

Un giorno un pretino, camminando vicino alle fondamenta di una cattedrale, vide un Demone spaventato da quelle statue, da quelle raffigurazioni blasfeme. E fu così che si presentò la speranza: era la semplice e fredda pietra ad atterrire i nemici.

Il prete fece diramare dispacci in tutte le città e i paesi per avvertirli della sua scoperta e con una velocità incredibile per l’epoca, la notizia raggiunse l’orecchio di ogni uomo, donna e bambino che camminasse in quei tempi sulla nuda terra europea. Ora che tutti sapevano che i gargoyles spaventavano i Demoni, tutti i signorotti ne commissionarono alcuni da apporre alle porte delle loro città e dei villaggi sotto la loro custodia.

Frattanto, nelle segrete di un maniero dell’Impero, fra le mura umide e puzzolenti, un alchimista lavorava nel proprio laboratorio per il suo signore. Fu in quel luogo che l’alchimista osò ciò che nessun altro uomo aveva mai osato: trovò il modo di imprigionare veri Demoni nella pietra.

Grazie a un oggetto ereditato dall’alchimista suo maestro, egli li catturava. Questo oggetto, detto Oggetto Mistico, aveva il potere di assoggettare i Demoni alla volontà del suo possessore.

Per catturare quegli esseri potentissimi, l’alchimista, Pech era il suo nome, utilizzava un singolare stratagemma: usciva dal castello con una scorta armata, per fare il più rumore possibile in modo che i Demoni lo udissero, poi si inoltrava nel bosco. Qui sgozzava un membro della scorta, di solito un taglia-gole travestito da soldato, e lo lasciava grondante di sangue nel sottobosco. Solo allora si allontanava di poche decine di metri, quindi, quando sentiva i rumori del pasto, si fiondava nella radura brandendo l’oggetto magico e trascinando i Demoni nelle segrete. In quel luogo introduceva i Demoni in un calderone colmo di pietra fusa grazie a una sostanza inventata da Pech dopo anni di duro lavoro, ora premiato. La pietra ricopriva completamente i corpi dei Demoni e, una volta estrattoli dal calderone, non doveva fare altro che aspettare il raffreddamento e conseguente indurimento della pietra, per poi venderli agli acquirenti.

Grazie a questo metodo, ed alla loro favolosa precisione, riuscì a vendere moltissime statue, versando tutti i soldi guadagnati al suo signore, che lo liberò.

Venne il giorno in cui ogni città e castello dell’Europa possedeva almeno una statua, così che i Demoni non poterono più avvicinarsi a nessun centro abitato.

Piano, piano, questi esseri scomparvero, rifugiandosi negli anfratti più irraggiungibili della terra e del cielo e del mare, cadendo in uno stato di letargo indotto.

Prima o poi quelle statue sarebbero scomparse, ed allora loro sarebbero tornati, sì, sarebbero tornati…

Dopo che i demoni scomparvero, dell’alchimista Pech non si ebbe più alcuna notizia.



Era una ridente giornata di maggio, il cielo era sereno, gli uccelli cinguettavano volando radenti sui biondi campi di grano, chiazzati qua e là di rosso dai papaveri. Il suono delle campane della città era così distante da sembrare irreale, il ricordo sbiadito di un sogno.

Un uomo vestito di stracci correva sul sentiero che collegava quel luogo isolato alla città. Era in ritardo per la funzione del giorno e sapeva bene che il prete lo avrebbe castigato pesantemente dopo la messa, ma sarebbe stato peggio se non vi si fosse recato.

Giunse ansante sotto il portone della chiesa e si fermò di fronte ad esso per riprendere fiato, la schiena curva e la testa rivolta a terra. Il sudore grondava dalla sua fronte e si raccoglieva in piccole goccioline che cadevano al suolo, bagnandolo, ma qualcos’altro cadeva di fianco alla pozza del sudore, una polverina fine, che sembrava sabbia.

Il poveraccio alzò immediatamente lo sguardo per vedere cosa stesse succedendo, e fu bloccato dallo stupore per via di ciò che vide. L’intonaco di un gargoyle stava andando in briciole, rivelando qualcosa di nero e pulsante sotto la fredda pietra.

Il pulsare aumentava via, via che l’intonaco si staccava e la vita si riprendeva il possesso di ciò che era stato suo da sempre, ma che l’uomo aveva deciso di dominare.

Cos’è, cos’è questa sensazione? Erano moltissimi cicli solari che non la provavo. E questa, questa è la gentile brezza che ha accarezzato la mia pelle per tutti gli anni della mia vita fino a quel maledetto giorno…

Ora riesco a respirare l’aria, a ricordare il mondo che mi fu tolto con la forza e la violenza, ora posso ricordare e forse, perché no, vedere.

L’uomo vestito di stracci vide la testa del demone storcersi un poco, poi, quasi con uno sforzo enorme, le palpebre si sollevarono, mostrando due occhi neri come il precipizio più buio, neri come l’Imbuto dell’Inferno, cui l’uomo ne attribuiva la creazione.

Il verde dell’erba, il cielo azzurro, le acque limpide… Per quanto tempo mi è stata negata la loro inebriante visione, di quanto tempo devo tenere conto per la mia vendetta? Quei maledetti uomini hanno usato statue come queste per impaurirci e credo che le ali dei miei amati fratelli non fendano più l’aria dal tempo in cui io fui imprigionato. Ma ora il tempo della paura è finito, quello della vendetta è giunto, il tempo affinché l’uomo veda per l’ultima volta il sole…

Un urlo lancinate percosse, quindi, l’aria e il Demone si voltò verso il gargoyle suo vicino e lo distrusse con una zampata. Dispiegò poi le sue ali, sentendo la libertà che gli era stata preclusa insinuarsi in ogni lembo del corpo. Diede un’altra occhiata al paesaggio, osservò altri suoi fratelli liberarsi dalla pietra, avvertì la risposta al suo richiamo, quindi udì il portone della chiesa sbattere, vide il poveraccio che lo fissava riverso a terra ed una folla di gente che fissava l’uomo per terra e le figure sul cornicione della chiesa.

“Il tempo della vendetta…”, mormorò, poi si fiondò sulla folla e iniziò a lacerare le carni degli uomini, subito imitato dai suoi compagni. Assaggiò di nuovo il dolce sapore della carne umana, il suo caldo aroma che inebriava i sensi, avvertì e si compiacque nelle grida di dolore delle persone di quella città e delle città vicine, trasportate alle sue orecchie dal vento.

Lui e i suoi fratelli inseguirono e si cibarono di tutti gli esseri umani della cittadina, non lasciarono che qualcuno di essi potesse avvisare le popolazioni confinanti, quindi tutti si levarono in volo, alla ricerca del loro popolo…



Era una calda notte di luglio e in un bosco alle pendici delle Alpi un uomo stava correndo, impaurito, terrorizzato, forse. Le sue gambe e le sue braccia erano piene di graffi e di sangue incrostato, ma non sembrava curarsene granché. Il suo respiro era affannoso, discontinuo, poi un tonfo. Era vicino, troppo vicino. Aumentò l’andatura, ma non gli servì a molto: una figura nera sbucò dal sottobosco di fronte all’uomo e lo atterrò, fra grida e rumori inquietanti.

Il pasto durò pochi minuti, la foresta osservava in silenzio, ma la natura continuava il suo corso.

A est l’alba tinteggiava di mille colori il cielo, mentre un sole rosso faceva capolino sull’Europa dei Demoni.





Fine




Titolo: Gargoyles
Categoria: Racconti FantasyItalia
Autore: Stormbringer
Aggiunto: June 17th 2005
Viste: 936 Times
Voto:Good
Opzioni: Invia a un amico  Stampa
  

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Posted by: Emma on 2011-08-21 04:16:22
My Score: Top of All
Sarebbe più facile credere che la lotta tra demoni e umani sia sempre esistita e non iniziata con l''avvento dell''età dei castelli... In più stento a credere che i demoni non provassero dolore mentre venivano cotti nel pentolone...

A parte questo, ottimo lavoro ;)

 
 

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