Category: Libri
Review Title: History of the Runestaff


Scheda del libro
Scritto da: Michael Moorcock
pagine646
GenereFantasy
EditoreGollancz
Prezzo8,99 £






Recensione


Trama:
Dorian Hawkmoon, Duca di Colonia, vive in un mondo molto simile a quello in cui viviamo tutti noi, in una Europa con le medesime città, ma fondamentalmente diversa. La razza umana è sopravvissuta a qualcosa che viene chiamato il "Tragico Millennio", dove la tecnologia avanzatissima raggiunta dall'umanità si è rivelata per essa fatale. Nonostante questo, però, alcune delle tremende armi e delle oscure conoscenze vengono ancora ricordate ed utilizzate.
I più avanzati nell'uso di questi artefatti e nella ricerca su queste scienze, sono i depravati e corrotti nobili dell'Impero Oscuro della Gran Bretagna, che nella loro degenerazione odiano la luce del sole ed indossano sempre delle maschere di metallo finemente ornate e foggiate nella forma di animali, i quali rappresentano i diversi ordini e caste guerrieri e scientifici in cui è organizzata la società. Regge l'Impero il vecchio, millenario Re Huon, il cui solo scopo è la conquista del mondo intero.
Tutto ha inizio con la visita del Barone Meliadus, Gran Maestro dell'ordine del Lupo, nella Kamarg, per incontrare e portare dalla propria parte il grande eroe di un tempo, Conte Brass. Questi vive con sua figlia nel castello che sovrasta la città di Aigues Mortes, ed è della giovane e bella Yisselda che Meliadus si innamora. Quando cerca di rapirla per farla sua e viene sconfitto dal vecchio eroe, il Barone, fuggendo, giura sulla Runa Magica che avrà la sua vendetta. Ed è questo a mettere in moto il grande macchinario del Fato.
Il Duca di Colonia, nobile ribelle, viene catturato e nel suo cranio viene impiantato un gioiello nero, per mezzo del quale viene comandato dai nobili dell'Impero, giacchè se non eseguirà i loro ordini, uccidendo il Conte Brass, questo oggetto divorerà il suo cervello, riducendolo a un vegetale. Il trucco viene però scoperto, e Hawkmoon diventa alleato e amico del Conte Brass, e così inizia la sua folle e disperata ricerca di una cura per il gioiello impiantato nel suo cranio, che lo porterà a viaggiare per il mondo, incontrando il Compagno del Campione (o forse i compagni...?) e correndo indicibili rischi.
Nemici si tramuteranno in amici e viceversa, in una lunga serie di avventure che via, via coinvolgeranno sempre più il sovrannaturale, e sempre meno il materiale, sino all'epilogo del quarto e ultimo libro racchiuso nel volume.

Recensione:
Un nuovo capitolo della grande saga del Campione Eterno. Voluminoso, questa volta, con quattro libri raccolti in questo volume che li presenta in sequenza, perchè sono veramente un tutt'uno, una sola storia dai risvolti cupi e tetri, anche se non esattamente quanto la storia di Elric. Qui pare che i ruoli siano invertiti, poichè l'Impero perverso, avanzato e pronto a dominare il mondo, fa la parte del malvagio, e gli si contrappone un uomo che è un guerriero forte e capace, ma che presenta caratteri umani, che lo rendono spesse volte debole, come lo sono molti dei personaggi di Moorcock, e che facilita l'identificazione del lettore nell'eroe.
Non c'è un Elric, anzi: quelli che più si avvicinano al popolo di Melnibonè sono combattuti ed indossano maschere a forma di animale.
L'eroe è un uomo divorato dal dolore, dal dubbio e dal terrore che l'entità nel suo cranio cresca sino a divorarlo, così come molte delle paure che tutti noi abbiamo crescono sino a divorarci; ma quello che più differisce questa saga dalle altre è il luogo, così simile alla terra, e il passato di questo mondo.
Moorcock si adatta a un cliché che è andato molto di moda dopo l'inizio dell'era nucleare, ovvero quello del mondo distrutto o comunque mutato da un'esplosione nucleare, o una guerra nucleare totale, che si riesce in qualche modo a intuire nel passato di cui, di quando in quando, parla, così come si fecero prendere da questa idea Stephen King e Terry Brooks, più o meno nello stesso periodo.
Questa infatuazione della narrativa occidentale per l'Armageddon nucleare ha dato vita a grandi classici così come a orribili racconti tutti simili fra di loro, ma la saga di Hawkmoon si colloca fuori da queste due categorie: pur essendo basata su un cliché abbastanza banale e non propriamente ben sviluppato in un racconto esauriente del passato (si rimane a piccoli riferimenti al Tragico Millennio e basta), la storia prende il volo entrando nell'originale lavoro sul multiverso e sul Campione Eterno, servo e schiavo di un fato che non conosce e che lo tortura per tutta l'eternità, se poi una eternità o un fluire direzionato del tempo esistono. Collocandosi quindi nella grande storia del Campione Eterno, questo libro si salva dalla possibilità di scadere nella banalità e riesce a mantenersi nuovo e vivo, a mantenere l'attenzione del lettore sulle sue righe e a destarne la curiosità.
Si presenta, inoltre, l’importantissimo concetto di una nuova entità, che è la Runa Magica (Runestaff in Inglese), con la quale l’eroe verrà a contatto, e che è la rappresentazione del Fato in questo punto del Multiverso, e non solo; si viene così a creare un preliminare necessario e fondamentale per quella che sarà poi la trilogia finale della serie del Campione Eterno, che non a caso ha proprio Hawkmoon come protagonista.
La storia si dipana come un gomitolo fra le abili mani di un sarto, fino a generare un maglione multicolore, dagli intrecci semplici o complessi, comodo da indossare e bello da vedere, con un finale che lascerà non poco straniti gli assidui lettori di Michael Moorcock, che ben altro si aspetteranno.
Buona lettura.
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