Category: Racconti FantasyItalia
Review Title: Il grande albero


Il grande Albero Io mi sentivo diverso. Ero diverso. In un mondo privo di emozioni, dove la tecnologia aveva preso il sopravvento, noi bambini eravamo soli, abbandonati davanti ad una macchina infernale che si cibava del nostro tempo rubandoci la parola. Gli adulti reputavano la macchina uno strumento per placare gli animi più vivaci. Finchè il bambino o ragazzo che era, rimaneva concentrato nella scatola diabolica sembrava calmo e rilassato, ma quando la spegneva sentiva tanta frustrazione e rabbia dentro di sé. Io soffrivo di una allergia singolare. Ero allergico alla tecnologia. Il mio corpo si rifiutava di assorbire le onde prodotte da quei macchinari. La mia famiglia mi abbandonò per la strada e io crebbi da solo. A dieci anni compiuti venni a sapere di un essere in via di estinzione, chiamato Albero. Dopo un anno di ricerche lo trovai. Abitava su di un isola arida e spoglia dove il tempo si era fermato. "E' permesso?" dissi spalancando la porta di una minuta casetta in legno. "Chi osa entrare nella mia casa... dopo quello che mi avete fatto!?" rispose una voce cupa e roca. Quando entrai, la mia allergia, che fino a un minuto prima mi arrossava le guance, svanì. "Ssono...Gabriel. Forse lei può aiutarmi a vivere?" sussurrai. A quelle parole l'Albero ammutolì sconcertato. Poi disse:"In questo mondo c'è ancora qualcuno che vuole vivere....?""Figliolo, tu sei diverso...Vieni con me, ti mostrerò il mondo com' era un tempo."continuò. Guardai dentro ad una sfera al centro della stanza. Boschi verdi e montagne immense ricoprivano la Terra. Laghi e fiumi arricchivano il paesaggio. Guardavo incredulo quel mondo che tanto desideravo. "Eh sì, ragazzo. Sotto queste mura di cemento e latta c' è un mondo così. Un mondo Vivo." bisbigliò. Critica Il racconto presenta un bambino che è allergico alla tecnologia e che trova conforto soltanto nell' "Albero", poichè i genitori lo hanno abbandonato. L'Albero si rende conto di non aver un bambino davanti a sé, ma una persona più adulta, che si è resa conto di non riuscire a vivere la propria vita in questo mondo, dove le macchine hanno il sopravvento su tutta l' umanità. Guardando nella sfera il ragazzo sente una flebile speranza, che gli appartiene.
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