Category: Racconti FantasyItalia
Review Title: Il Marchio del Diavolo


Il Marchio Del Diavolo
Ciglia imperlate da lacrime di sangue rappreso. Il labbro spaccato. Cicatrici ovunque. Un taglio lungo e sottile partiva dal collo, inerpicandosi e avvolgendosi per le curve del suo corpo. E come se il tempo si fermasse, lui le fu alle spalle in un istante. La agguantò da dietro, e la sostenne con dolcezza, mentre una cappa di malessere li attanagliava. Lui fece forza nelle braccia, stringendola a sé. Aspirò l’odore della sua pelle: eccitante…estasiante…triste. Le scostò i capelli dal volto, strofinando la guancia contro la sua ancora sporca di sangue. Poi le avvicinò le labbra all’orecchio, e sussurrò:”E’ tutto finito. Guardami. E’ tutto finito.” Rimasero in silenzio, ascoltando i loro respiri nel buio. E poi nello sguardo di lui Si fece strada l’orrore. La cicatrice impura. Il macabro segno dell’infamità. Il marchio del diavolo. Si snodava lungo tutta la schiena, percorrendo tutto il corpo, straziato a sangue. Lei rimase a cullarsi da sola nell’oscurità. Lui si allontanò. I battiti del cuore accelerarono, il respiro si fece irregolare. Il sangue gli salì alle tempie, e un urlo disumano lacerò la notte. Non poteva sopportarlo. Non lo avrebbe mai perdonato. Quante volte era stato tentato di farla sua, di rivoltarla e prenderla a suo piacere. Quante volte aveva sognato di violentare le sue carni, di appropriarsi del suo corpo e di morire sazio del suo sangue, pur sapendo di andare contro le sue volontà. Ma non aveva mai fatto niente. Per rispetto, si ripeteva. In realtà quello che lo frenava era ben altro, e lui lo sapeva. Un sentimento che credeva di non poter provare, fino a quando non la vide. E da allora, uno solo era il sogno, e l’incubo che lo affliggeva,tutte le notti: lei distesa supina,dormiente. E anche nella più completa oscurità, lui poteva scorgere la sua bellezza. Il biancore perlaceo della schiena, la curva morbida dei fianchi, la pelle diafana ma calda come il fuoco vivo. Un viso chiarissimo incorniciato da capelli corvini. E tra le labbra nere come notte spiccava la rossa lingua. Avrebbe dato di tutto per possederla, per avvinghiarglisi addosso e farla godere con violenza, con tutto l’amore di cui era capace. E mai avrebbe potuto perdonare il fatto di non essere stato lui a trarre piacere dal suo abbraccio, a mordere le sue labbra piene e invitanti, o ad averle inflitto quella ferita in una pulsione di lussuria rabbiosa. Sentiva il sangue pulsare Nelle sue vene. Quanto ancora avrebbe resistito? Il profumo che lei emanava era inebriante. Non poteva nascondere i fremiti d’eccitazione nel vederla leccarsi le labbra spaccate, respirando a fatica. Lentamente fece scivolare le dita lungo la schiena, indugiando sui tagli slabbrati che la percorrevano, che erano immensamente dolci e dolorosi al tatto. Poi un rantolo ruppe il silenzio. “Poni fine a tutto questo. . .Ti prego”. Lui chiuse le palpebre. Non si diede tempo di pensare. I canini scintillarono al buio, e si infilzarono nella tenera carne. Con una violenza di cui solo una bestia era capace, si dissetò del suo sangue, pur lasciandola lo stesso in vita . . . Perché sapeva che anch’ella anelava ad un solo ultimo desiderio, lo stesso che tormentava lui da sempre. Godendo immensamente di quell’ultimo abbraccio, i baci si fecero ardenti, e le mani audaci. E sentiva che il godimento era reciproco, estasiato dai gemiti di lei che incalzavano. . .incalzavano. . . Dunque la fece stendere,adagiandola con dolcezza sotto di lui, mentre il sangue scorreva copiosamente. . . E inesorabilmente. Gli si avvinghiò addosso e la inchiodò al suolo. La pelle le parve incendiarsi, tanto bruciava. Le cicatrici si aprirono, il piacere si mescolò al dolore. Lo circondò con le gambe, aggrappandosi, mentre lui leccava via il sangue, assaporandolo frenetico. E poi la dolcezza svanì. Le fu sopra con violenza. Lei si fece possedere con le lacrime agli occhi, mentre un sorriso perverso si dipingeva sul suo volto. Unirono le labbra, intrecciando le lingue che si accarezzavano in una danza che aveva il sapore dolciastro del sangue. Così lei annaspava. . .lui godeva. . . lei soffriva. . .lui gemeva. E mentre ansimavano l’uno dentro l’altro, lui si abbeverò dell’ultimo fiotto di sangue, per esaudire infine l’ultima volontà di lei. Ma poco prima di morire, mentre il suo corpo si gelava, e la morte le chiudeva gli occhi, la vita abbandonò anche lui. Perché mentre esalava l’ultimo respiro, lei gli sussurrò: “Ti ho sempre amato”.
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