Category: Racconti FantasyItalia
Review Title: Luce e Tenebra


Luce ed ombra

La Luce rifulgeva...
Luce richiamava...
Luce che esiste,
per splendere nella notte,
e incontrarvi l’amore....

Tenebra rispose
con la gioia negli occhi,
voltando il capo,
le stelle nella mano.

Luce cercava,
chiamando a gran voce,
recava la passione
celata nel suo cuore.
Tenebra osservava,
serrando le mani attorno alle stelle,
urlando il suo nome,
ma Luce non sentiva...

Poi.. d’improvviso:
gli occhi si incontrarono,
il cuore sussultò.

Luce...
Tenebra...
Si videro insieme,
finalmente uniti,
la mente correva
ai baci che si sarebbero scambiati,
alle carezze con cui si sarebbero sfiorati. . .

Ed il sogno finì..
Uno di fronte all’altra..
A un soffio dal viso di Tenebra,
Luce osservava e si sentiva morire.
Tenebra sentì il dolore
che avvampava nel petto.
Dolore che stringeva,
dolore che attanagliava,
divampava,
rodeva e straziava le carni..

Luce piangeva,
anch’essa recava il dolore
nascosto dentro di sé
un dolore al di là di ogni immaginabile,
che squarcia l’anima,
dolore come fuoco che divampa,
dolore come spine serrate attorno al cuore.

Vicini...
Cosi vicini. . .
Eppure così lontani....
Impediti da forza sconosciuta
Potevano solo guardarsi negli occhi,
e soffrire senza fine..

E urlarono insieme,
piansero insieme,
soffrirono insieme,
straziandosi a vicenda,
uccidendosi dal troppo amore

Fu Tenebra a reagire per primo,
scagliandosi con violenza,
senza arrendersi mai...
Poi fu la volta di Luce,
che con altrettanta violenza
emanava energia senza fine...

Non ci fu minuto,
o secondo
che i due smisero di tentare,
sostenuti dalla passione che nutrivano
l’uno per l’altro...
e dopo interminabile tempo
si accorsero di non potere nulla.

Luce pianse ancora più forte,
le sue grida si propagarono
nello spazio all’infinito.

Tenebra cadde in ginocchio.
Cosa non avrebbe dato per sfiorare i suoi capelli,
che rilucevano come oro al sole...
Per poter sentire il suo respiro sulla sua pelle...
Per poter baciare le sue labbra trasparenti..

E osservava,
impotente,
la passione che non avrebbe mai soddisfatto,
che sedeva di fronte a lui,
con il viso rigato da lacrime nere dal dolore.

Un essere etereo,
che splendeva come il sole,
con i capelli fulgidi di oro
e la pelle impalpabile..
E piangeva lacrime nere..
Lacrime d’ebano,
nere come il suo amato,
che al contrario d’essa non era impalpabile,
bensì tenace,
talvolta vermiglio come sangue,
Denso come odio.

La Luce....
e
Le Tenebre...
Le entità opposte,
innamorate in eterno,
unite da un filo sottile mai spezzato,
separate fino alla fine dei loro giorni.

Non potevano toccarsi....
Soffrivano solo pensandosi a vicenda....
Finché si resero conto...
Che si rifuggono a vicenda.
Ma essi non possono esistere
da soli...

Perché la Luce non sarebbe così
fulgida senza Tenebre,
Ed altrettanto le Tenebre non sarebbero cosi nette
se la Luce
non vi splendesse accanto.
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