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 [Le urla dei bambini] Avventura Successivo
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Black_Lotus
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MessaggioInviato: Mar Feb 05, 2008 6:57 pm Rispondi citandoTorna in cima

Cade fitta la pioggia a North Las Vegas, il cielo grigio nel imbrunire sembra trasmettere ai cittadini una certa dose di apatia e depressione.
Eppure in questi giorni grigi dove la maggior parte della gente si rinchiude nelle proprie case dopo una giornata di lavoro stressante, qualcosa sta scuotendo gli animi dei cittadini di tutto il Nevada.

Da "LAS VEGAS SUN"

Si moltiplicano i casi di nevrosi fra i giovani americani
VEGAS COLPITA DA ISTERIA INFANTILE

Jonny McStone ha 9 anni, è sempre stato un ragazzo molto creativo, molto bravo a disegnare, e con uno spirito patriottico che lo portava fin da giovanissimo a disegnare più volte la bandiera americana e i nostri soldati in missione.
Oggi Jonny non può puoi andare a scuola, non riesce nemmeno più a disegnare,
Da due settimane non risponde agli stimoli, come in coma, viene nutrito artificialmente, e le macchine vengono staccate solo per permettergli sporadicamente di urlare.
Si, Jonny urla, Come se le fiamme dell'inferno lo stesso bruciando, e assieme alle sua urla, si sono unite col tempo quelle di altri 35 bambini di Las Vegas colpiti anche loro da qualche forma di nevrosi, tutte con diversi sintomi, ma che portano tutti i bambini malati ad urlare frasi alle quali i genitori non riescono a dare un significato.
Continua a pagina 6


[Lucas Caven]

Sei immerso nel silenzio della tua biblioteca, mentre stai leggendo "Le radici culturali della spiritualità europea" quando il tuo maggiordomo Harold, apre la porta distraendoti dalla tua lettura.
"C'è una lettera per lei signorino Caven " e te la porge su un piatto d'argento
Noti con stupore che dalle condizioni dalla busta, per una volta tua madre sembra non aver voluto ispezionare preventivamente la tua posta, forse si sente sicura del fatto che tu stia bene in quella casa enorme

[Lilyen Shelley]

Per quanto insegnare al "University of Nevada" sia sicuramente un lavoro prestigioso, ogni giorno puoi constatare che questo non lo rende meno faticoso, inoltre ti sembra che la maggior parte degli studenti segua le tue lezioni non per passione, ma per puri miraggi di risvolti economici nello studiare le materie che ti hanno appassionato fin dalla gioventù, alcuni addirittura sospetti che vengano solo per guardarti le tette!
Mentre torni a casa dopo una giornata di lavoro, un pò amareggiata dal clima e dei pensieri che affollano la tua mente, noti che è stato lasciato un pacco di fronte alla porta del tuo appartamento (Dovrebbero smetterla i corieri di falsificare le firme) con una busta sopra

[Luis Dantès]

Il Clima di questi giorni ti ricorda alcune vecchie tragedie in cui avevi recitato, anche se preferiresti non ti tornassero alla memoria certi ricordi.
Stai navigando per le pagine Web con il tuo moderno computer, nel tuo salotto illuminato solo da una candela e dalla luce fioca del imbrunire che entra da una finestra aperta, (Il Fresco da un certo sollievo alle ferite sul tuo volto).
Ad un certo punto ti accorgi che in basso a destra dello schermo è apparsa una schermata del tuo programma di posta elettronica che ti avverte con questo messaggio
"Nuova E-Mail Ricevuta"
Se il programma Anti-Spam che hai istallato funziona ancora, potrebbe essere qualcosa di importante

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06/02/2009 Oggi l'Italia cambia nome: benvenuti in Dittaturia.....
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infra
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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2008 2:33 pm Rispondi citandoTorna in cima

[Lucas Caven]

Comunque, una cultura europea marcatamente unitaria, dall’Atlantico agli Urali, dall’Islanda a Malta, si è in effetti avuta solo col Medioevo, con ….

’ Alzai la testa dal libro “Le radici Culturali della Spiritualità Europea”, quel giorno proprio non riuscivo a concentrarmi, e dire che era una delle mie letture preferite ….
Mi appoggiai allo schienale della sedia e chiusi gli occhi. Gli ultimi giorni erano stati di una noia mortale ‘ non che gli altri siano stati diversi …’ mormorai , aprii gli occhi e, come d’abitudine, abbracciai con uno sguardo l’immenso salone che conteneva la biblioteca, mi soffermai sulle copertine rilegate ora in cuoio ora in tessuto; oramai di quei volumi ne conoscevo ogni singolo foglio, borchia e copertina, sembrava quasi che le grandi menti dei tempi passati che avevano scritto quei volumi mi salutassero come vecchi amici (gli unici per quanto immaginari).
Mi ero appena rimesso a leggere quando fui distratto da un lieve bussare alla porta, era Harold, il nostro ‘fedele’ maggiordomo (fedele ai miei sicuramente).
“C’è una lettera per lei signorino Caven” e avvicinatosi allo scrittoio vicino al camino dove stavo seduto mi allungò un vassoio d’argento con una lettera.
La presi con aria non curante e la appoggiai sullo scritoio “Grazie Harold puoi andare” lui si profuse in un inchino appena accennato e uscì dalla biblioteca chiudendosi la porta alle spalle.
All’istante presi la lettera e quasi febbrilmente la aprii col tagliacarte in avorio che avevo li accanto, le poche volte che ricevevo posta era raro che arrivasse fino a me (mia madre pensava bene che fosse troppo ‘pericoloso’ mettermi a contatto in qualsiasi modo col mondo esterno). Mentre ne estraevo il contenuto mi accorsi, con un certo stupore, che ero stato il primo ad aprirla ‘ ma come!’ mormorai ‘non è passata attraverso la santa inquisizione dei miei?’ la cosa che mi rese ancora più curioso era la scritta che lessi sul retro della busta.

... Memento audere sempre ...

*ricordati di osare sempre,il vecchio motto di famiglia!* pensai, prima che i miei lo facessero cancellare da ogni angolo della casa compariva sotto il blasone della casata dei Caven.
‘ e questo cosa viene a significare?’ mormorai ‘ ma soprattutto chi mi ha voluto ricordare questa frase?’ perso nelle mie lucubrazioni mentali mi appoggiai allo schienale e mi misi a dondolare sulle gambe di dietro della sedia, CRACK! Le gambe cedettero e mi ritrovai steso a terra, mi rialzai dolorante # MA PROPRIO ADESSO SI DOVEVA ROMPERE QUESTA DANNATISSIMA SEDIA! # Urlai.
Poi il mio sguardo fu attirato da qualcosa di lucente che era finito per terra accanto ai miei piedi, qualcosa che era nella busta e che era scivolato a terra con la mia caduta.
La porta si aprì di colpo ed entrò Harold “ Che cosa succede signorino Caven?” fulmineo raccolsi quell’oggetto lucente e la busta metttendoli entrambi in tasca “ Non è niente Harold, … questa vecchia sedia ha deciso che era ora di finirla…” e mi diressi quasi correndo verso la mia stanza facendo fatica a trattenere l’emozione. L’oggetto contenuto nella busta era una chiave e precisamente la chiave del vecchio portoncino nel muro di cinta della propietà * Chiunque sia stato a mandarmi quella lettera avrà la mia gratitudine in eterno * pensai mentre salivo le scale.
Ormai non c'era altro da fare.
Mi cambiai con abiti scuri e poco appariscenti, presi lo zaino che tenevo già pronto sotto il letto con un cambio di vestiti, mi misi sulle spalle la mantella nera da viaggio di mio nonno (uno dei pochi ricordi che avevo di lui) presi da uno dei cassetti della scrivania un antico pugnale d'argento intarsiato finemente e affilato come un rasoio con la sua custodia da cintura #non si sà mai in cosa possa inbattermi là fuori# pensai, andai in camera dei miei dove presi una sacchetta in pelle contenente qualche spicciolo #tanto i miei non ne hanno bisogno# e scesi silenziosamente al piano di sotto, feci una capatina in cucina per prendermi qualcosa da mangiare (per poco non venni beccato da mia madre che ne stava uscendo propio in quel momento) e mi avviai senza indugio alla porticina nel giardino.
' è meno vecchia di quel che pensassi' mormorai mentre la aprivo senza fare alcun rumore; la richiusi e senza voltarmi mi misi a correre verso la libertà che da tempo agognavo.....
.... mi fermai solo parecchio tempo dopo con il fiatone per riposarmi in un vicolo scuro e silenzioso # la lettera!# pensai # vediamo chi è che devo ringraziare ...# e prendendola da una delle tasche dello zaino la aprii ...

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Ultima modifica di infra il Mer Feb 06, 2008 8:07 pm, modificato 4 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2008 4:06 pm Rispondi citandoTorna in cima

Luis Dantés

Avevo appena finito di sistemare alcuni affari in Europa tramite il web e mi stavo avviando verso la camera da pranzo per mangiare qualcosa quando in basso a destra del monitor una lampeggiava una finestrina 'un nouveau message'.
Mi fermai un attimo a qualche metro dal computer. "Ma si, lo guardo adesso... vediamo se il nuovo anti-spam funziona..."
Il mittente dell'e-mail mi era sconosciuto e in quel momento stavo iniziando a maledire il mio anti-spam, ma leggendo mi accorsi che...

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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2008 8:50 pm Rispondi citandoTorna in cima

Lilyen Shelley


Aprii la porta di casa con il pacco in mano, entrai nell’ingresso posando cappotto, pacco e chiavi di casa. –Aspide!- chiamai mia figlia. –Aspide, dove sei?-
-Sei in ritardo.- una piccola figura emerse dalla cucina, una bambina di sette anni dai capelli rossi legati con due trecce con un viso furbetto e macchiato da lentiggini. Aveva il viso sporco di cioccolato.
-Aspide! Non devi mangiare prima di cena, lo sai.- La rimproverai seccata ma mia figlia mi rispose pronta: -Che ci posso fare, avevo fame, non avrei mangiato se TU non fossi arrivata tardi.- Rimasi seria e assottigliai gli occhi osservando la figlia che rimprovera la madre, dopo alcuni istanti scoppiai a ridere e Aspide dietro a me.
–Hai ragione, mi dispiace ma…- - Ma sei stata trattenuta a lavoro, i tuoi alunni bla bla bla, si lo so, andiamo, ho fame!- Tornò in cucina. Scossi la testa rassegnata, “in fondo è figlia mia, ha il mio carattere…” pensai. La seguii ignorando il pacco che avevo appena preso e la seguii.
Ero particolarmente stanca, il comportamento dei miei alunni cominciava ad infastidirmi “Perché, professoressa, non approfondiamo il rito bacchico orgiastico con la visione di alcuni filmati che lei ci andrà man mano spiegando o meglio simulando? Ma andate al diavoli, idioti!” Pensai innervosita chiudendo violentemente uno sportello della cucina. Aspide mi guardò con aria interrogativa.
Io sorrisi –Ti va di andare al MecDonald? Non ho propria voglia di cucinare- Lei rispose esultando.
-Va a lavarti la faccia, metti scarpe e cappotto e andiamo- Come un fulmine la bambina si dileguò. Io andai a consultare la segreteria telefonica, un messaggio: -Lilyen, sono Mat, arriverò negli Stati Uniti per lavoro oggi, ti telefono quando posso venire da voi. Un bacio alla mia piccola.-
-Evviva- dissi con tono ironico, -Pure tu ti ci metti- Tornai nell’ingresso indossando il cappotto quando rividi il pacco e la busta sul tavolino. Aprii la busta e incominciai a leggere la lettera, rimasi di stucco e subito la misi da parte per aprire il pacco.
-Mamma, sai che oggi pomeriggio l’insegnante di danza mi ha affidato il ruolo di prima ballerina?-
-Mamma? Mamma…-

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Ultima modifica di Furianera il Ven Feb 08, 2008 11:21 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2008 10:21 pm Rispondi citandoTorna in cima

[Lucas Caven]

Estrai la lettera dalla busta, ancora con il cuore che batte forte per l'emozione di essere finalmente libero, e la leggere pioggerellina che cade, ti regala un senso di sollievo.

All'attenzione di Lucas Caven


Rispettabile signorino Caven, sebbene raramente sia possibile vederla in giro, mi è ben nota la sua passione per il sapere su vari argomenti, anche quelli che non sono oggetto di studi alla portata di tutti.
Per questo ho scelto lei fra i possibili candidati per prestare servizio al mio padrone, un servizio che se reso adeguatamente, potrebbe comportarle una più che generosa ricompensa.
Mi sono concesso la libertà di persuadere il suo maggiordomo con la prospettiva di qualche extra nella "busta paga" a procurarvi la chiave per uscire dalla vostra gabbia d'oro, che se state leggendo questa lettera, avete ricevuto (Il vostro maggiordomo è stato così gentile da preparare lui stesso la busta che vi è stata consegnata).
Se avete apprezzato questo gesto, saremmo desiderosi che lei ci onorasse della sua presenza a cena, alle 20.00 di domani sera, presso il numero 667 di Washington Ave.
Nella speranza della sua presenza, le porgo i miei migliori saluti

Steven Miller


Mente leggi la lettera, ti rendi conto che è molto piacevole al tatto, probabilmente deve essere molto pregiata

Conosci Washington Ave, è una via dei quartieri alti, qualche isolato a est di casa tua

[Luis Dantés]

Apri l'e-mail che hai ricevuto, è scritta in Arial, in dimensioni piuttosto piccole e di color viola.
Il programma di posta elettronica di avverte attraverso un icona che il contenuto di questa e-mail è crittografato

CIAO SPETTRO!!!
IL SIGNORE DI CEMENTO HA IL CUORE SGRETOLATO, E LA MANUTENZIONE STRADALE è UN INCOMPETENTE
VUOI AIUTARLO??? LUI POTREBBE COMMUOVERSI E REGALARTI LE SUE LACRIME DI DIAMENTE!!!
WASHINGTON AVE N.667, DOMANI ORE 20, CENA GRATIS!!!

CON AFFETTO, IL FOLLETTO D'ASSENZIO

BYE BYE


Conosci Washington Ave, è una via dei quartieri alti

[Lilyen Shelley]

Mentre senti tua figlia recitare a memoria nomi di panini, probabilmente per scegliere quanti e quali prendere, apri la busta e noti subito la qualità della carta, altissima, di quelle che probabilmente usano negli uffici presidenziali per lettere da spedire a signori del petrolio.

All'attenzione della Dottoressa Lilyen Shelley

Rispettabilissima Dott.Shelley, come probabilmente saprà, la sua fama come studiosa di testi antichi e simboligia si è diffusa per molti continenti.
Ed è stata proprio la sua fama a spingermi a contattarla a nome del mio padrone, che necessità assolutamente del suo aiuto per una questione della massima importanza e riservatezza.
Saremmo onorati della sua presenza domani sera alle 20 al numero 667 di Washington Ave per cenare insieme e discutere dei servigi che il mio signore le richiede e che sarà pronto a ricompensare più che adeguatamente.
Sperando nella sua presenza, le porgo i miei saluti

John Black



Conosci Washington Ave, è una via dei quartieri alti

Dopo aver letto la lettera, il tuo sguardo si posa sul pacco, che dopo aver letto il contenuto della lettera, ti appare quasi come uno scrigno del tesoro che potrebbe contenere quasiasi cosa.
Apri il pacco con delicatezza, e dopo un pò di difficoltà a togliere tutto il nastro adesivo, estrai un tomo molto pesante, di circa 4 centinaia e mezzo di pagine, rilegato con uno strano tipo di materiale che ti sembra cuoio, sulla copertina sopra a 3 cerchi ugualmente distanti a formare un triangolo leggi il titolo dell'Opera "De occulta philosophia"
Ti rendi conto di avere fra le mani una copia originale dell'inizio del 16o secolo del famoso compendio di magia dell'Alchimista e Mago (O almeno dicono le leggende sul suo conto) Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim.
Sia bene che fu una persona di grande prestigio, fu medico personale di Luisa di Savoia e Storiografo di Carlo V, e conosci anche le leggende sul suo conto, sul fatto che fosse il capo di un grandissima congrega di maghi neri e di stregoni, e che riusci a sfuggire all'inquisizione

Dentro al pacco trovi anche un biglietto

"Speriamo che questo dono le sia gradito e che possa convincerla ad accettare il nostro invito a cena"

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Ultima modifica di Black_Lotus il Ven Feb 08, 2008 11:39 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Feb 07, 2008 1:14 am Rispondi citandoTorna in cima

Luis Dantès

Ma mano che i miei occhi scorrevano il breve testo della missiva il sopracciglio sinistro iniziò a sollevarsi.
"Ciao Spettro, cena gratis... ma con chi crede di parlare questo folletto d'assenzio?"
Fu questa la mia prima reazione, a dire il vero un po' stizzita, tuttavia qualcosa in quel messaggio lasciava intendere che era in qualche modo collegato con il motivo per cui mi ero recato nel nuovo continente.
"In fondo... è quasi una settimana che alloggio qui ormai e non ho fatto gran che passi avanti... non ho nulla da perdere e poi sarebbe scortese non presentarsi a..." rilessi velocemente l'e-mail per vedere l'indirizzo. "Washington Ave... niente male..."
Appuntai indirizzo ed orario in un foglietto, spensi il portatile e mi alzai per andare in sala da pranzo e godermi una semplice cenetta.
"Tres Bien, domani Le Spectre avrà una serata mondana a quanto pare. Dopo anni di lavoro ha diritto anche a un po' di svago" commentai tra me e me con un sorrisetto.

Quella sera non uscii e passai quasi tutto il giorno dopo per riuscire a recuperare una bottiglia di assenzio, ufficialmente fuori commercio dai tempi della Grande Guerra, ma si sa, l'America è la terra della libertà; non c'è nulla che non si possa trovare con i giusti agganci, soprattutto a Las Vegas.
Il sole era gia basso, potevano essere le diciassette, quando mi trovai nella mia camera, seduto nella poltrona, ad osservare la bottiglia che avevo comprato a caro, molto caro, prezzo.
"Immagino rimarrà sorpreso nel vedere un'autentica bottiglia di Assenzio questo folletto... Sono proprio curioso di sapere chi sia questo Signore del Cemento e in cosa consistano le sue lacrime di diamante..." Alzai gli occhi all'orologio sul comò. "faccio bene ad iniziare a preparami, non vorrei far tardi."

Preparai accuratamente, feci la barba e pettinai con cura i capelli, misi il solito Frack Nero di Le Spectre, annodai l'elegante foulard al collo e misi la bianca e lucida maschera. Passai davanti allo specchio.
"Inizi ad invecchiare mio caro Luis..." mi dissi. Quant'era vero, erano passati anni nella quale avevo più o meno imparato a convivere con quella maschera e con quell'identità, ma ogni volta che mi guardavo allo specchio un brivido mi correva lungo la schiena.


Le Spectre

Uscii dalla finestra e percorrendo le scale d'emergenza arrivai sul tetto dell'edificio, rapido percorsi di tetto in tetto, senza che qualcuno mi potesse vedere, fino a destinazione, ma non mi esposi subito, rimasi qualche minuto ad osservare appostato su un grande albero di Washington Ave.
"Vediamo un po' che aria tira..."

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MessaggioInviato: Mar Feb 12, 2008 11:04 am Rispondi citandoTorna in cima

[Lucas Caven]

Seduto su quella che sembrava una vecchia botte mi misi a leggere la lettera del mio misterioso salvatore …
La lessi tutta d'un fiato e rimasi stupito per qualche secondo...
# quindi la scritta sul retro della busta?! …… e così il buon vecchio Harold alla fine ne ha fatta una buona!# mi ritrovai a sperare che non lo avesse fatto esclusivamente per i soldi.
Una solitaria lacrima mi solcò il viso andando a cadere sulla lettera # … bhà tanto non lo rivredrò mai più …#
La mia attenzione fu catturata dal tipo di carta della lettera, morbida al tatto né troppo assorbente né troppo lucida, quella era carta pregiata del tipo che non si trova dietro ogni angolo. # Il sig. Miller deve avere un padrone dai gusti molto raffinati # pensai.
# Bene ormai il sole è all’orizzonte ed è ora di muoversi # , dovevo trovare un posto dove passare la notte e la cosa non era semplice, se il giorno dopo dovevo presentarmi ad una persona dai gusti tanto raffinati dovevo perlomeno evitare di dormire in un vicolo maleodorante in compagnia dei topi e non potevo neanche presentarmi in un hotel considerando che i miei documenti li avevo lasciati a casa.
Gironzolando nei dintorni incontrai un ragazzo, i cui capelli non dovevano aver visto un pettine da parecchio tempo, che mi disse che se cercavo un posto dove passare la notte potevo provare al rifugio per senzatetto poco lontano .
Dovevo tenere il profilo basso, alomeno fino a quando non avessi scoperto cosa voleva da mè il fantomatico Sig. Miller, e così mi diressi verso il posto indicatomi dove una signora dall’aspetto truce mi indicò una branda in un angolo di uno stanzone, già stipato di gente, e mi diede una coperta con la raccomandazione di non fare rumore.
La mattina dopo mi svegliai che era già mezzogiorno e lo stanzone era vuoto tranne per il mio vicino, un vecchietto simpatico, avevo la schiena a pezzi per la posizione scomoda in cui avevo dormito , (avevo sempre dormito tra soffici cuscini di piume…) #è meglio che non mi muova da qui per il resto della giornata… # pensai # mia madre starà facendo diventar matta la polizia per ritrovarmi ….# . Divisi il mio pranzo col vecchio (il pane e l’acqua che mi ero portato con mè) e passai il resto della giornata ad ascoltare il vecchio che mi raccontò degli strani avvenimenti che stavano capitando ad alcuni bambini dà un po’ di giorni.
Fattasi l’ora giusta salutai il vecchio e mi incamminai verso l’appuntamento …
Arrivai al 667 di Washington Ave che mancava un minuto alle 8 e mi apprestai a suonare il campanello…

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MessaggioInviato: Mar Feb 12, 2008 11:43 pm Rispondi citandoTorna in cima

Lilyen Shelley


Avrei voluto gridare ma rimasi immobile, completamente immobile, come se il contatto con quel volume mi avesse trasformato in pietra, un’ espressione di puro stupore mi apparve in volto congelata per alcuni istanti. Furono le grida insistenti di Aspide a riportarmi alla realtà.
-Si, tesoro, andiamo. Prendi le chiavi della macchina e incomincia a scendere, ti seguo-. La bambina afferrò le chiavi dal tavolino e corse giù per le scale.
De occulta philosophia, magia “la scienza più perfetta” e filosofia naturale
-Mi ritrovo tra le mani una copia originale sfuggita all’Inquisizione?- Gridai ancora incredula. Poi scoppiai in una risata euforica, sembravo aver perso completamente il senno.
Improvvisamente mi bloccai e tutta la mia euforia scomparve di colpo. Magia “Chi diavolo sa del mio interesse per la magia e per l’occulto?!” Ripresi la lettera con foga, il mio viso era ancora tinto di rosso per la mia precedente euforia, a poco a poco cominciai a perdere il mio colorito e ad impallidire. ”La sua fama come studiosa di testi antichi e simbologia”. John Black
“Tu vuoi la mia rovina, ma cosa vuoi da me? È uno sporco ricatto?” La mia mente vorticava disperata senza avere risposte. Grazie al mio autocontrollo riuscii a trattenermi, posai le lettera e il libro nella mia stanza da letto. Buffo, quasi non volevo staccarmi da esso come se al mio ritorno non l’avessi più trovato…
Uscii da casa e raggiunsi mia figlia affamata mostrandomi a lei serena come se non fosse successo nulla, inutile dire che quella notte non dormii per nulla e anzi lessi alcune pagine del libro immergendomi completamente in esso dimenticandomi di tutto e di quel John Black che mia aveva sconvolto.
La mattina successiva all’università la stessa cosa, avevo la testa talmente nel De occulta philosophia e nella cena, alla quale sarei certamente andata, la mia curiosità e anche la mia paura erano tali da spingermi imprudentemente ad andare, che ignorai i commenti e le battutine dei miei alunni. Durante la pausa pranzo mi venne in mente un grande problema: Aspide. Dovevo portarla con me? Assolutamente escluso. E allora? Mattew. Chiamai il mio exmarito per lasciargli la piccola quella sera.
Tornai a casa alle 19.00, in fretta e in fretta e furia andai a farmi una doccia e a prepararmi ma alle 19.30 Mat non era ancora venuto.
-Dannazione! Aspide io devo assolutamente andare! Posso lasciarti da sola mentre aspetti papà?-
-Ma, non vuoi nemmeno salutarlo?-
-Lo farò quando torno.- Le strizzai l’occhio, feci per andarmene quando mi voltai sulla soglia della porta. Avevo una strana sensazione o forse ero soltanto stanca per non aver chiuso occhio e per l’ansia… La guardai per un attimo, le sorrisi e andai finalmente via.
667 Washington Ave. Conoscevo la zona e vi arrivai senza l’uso del navigatore satellitare.
“Però, gran lusso, questo Black oltre a farsi i fatti degli altri deve essere maledettamente pieno di soldi”. Posteggiai, feci un bel respiro cercando di rilassarmi, scesi e mi avviai al 667 quando intravidi una figura sulla soglia e indecisa sul da farsi aspettai che qualcuno aprisse.

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MessaggioInviato: Mer Feb 13, 2008 10:51 am Rispondi citandoTorna in cima

La villa del numero 667 di Washington Ave, si distingue dalle altre per le sue dimensioni e per l'antichità del edificio, al contrario delle altre ville che non sono state costruite da più di una trentina d'anni.
La villa è circondata da un grande giardino, le pareti esterne sono dipinte di grigio, ma alcune macchie nella vernice indicano che avrebbe bisogno di un restauro per non stonare in mezzo alle altre ville moderne del quartiere.
Il contrasto fra la villa e le altre del guartiere è talmente evidente che sembra quasi che lo spazio intorno alla villa abbia una qualche alterazione del tempo, ma un tale pensiero non va aldilà della semplice impressione

Dopo pochi istanti che Lilyen e Lucas hanno raggiunto il luogo dell'appuntamento, la porta si apre senza che nessuno dei due abbia bussato o suonato il campanello.
Ad aprire la porta è un uomo giovane, dimostra poco meno di 30 anni e gli mancano pochi centimentri per raggiungere i 2 metri, ha la pelle bianca e gli occhi marrone scuro.
Inizialmente sembra semplicemente pelato, ma un rapido sguardo al volto e alle braccia non coperte da una camicia a maniche corte nera, vi fanno capire che è proprio glabro.
Oltre alla camicia nera di seta, porta neri calzoni di velluto e scarpe nere lucide e molto formali
Emana un leggero odore sgradevole, anche se l'aspetto ben curato dell'uomo vi suggerisce che la causa di questo odore non è la scarsa igiene
Alla presenza di questo giovane uomo, Lucas prova un leggero fastidio al petto

-Buonasera signori, sono contento che abbiate accettato tutti l'invito del mio signore-
Quando pronuncia la parola "tutti" sembra mettere una maggiore incisione nel tono della voce, senza però risultare sgradevole, e lancia uno sguardo nella direzione di un grosso albero nel quartiere non molto lontano dalla villa
-Permettetimi di condurvi alla sala da pranzo, il mio patrone potrebbe ritardare di pochissimi minuti, ma vi pone le sue più sentite scuse, per caso i signori gradirebbero qualche pietanza in particolare o hanno qualche repulsione verso determinati alimenti? Scusate se ve lo chiedo sulla soglia della porta, ma gradirei avvertire i cuochi durante il tragitto verso la sala da pranzo, il mio padrone desidera che questa serata sia assolutamente perfetta-

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MessaggioInviato: Mer Feb 13, 2008 3:26 pm Rispondi citandoTorna in cima

[Le Spectre]

Nessuno dei due nuovi arrivati si era accorto di me, ma quell'uomo si, e non aveva fatto a meno di sottolinearlo.
"E' inutile star nascosti ormai..." Pensai tra me e scesi agilmente dall'albero, quasi senza far rumore.
In pochi passi molto rapidi fui vicino al gruppetto.

"Bonsoir a tout le monde..." dissi passando il bastone sulla destra alla mancina e chinando il capo con un sorriso sicuro sul volto.
Poi mi voltai verso Lilyen e, inchinandomi, le feci un galantissimo baciamano. "...Madame".

Mi voltai verso l'uomo, senza farmene accorgere annusai l'aria, poi gli parlai.
"Dite pure al Folletto d'assenzio che monsieur Le Spectre sarà suo ospite a cena. A proposito! " Presi la confezione di assenzio che avevo acquistato "Questo è per lui... "
Porsi la bottiglia all'uomo, ma in modo che dovesse tendere il braccio che inevitabilmente si scoprì maggiormente.
"Per la cena, sono sicuro che i vostri chef saranno in grado di soddisfarmi, mi affido alla loro creatività..." Sorrisi.




_____________________ OFF ___________________

- L'odore mi ricorda qualcosa? Puoi basarti sulle mie conoscenze dell'occulto.

- Noto qualcosa di insolito, a parte la mancanza di peluria, nel braccio?

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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2008 9:54 am Rispondi citandoTorna in cima

[Lucas Caven]

La villa era ... antica... non c'erano altre parole per descriverla, si distaccava di netto dalle altre come se fosse di un'altra epoca ben più radicata nel passato.
Un giardino la circondava, abbastanza grande da poter somiglire a quello di casa mia
# ormai non lo è più ... devo smetterla di pensarci ... ho preso la mia decisione e non si può più tornare indietro . #
Ero perso nei miei pensieri quando sentii un rumore alle mie spalle , mi girai verso la strada e vidi una macchina che parcheggiava da cui scese una giovane donna, la quale si avvicinò verso il cancello di fronte a cui sostavo guardandomi
# probabilmente non sono l’unico invitato a questo strano incontro …# pensai; stavo per porgerle un timido saluto quando la porta alle nostre spalle si aprì senza che nessuno di noi due avesse sfiorato il campanello.

In quel momento provai un leggero fastidio al petto e d’istinto mi voltai.

Sulla soglia c’era un’uomo di più o meno trent’anni che ci accolse con garbo e ci domandò se avevamo esigenze particolari sul cibo; # cos’è questo odore? … sembra provenire da quell’uomo … che strano … #
“La ringrazio per la premura ..” dissi “ Ma mi affido completamente all’estro dei vostri cuochi .”

"Bonsoir a tout le monde..."

Per poco non mi venne un’accidente … dal nulla alle mie spalle era comparso un uomo completamente vestito di nero
# Ma dove sono capitato ?! #
E cominciarono a venirmi dei ripensamenti per aver accettato così in fretta l’invito in quella busta ….
# D’altronde gli devo un favore e non da poco … #

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So solo che a volte ho voglia di tempesta ...
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2008 10:57 pm Rispondi citandoTorna in cima

Lilyen Shilley


Quella villa era antica, in netto contrasto con le altre adiacenti. Stonava in mezzo alle altre, sembrava fuori posto proprio come mi sentivo io in quel luogo.
La porta si aprì senza che né io né il ragazzo dai lunghi capelli neri avessimo suonato, vidi un uomo molto alto, totalmente glabro, che emanava uno strano odore.
-No, non c’è bisogno che il vostro padrone si scomodi ulteriormente.- Risposi ironica, ero ansiosa e sospettosa come non mai.
La sorpresa più grande fu quella di veder comparire dal nulla un terzo invitato, aveva il viso semicoperto da una maschera, accento francese e un certo fascino. Alla sua galanteria risposi con un saluto incerto mentre cercavo di capire chi fosse quel uomo misterioso e perché indossasse una maschera.
Ma lasciai stare per il momento, avevo altro a cui pensare…

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Ci sono tanti modi per risponderti: mai, neanche tra un milione di anni, assolutamente no, scordatelo, toglitelo dalla testa, niente, negativo, mmhm, naa, noo e naturalmente quello che preferisco in assoluto è l'uomo che cade nel burrone NOOOOoooo *puf*
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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2008 6:11 pm Rispondi citandoTorna in cima

"Prego signori, sequitemi"

L'uomo vi conduce per i corridoi ampi e alti della villa, alcuni di questi ricoperti da arazzi molto antichi, che raffigurano scene di cittadine antiche, con cavalieri che eambrano infliggere dolore ad alcuni sudditi e scene di guerra fra due eserciti
Lilyen riconosce subito lo stile di composizione, e sa bene che gli arazzi risalgono all'incirca al XIII Secolo, e le scene raffigurate sono tutte relative all'operato dell'inquisizione, principalmente nelle aree mediterranee, e alcune scene relative delle crociate
Dopo aver attraversato 3 corridoi, l'uomo apre una porta ampia, e di fronte a voi si apre una sala da pranzo molto grande, con un lungo tavolo che se non avesse delle posate sopra ci si aspetterebbe di vedere in un museo
La stanza e adornata con quadri raffiguranti soprattutto gente intenta in festeggiamenti, in alcuni sono raffigurate creature fantastiche sempre intenti a festeggiare.
Il Tetto della stanza e ornato in maniera impressionante con immagini di putti e varie decorazioni che Lilyen associa subito allo stile classico, ma che fanno parte di tutta una attenta composizione artistica della stanza che trasuda Barocco.
Lilyen riconosce che molti quadri raffigurano dei "Baccanali" Riti orgiastici in nome del dio Bacco (Conosciuto anche come "Dionisio") in cui chi partecipava veniva spinto a qualsiasi eccesso o pratica sessuale possibile
Il Pavimento è ricoperto di tappeti che sembrerebbero molto pregiati
La stanza è illuminata da un lampadario di cristallo imponente che emana una luce soffusa
Ci sono 2 grandi finestre nella parete a ovest della stanza, con tende rosse e pregiate che rivelano due candele per ogni finestra che bruciano su un ripiano di pietra, che diffondono in tutta la stanza un leggero aroma di muschio, sembrerebbe accuratamente scelto per deliziare chi sia nella stanza senza però disturbare le degustazione dei cibi
Tutto l'ambiente della stanza sembra essere stato composto con cura maniacale per affascinare e mettere il più possibile a proprio agio, anche se è più che evidente un certo gusto del compositore e certe tematiche
Se una sedia al lato destro del tavolo, vicino al estremità più lantana da voi della tavola, siede un uomo robusto e muscoloso, che indossa una camicia blu scuro e dei jeans neri.
"I signori dovrebbero togliersi le scarpe, il mio signore da una grandissima importanza alla consumazione dei pasti, per lui hanno un importanza quasi rituale, e gradisce che chi entri in questa stanza non porti calzature di alcune genere"

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Non giocare mai con l'insurrezione. Ma quando la si inizia, mettersi bene in testa che bisogna andare sino in fondo. (Lenin)

06/02/2009 Oggi l'Italia cambia nome: benvenuti in Dittaturia.....
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MessaggioInviato: Ven Feb 22, 2008 12:19 am Rispondi citandoTorna in cima

Lilyen Shelley


Camminavo sempre più incuriosita tra quella casa-museo, certo mi aspettavo che questo Black fosse un fanatico d’arte e dell’ inquisizione ma rimasti molto colpita e quasi mi dispiacque di essere già arrivati nella sala da pranzo, avrei voluto fare prima un giro più attento della casa.
Gli altri ospiti seguivano come me il maggiordomo e avevano la mia stessa aria spaesata, non avevano la più pallida di perché si trovassero lì. Osservai più attentamente l’uomo che aveva coperto il volto con la maschera, fino a ieri lo avrei deriso e lo avrei invitato ad aspettare carnevale per i travestimenti, ma dopo quella lettera e… il libro… no, mi sarei aspettato di tutto, pure un vampiro in persona.
La sala da pranzo. Sublime, meravigliosa, elegante, raffinata. Mi venne subito in mente il Trionfo di Bacco e Arianna di Carracci… “E si, hai buon gusto, innegabile.”
Lo vide, seduto a tavola che aspettava. Il suo atteggiamento, quella casa, non fecero altro che innervosirla di più ma non fece trasparire nulla anzi sorrise, mostrò un mezzo sorrisetto compiaciuto.
-Certamente, perché rifiutare l’occasione di poter avere un po’ di sollievo dai tacchi?-
Sfilò le scarpe e le poggiò a terra guardando dritto negli occhi l’uomo seduto a tavola

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MessaggioInviato: Ven Feb 22, 2008 12:53 pm Rispondi citandoTorna in cima

- Le Spectre -

Seguii l'uomo insieme agli altri, uno era poco più che un ragazzo guardandolo bene, l'altra era una donna molto attraente e spesso mi sentii squadrato mentre attraversavamo i corridoi riccamente adornati.
"Non ha nulla da invidiare a Versailles... " pensai tra me e me.
Presto arrivammo alla sala da pranzo, quel posto mi incuriosiva parecchio ma cercai di non seguire la mia curiosità a discapito della mia attenzione.
Nel tavolo sedeva un uomo, era più simile ad un armadio a due ante.
Immagino non sia lui il folletto... sarebbe alquanto ironica la cosa..." mi dissi.
Ci fu chiesto di lasciare le scarpe prima di accomodarci.
"Mi dispiace deludere il vostro signore, ma non posso accettare..." risposi semplicemente "Spero mi concederà di sedere con lui nonostante le mie calzature..."
Attesi alla porta che mi fosse data una risposta.

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