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Grifis
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MessaggioInviato: Gio Giu 30, 2011 10:37 pm Rispondi citandoTorna in cima

Qui potete postare le schede dei vostri personaggi complete di Background Wink
In un post separato elencherete l'equipaggiamento con cui vanno in giro i vostri personaggi abitualmente, al momento del gioco farà fede cosa vi è scritto, il post in questione sarà editato poi di volta in volta nel caso di aggiunte o perdite all'equipaggiamento.

_________________
#nofriendzone
#cinquantasfumaturediGaldor
#dovèildistributoredidurexquandoserve

Fiero membro degli Orsetti Pisoloni asd2
Lupacchiotto di Fantasy Italia
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Lorenzo Ferretti
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Messaggi: 903
Località: Lande del Nord

MessaggioInviato: Gio Giu 30, 2011 11:11 pm Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Septimus Kaplan
Età: 30 anni
Professione: Maestro di scherma
Statura: 185 cm
Peso: 80 Kg
Carnagione: chiara
Capelli: castani, non troppo corti
Occhi: blu intensi

Background

Mi chiamo Kaplan. Septimus Kaplan. Certo, il mio nome non è proprio fantasioso (sono il settimo figlio di mio padre, quindi era quasi ovvio che sarei stato chiamato così: i miei genitori non brillavano certo per fantasia) ma non è che ci faccia molto caso. Ho trent’anni, e gli ultimi dieci li ho spesi dando la caccia agli abomini più assurdi che si nascondono fra le persone normali. Se lo raccontassi in giro nessuno mi crederebbe. Ma procederò per ordine.
Sono nato a Salisburgo, in Austria, ma i miei genitori si sono trasferiti immediatamente qui, a Londra. Non ho mai compreso questa loro scelta, ma evidentemente ne dovevano essere attratti. Comunque sia sono cresciuto qui e, come ogni buon immigrato, sono cresciuto bilingue. Mio padre, uno dei migliori fabbri in circolazione secondo me, morì quando io avevo sedici anni, lasciando mia madre e me a mandare avanti la baracca (i miei fratelli se ne erano già andati da tempo in altri posti a tentare la fortuna). Gli affari non andavano proprio bene, anche perché non ho mai appreso bene le tecniche di forgiatura dei metalli, il che mi diede molti problemi. Decisi quindi di cedere la mia attività, in favore di un meglio retribuito lavoro come maestro d’armi a corte dei nobili inglesi. Per fortuna mio padre mi aveva insegnato a tirare di scherma: diceva che era una tradizione secolare, che si trasmetteva di padre in figlio, nelle famiglie di fabbri. A me era sempre piaciuto, ed ero diventato bravo. Tanto bravo da riuscire a batterlo senza sforzo, all’età di quindici anni.
Durante la sua sepoltura, conobbi Padre Vito Cornelius: divenne per me una sorta di secondo padre, che mi aiutò a tirare avanti in quegli anni, e al quale rimasi sempre affezionato. È a lui che devo tutto quello che so oggi.
Una notte, mentre facevo la mia solita passeggiata per le strade di Londra, accadde l’evento che mi cambiò la vita: in un vicolo isolato, sentii delle grida. Grida di donna. Senza pensarci, accorsi per vedere cosa stesse accadendo, e ciò che vidi (ciò che sapevo che avrei visto, e che infatti stava accadendo) mi fece montare un’ira cieca: un uomo che assaliva una giovane donna. Le era già sopra e l’aveva bloccata a terra. Non riuscii a trattenermi, e senza por tempo in mezzo, estrassi un pugnale che portavo con me, e accoltellai l’uomo. Ciò che avvenne dopo, mi lasciò letteralmente senza parole: il tizio si rialzò, e fuggì per i vicoli di Londra. Non lo inseguii. Non ne avrei avuto la forza, dopo quello che avevo visto. La stessa notte, dopo aver portato a casa la donna, ed essermi assicurato che stesse bene, andai da Padre Cornelius e gli raccontai dell’accaduto. Mi ricordo ancora come mi guardò stupito, e mi disse che era un miracolo che fossi sopravvissuto. Mi fece un proposta: collaborare con lui, affinché gli abomini venissero distrutti, in modo da non farli nemmeno tornare nel nostro mondo. Fu così che mi introdusse alle scienze occulte, e mi marchiò con la croce sul collo. Imparai a riconoscere gli abomini che si nascondono fra gli uomini, vampiri, streghe, entità minori. Imparai a riconoscerne le tracce, le abitudini e i relativi modi per neutralizzarli. Padre Vito Cornelius mi diede modo di consultare diversi tomi sull’argomento. Lessi libri come la “Chiave di Salomone”, il “Grande Grimorio” e altri tomi che non elencherò. Fu così che divenni quello che sono ora, un cacciatore di abomini. Mi affiancò dei compagni con cui lavorare: fra di loro incontrai Rebecca. Credo che fu un colpo di fulmine, il classico amore a primo sguardo. Per farla breve, di lì a poco, stavamo insieme…e lo siamo tutt’ora. Da allora sono cambiate molte cose: Padre Cornelius ha continuato ad istruirmi per quanto possibile, e ho migliorato le mie tecniche e i miei metodi. Di notte ho preso a mascherarmi per evitare di essere riconosciuto accidentalmente, e ormai la mia doppia vita è diventata un fatto compiuto. Non sono ricercato ufficialmente, ma ogni tanto in giro si sentono delle domande strane, su un uomo che va uccidendo spietatamente le persone dei ceti più disparati. Dicono il falso. Io uccido abomini, non uomini. Ma questo nessuno lo crederà mai, temo, quindi farò come ho sempre fatto in questi ultimi dieci anni: resterò invisibile. Di giorno, maestro di scherma a casa dei nobili inglesi, di notte cacciatore implacabile di abomini.

Caratteristiche
- Vitalità 3 [1+2+3]
- Coordinazione 3 [1+2+3]
- Percezione 3 [1+2+3]
- Intelligenza 3 [1+2+3]
- Carisma 2 [1+2]
- Volontà 2 [1+2]

Abilità

Accademiche:
- Conoscenze occulte (Demonologia, creature) 3 [1+2+3]
- Teologia e filosofia (cristianesimo, preghiere) 2 [1+2]
- Medicina (primo soccorso) 2 [1+2]

Comuni:
- Acrobazia (acrobazie aeree, arrampicarsi) 2 [1+2]
- Lingua e letteratura straniera (madrelingua: tedesco 5 - 2^lingua: inglese 3[1+2+3])
- Scautismo (seguire tracce, orientarsi, procacciare del cibo) 3 [1+2+3]
- Metallurgia (riparazione spade) 1 [1]

Combattimento:
- Armi da mischia (spec. Duellante, estrazione rapida, attaccante preciso, parata lesta) 4 [1+2+3+4]
- Pistole (tiratore preciso, tiratore notturno) 2 [1+2]

Criminali:
- Escapismo (liberarsi da prese, liberarsi da manette) 3 [1+2+3]
- Ombra (Occultare oggetti addosso, dileguarsi fra la folla) 3 [1+2+3]


Pregi e difetti

Pregi mentali:
- Fede 2 pt
- Coraggioso 3 pt

Pregi sociali:
- Risorse 6 pt -> 3£ a settimana per 40 ore lavorative settimanali
- Mentore 2 pt
- Alleati 2 pt
- Amore 2 pt
Difetti sociali:
- Immigrato 2 pt
- Segreto 2 pt
- Tatuaggio 1 pt

_________________
#cosacazzovuoipreservare
#cucciolonigga
#scialliraganonserveilbackground


Ultima modifica di Lorenzo Ferretti il Gio Lug 21, 2011 10:48 pm, modificato 4 volte in totale
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Lorenzo Ferretti
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Registrato: 11/03/11 17:32
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Località: Lande del Nord

MessaggioInviato: Gio Giu 30, 2011 11:12 pm Rispondi citandoTorna in cima

EDIT: Di giorno: Giacca marrone scuro tendente al nero, pantaloni grigio scuro, scarpe marroni in cuoio leggeremente appuntite e camicia azzurra chiara. Non porta cravatte o farfallini, e nemmeno cappelli(solo se necessario li indossa). Porta con se un bastone da passeggio che all'interno cela una lama, inoltre porta sempre una pistola appesa in una fondina ascellare.

Di notte: Camicia nera, pantaloni di pelle nera, stivali di cuoio nero, corazzetta di cuoio, guanti a mezzo avambraccio in pelle, cappa alla veneziana nera, maschera d’acciaio brunito senza lineamenti che gli ricopre tutta la faccia( ha solo due fessure per gli occhi, e due minuscoli fori per le narici). Come armi, porta una sciabola a lama dritta riccamente decorata, e due pistole di cui una nella manica sinistra. Oltre a queste armi convenzionali, porta sempre con se dei crocifissi in acciaio, una fiasca di acqua benedetta e due paletti in legno di quercia infilati alla cintura.

_________________
#cosacazzovuoipreservare
#cucciolonigga
#scialliraganonserveilbackground


Ultima modifica di Lorenzo Ferretti il Dom Ago 05, 2012 12:25 pm, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 10:49 pm Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Elisabeth Rose Hughes, nata Sowerberry.
Età: 24 anni
Aspetto: alta circa un metro e 60, carnagione chiara, occhi e capelli castani, questi ultimi mossi e lunghi. Una bella ragazza.
Carattere: Una libertina, non sopporta le pesanti costrizioni che l’epoca le impone. Ciò nonostante ha imparato a rispettare la morale vittoriana e le usanze delle signore per bene, pur non comprendendole affatto (almeno in apparenza). L’epoca vede le donne deboli e incapaci, e benché Elisabeth non si riconosca in questo modello, non esita a farsene scudo quando ne ha il bisogno.
Professione: Ballerina.
Abbigliamento: La più grande sfida di Elisabeth è stata far conciliare la moda vittoriana con la praticità necessaria a potersi difendere la notte per strada: ha rinunciato al corsetto con anelli metallici (quello che conferisce la classica forma “a clessidra”) in favore di uno dalle forme più comode e meno stretto, che le conferisce maggiore libertà. Allo stesso modo preferisce evitare la tornure, ricorrendo alla soluzione che si usava qualche anno prima: fissare il retro della gonna in alto.
Armi: Il tessen regalatole dalla matrigna: un ventaglio con stecche di ferro affilate, ben nascoste sotto elaborate decorazioni.




Mi chiamo Elisabeth Rose Hughes. Hughes era il cognome di mio marito, il mio povero William, mentre Rose era il nome di mia madre, che è morta dandomi alla luce. Mio padre (Edgar Sowerberry, un mercante) ha ritenuto che darmi il suo nome fosse un segno di rispetto (che quindi lo esonerava dall’osservare il periodo di lutto.).
Sono cresciuta a Londra, nella casa di famiglia, mentre mio padre girava il mondo in cerca di avventure galanti, più che di affari. Un giorno (avevo circa 5 anni) tornò a casa accompagnato da una donna, che presentò come la nuova signora Sowerberry: si chiamava Komachi ed era giapponese. Dopo di ciò, mio padre scomparve di nuovo.
Imparai lentamente a conoscere ed apprezzare quella donna, del resto era una persona così dolce e umile che era impossibile fare altrimenti. Certo, era strana, e non solo per l’aspetto: continuava a insistere che ci volesse uno studio tutto particolare per servire il the, e persino per mettere i fiori in un vaso… una cosa altrettanto strana di quella donna era il modo in cui usava il ventaglio: lo usava per danzare, o ancora come se fosse un’arma (e osservandolo da vicino capii che in effetti lo era). Questa cosa mi affascinò enormemente, e non fu difficile convincerla ad insegnarmi ad usarlo. Imparai a ballare e a combattere molto meglio di come imparai la geografia o il pianoforte. Mio padre questo non lo seppe mai: mirava a fare di me una brava ragazza da dare in moglie a qualche nobilotto, non certo una ballerina. Un’altra cosa che non seppe mai è che oltre al colore dei capelli ho ereditato anche qualcos’altro da lui, e per la precisione, il piacere delle scappatelle. La prima risale al periodo in cui portavo ancora la gonna fino al polpaccio, e si può dire che da allora non abbia mai smesso.
La mia vita proseguiva tranquilla, fino all’autunno dei miei 19 anni. In quell’anno conobbi William Hughes: non fu il classico colpo di fulmine, ne una storia d’amore strappalacrime di quelle che si leggono nei romanzi: semplicemente, suo padre, il colonnello Preston Hughes, aveva scoperto che il mio evadeva i dazi doganali, truffando di fatto la corona. L’avrebbe rovinato, a meno che non avesse lasciato il paese, e io non avessi sposato suo figlio. Mio padre, naturalmente, accettò.
Io come la presi? Beh, non potevo aspirare a molto di più, entro breve sarei comunque andata in moglie a qualcuno, e l’idea di scegliermi da me un marito non mi aveva mai neanche attraversato la mente. Mi puzzava però come il colonnello Hughes svendeva suo figlio: William era un ragazzo bello, colto, gentile, educato, intelligente, insomma il ragazzo ideale che ogni donna avrebbe voluto sposare, e suo padre lo stava ammogliando con una ragazza che non aveva mai imparato nemmeno a suonare il piano decentemente, per non parlare del fatto che il matrimonio non avrebbe portato nessun prestigio alla famiglia Hughes. La cosa non mi convinceva, ma sposai comunque William.
Il nostro matrimonio, al contrario di quello che si potrebbe pensare, riuscì benissimo: Bill era il migliore marito che potessi desiderare, e anche io scoprii di essere la donna che faceva esattamente al caso suo. Ci piacemmo subito, tra noi si instaurò un rapporto di affetto e rispetto reciproco e profondo. Presto mi confidò di avere da anni una relazione clandestina, ma la cosa non mi turbò affatto: del resto io continuavo ad averne molte di più, lui almeno era fedele…
Presto capimmo di avere anche gli stessi gusti, in fatto di cucina, arredamento, abbigliamento, e quando mi presentò Sven compresi che avevamo gli stessi gusti anche in fatto di uomini: alti, ben piantati e dall’aspetto nordico.
Mi affezionai a Bill come non mi sono mai affezionata a nessun altro uomo, e per questo iniziai a detestare suo padre. Il colonnello Preston Hughes non aveva mai accettato quel figlio così particolare e aveva sempre tentato in ogni modo di cambiarlo, fin da piccolo, con metodi più o meno ortodossi. Gli aveva rovinato la vita. L’aveva anche obbligato ad entrare nell’esercito nonostante egli volesse diventare medico, e questa cosa lo uccise.
Eravamo sposati da circa tre anni e Bill era si stanza in Egitto da qualche mese, quando mi riportarono la sua salma. Tre colpi di fucile all’addome. Fu una tragedia.
Seppellimmo Bill, e suo padre lo seguì poco dopo. Un attacco di cuore lo stroncò a quattro giorni dalla morte del figlio. Era morto di crepacuore, si disse. Stupidaggini, pensai io, quell’uomo non ha mai voluto bene a suo figlio, non è stato certo il dispiacere ad ucciderlo, e avevo ragione. Come facevo ad esserne tanto sicura? Semplice: ho messo io stessa la digitale nel suo whisky. Una dose tale da provocare un attacco di cuore immediato, senza altri sintomi: l’ho letto in uno dei libri del povero Bill. A nessuno vennero dubbi, tutti pensarono che il pover’uomo fosse distrutto per la perdita del figlio.
È passato un anno dalla morte di Bill, adesso mi mantengo facendo la cosa che mi riesce meglio: la danza con il tessen che mi insegnò Komachi. Meglio che prostituirsi o accudire vecchi reduci di guerra rimbecilliti, no?




Caratteristiche
Vitalità 2
Coordinazione 3
Percezione 2
Intelligenza 3
Carisma 3
Volontà 3

Abilità
Alchimia 1 (veleni)
Etichetta 4 (diplomazia, decoro, tradizioni, maniere)
Performance 4 (danze orientali, balli da sala, danza erotica, pianoforte)
Mischia 4 (abilità mortale, estrazione rapida, parata lesta, duellante)
Psicologia 2 (ritratto psicologico, assistenza)
Lingua e letteratura 2 Giapponese (calligrafia, conversazione)
Storia 2 (medioevo giapponese, età moderna)
Scienze Naturali 2 (botanica, geologia)
Recitazione 2

Pregi
Bellezza Travolgente
Mondano
Risorse (3£ x week + regali – 15h di lav + extra)
Angelo Custode

Difetti
Mascella di Vetro
Segreto

_________________
i famigli sporcano, puzzano, e mi fanno perdere punti esperienza quando decido di disfarmene.

03/11/11: il giorno in cui si scoprì che la stupidità di Shane è contagiosa asd2

"what's a hero at a play, without a fool to fight?"
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