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 Miti e Leggende Volume Secondo: Personaggi Non Giocanti Successivo
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Akhayla
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MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2015 5:26 pm Rispondi citandoTorna in cima

Qui potete mettere i personaggi secondari (che non siano semplici comparse) che andremo a muovere durante lo sviluppo di Miti 2.

In particolare inseriremo qui dentro i famigerati personaggi della Corte dei Miracoli di Athkatla.

Ognuno di noi dovrà rigorosamente usare 1 SOLO POST da editare di volta in volta. Useremo lo Sviluppo e Coordinamento per eventuali correzioni e pareri. Sotto a chi tocca!

PS: un consiglio: inventare dei PNG significa anche saperli e doverli ruolare, quindi evitate di creare molti PNG se sapete di latitare mesi e mesi! Verrebbe un casino per gli altri (dato che saranno comunque tanti) Wink

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Piccolo angelo bellerrimo crudele sanguinario...

Io sono una creatura del Caos. Ma dal Caos nasce la saggezza, e dalla saggezza il potere.

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Grifis
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MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2015 5:32 pm Rispondi citandoTorna in cima

I Gatti di Audry (PNG)
“I gatti di Audry” sono una banda di monelli che girano per le strade di Athkatla. Il nome venne loro dato una volta che andarono a chiedere a gli avanzi all’osteria Mano di ferro, dopo che si era tenuta in città la festa di primavera. Cedrik al vederli disse loro ridendo “Non pensavo foste così tanti e così sozzi, siete peggio dei gatti di Audry la pazza!” ciò nonostante diede loro da mangiare e da bere e quel giorno fu festa anche per loro.
In totale sono circa una decina, dell’età più varia, dai 4 ai 13 anni e un cane. I più grandi si occupano degli altri e guidano il gruppo attraverso le mille difficoltà che una banda di ragazzini deve affrontare per sopravvivere in una città grande come Athkatla. Nel tempo hanno messo su un covo dove si ritrovano per dormire e mettere insieme quello che hanno raccattato durante il giorno e hanno organizzato un sistema piuttosto ingegnoso di comunicazioni tramite pietruzze colorate, piume, foglie e rametti. Vivono di espedienti, mendicano, fanno consegne, di tanto in tanto rubacchiano qualcosa o cacciano piccioni, ma quello che sicuramente riesce loro meglio è tenere occhi e orecchie aperte in città. Tra le condizioni per diventare un membro della banda dei Gatti di Audry, infatti, vi è quello che, alla fine di ogni giornata, ognuno di loro deve essere entrato a conoscenza di un segreto, un pettegolezzo o una notizia, piccola o grande che sia, riguardante una persona o un gruppo di persone e raccontarla al resto del gruppo.
Negli ultimi tempi, tuttavia, le cose si sono messe ad andare abbastanza male. Nella città sono iniziate a girare tante facce nuove, non sempre dall’aria troppo raccomandabile e avvenimenti sempre più strani, come incidenti, incendi e qualche morto suicida di troppo hanno costellato le storie che i ragazzi sono soliti raccontarsi a sera durante il desco. Piccoli, ma non stupidi, i gatti si sono fatti pian piano sempre più guardinghi e cauti fino a quando, un giorno, un evento non ha cambiato la loro prospettiva.
Trovatisi in mezzo mentre una di quelle tante facce nuove inseguiva una ragazzina per i vicoli della città, decisi ad aiutarla, facevano ben presto perdere le tracce della ragazzina all’uomo e la portavano a sera al loro covo. Durante la cena la ragazzina ha poi raccontato loro la storia di come quell’uomo, insieme ad alcuni altri, fossero entrati nella sua casa uccidendo il padre e trascinando via la madre accusandola di stregoneria. La donna le aveva gridato di scappare e lei l’aveva fatto ricordandosi però di prendere un medaglione che, a detta di sua madre, qualsiasi cosa fosse successa, avrebbe significato per lei la salvezza.
Mostratolo, ci hanno messo un po’, ma alla fine, mettendo insieme le loro menti da ragazzini di strada, i gatti hanno capito che si trattava di una mappa per i sotterranei della città. Quando vi si sono recati, tutti insieme per sicurezza, hanno trovato qualcosa di inaspettato. La Resistenza.

Membri di spicco della banda dei Gatti di Audry:
- Mikan: è il capo e fondatore della banda, ha 14 anni e vive per strada da quando ne ha memoria. Quando non era in grado di badare a se stesso, andava insieme ad un vecchio che gli ha insegnato tutto ciò che un senzatetto che si rispetti ha l’obbligo di sapere sulla città e sulla vita. Se Mikan sapesse scrivere, avrebbe voluto mettere quelle nozioni in un diario così da essere sicuro da non dimenticarne nessuna al momento di insegnarle agli altri e si appella spesso a loro chiamandole il Vecchio Codice come se fossero qualcosa di sacro. Porta i capelli, castano sporco, quasi rasati, perché il Vecchio Codice dice che puzzano e prudono di meno, ha gli occhi dello stesso colore e un accenno di baffi sui bordi della bocca. Ha ancora tutti i denti, nonostante non si possa dire che abbia una buona dentatura. L’udito e la vista sono buoni e ha imparato nel tempo a camuffarsi e nascondersi. Sa arrampicarsi e corre molto veloce, ha una buona mira nel lancio delle pietre e la mano veloce. Possiede anche un coltello (con il quale sa aprire anche le serrature più semplici). E’ metodico e ordinato e si sente responsabile per i suoi amici. Sa contare, fare addizioni e sottrazioni.

- Sam: è un bambino di undici anni, un po’ tondetto. Prima che perdesse entrambi i genitori a causa di un incendio, era il figlio del fornaio e, come tale, è stato nominato cuoco della banda anche se, in realtà stava già con Mikan prima dell’idea di fondare il gruppo. E’ sempre allegro e un gran golosone e ha la capacità di riconoscere sapori e odori (che ovviamente ha già sentito in precedenza). Non è un “uomo d’azione” ma farebbe qualunque cosa per Mikan che considera come e più di un fratello. Inoltre il suo arrosto di piccione è fenomenale.

- Daìne: è la “figlia della strega” (una strega bianca in realtà), l’ultima arrivata all’interno della banda, ma, dato che è dovuto al suo ingresso la svolta nel destino della stessa, ha subito assunto un ruolo di primo piano (oltre che per il fatto di essere tra le più grandi, quasi coetanea di Mikan). I suoi modi sono quelli di una bambina educata che è arrivata alla sua età con una famiglia amorevole e un tetto sulla testa per questo, e per la paura da parte della Resistenza che abbia ereditato i poteri della madre, è nascosta dagli stessi e si occupa di “gestire” lo scambio di informazioni tra la resistenza e la banda dei Gatti. Sa leggere, scrivere, far di conto e conosce alcuni rudimenti di erboristeria. E’ molto graziosa con le sue lunghe ciocche bionde e gli occhi cerulei, per la sua età è molto alta anche se il suo fiore non è ancora sbocciato.

- Carbone: è un grosso cane pastore che viene accudito dal gruppo. Vuole bene alla sua ciurma di padroncini e li difenderebbe a costo della vita. E’ addestrato a riportare oggetti da qualsiasi punto della città al covo dei Gatti o al punto di recapito della Resistenza.

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Akhayla
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MessaggioInviato: Mer Feb 04, 2015 3:28 pm Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Audra
Razza: umana
Età: circa 24 anni

Aspetto fisico:
Alta e atletica, con capelli neri, ribelli, lunghi fino alle base del collo. Gli occhi verde smeraldo incorniciano un volto dall`espressione perennemente seria e concentrata. La sua estrema agilità gioca a gran favore, specie nei combattimenti, ed è rapida e sicura anche nelle evoluzioni più estreme.

Carattere e abilità:
Sebbene sembri una persona molto fredda e distante, ha molto a cuore il prossimo. Sa riconoscere gli amici, e per questi, non esita anche a rischiare molto.
E' esperta nel combattimento con la spada. Ne possiede una, molto particolare, a doppia lama, che lei chiama "Misericordia". La lama è più sottile di quella di una normale spada, ma soprattutto è bifronte e scorre nel manico stesso, fermandosi solo alla pressione di alcuni particolari fori. E' molto abile anche con le balestre.

Poteri speciali:
Essendo umana, Audra non possiede poteri dalla nascita, ma ha acquisito solo un talento, che si distingue per una particolarità: si manifesta soltanto di notte, o meglio, al calare delle tenebre. Solo allora Audra lo può sfruttare, tramutandosi praticamente in un`ombra con sembianze umane, e acquistando facoltà particolari, come la possibilità di vedere al buio e percepire inoltre le aure degli esseri viventi, come un serpente a sonagli. Anche la sua spada condivide questa sua trasformazione, annerendosi completamente e diventando un`arma micidiale, una sorta di lama d'ombra.
Se si concentra, può condividere questo "mimetismo oscuro" con chi è a contatto, ma la cosa le succhia molte energie e lo fa raramente. Neanche per chi lo "condivide" è una bella esperienza.

Background:
Audra è una cacciatrice di taglie, allieva di Dag Durnick. Qualche anno prima, è stata assoldata per rintracciare un maltolto da parte di un nobile, che era stato derubato anche di un amuleto prezioso, un diamante sfaccettato di nome "Eclisse". Recuperata la refurtiva e consegnati i ladri, il nobile ha rifiutato di pagarla, e Audra, per tutta risposta, si è tenuto il diamante riferendo di non averlo trovato tra i beni sottratti. La notte stessa, l'amuleto si è attivato fondendosi con lei e conferendole i poteri di cui ora dispone. Dapprima spaventata, Audra decide poi di sfruttare tali poteri per aiutarsi nel proprio mestiere.

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Ultima modifica di Akhayla il Mer Feb 04, 2015 4:55 pm, modificato 2 volte in totale
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Furianera
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MessaggioInviato: Mer Feb 04, 2015 4:28 pm Rispondi citandoTorna in cima

VALDAS

Un uomo di quarant’anni che ne dimostra almeno cinquanta, robusto con la tipica pancia da bevute, brizzolato e stempiato. Dai modi un po’ rozzi di chi ha avuto poca istruzione ma astuto e abile, come lo sono pochi, ed ha un fiuto infallibile per gli affari più loschi riuscendo sempre a metterci le mani in un modo o nell’altro.
Proprietario della bettola “Nel Buco Del Mulo” vi gestisce anche la sua attività di ricettatore, uno dei più importanti della capitale. Se stai cercando qualcosa che ti è stata rubata è possibile che Valdas l’abbia già in cantina. Grazie ad un cunicolo costruito appositamente per collegare la taverna ai passaggi sotterranei della capitale, riesce a far sparire rapidamente tutta la merce rubata che gli veniva venduta.
Negli anni Valdas aveva conosciuto così tanti ladri, tagliaborse e truffatori da consentirgli di accumulare un dignitoso patrimonio fino a quando, circa un anno fa, la sua preziosa bettola fu seriamente danneggiata dagli inquisitori che cercavano il fratello, Blerim, dotato di capacità magiche.
Blerim riuscì a sfuggire usando i sotterranei e a Valdas toccò risistemare la taverna. Da lì a poco altra gente perseguitata e braccata vi trovò rifugio e, pian piano, più la gente aumentava più prendeva vita la Resistenza.
Valdas assicura alla Resistenza viveri, rifornimenti e vestiario soprattutto, ed sempre in contatto con la banda dei Gatti di Audrey.




BLERIM

Ragazzo di ventotto anni, alto con braccia vigorose di ha passato la maggior parte della propria vita a spaccare legna e ad allenarsi con l'ascia tutto il giorno. Capelli castani, barba incolta, occhi vispi, sorriso genuino e dai modi affabili.
Grazie alla straordinaria capacità di svolgere in una giornata il lavoro di tre uomini e con la metà della fatica, in poco tempo è riuscito a costruirsi una bottega di falegname tutta sua. Possiede un'ascia bipenne.
Le sue capacità soprannaturali, tuttavia, furono anche la causa della rovina. Fu uno tra i primi ad essere perseguitati dall’inquisizione circa un anno fa, riuscito a sfuggire grazie all’aiuto del fratello Valdas, è tra i primi membri fondatori della Resistenza.

_________________
Ci sono tanti modi per risponderti: mai, neanche tra un milione di anni, assolutamente no, scordatelo, toglitelo dalla testa, niente, negativo, mmhm, naa, noo e naturalmente quello che preferisco in assoluto è l'uomo che cade nel burrone NOOOOoooo *puf*
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Silen
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MessaggioInviato: Gio Feb 05, 2015 12:59 am Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Peter DeVries
Razza: umano
Età: ???

Peter è un individuo allampanato, perennemente avvolto in una palandrana di velluto nero (ma con i bordi delle maniche e del cappuccio argentati) che nasconde completamente la sua figura eccetto le mani scarne e adunche, e la parte inferiore di un volto emaciato dal mento aguzzo e le labbra sottili.
Solitamente cammina con l'ausilio di un bastone da passeggio proporzionato alla sua statura, un bordone nero con pomello di avorio bianchissimo al quale si appoggia pesantemente ogni volta che carica il peso sulla gamba sinistra.
Parla con voce rauca, raschiante, non gradevole all'udito, senza mai alzare il tono di voce.

Nell'insieme, Peter dà l'idea di essere un uomo molto vecchio, impressione rafforzata dai suoi modi pacati e dal suo insistere sulle sue "vecchie ossa malandate".
La realtà, però, è ben diversa. Peter infatti è uno stregone Lich ed è estremamente vecchio, tanto vecchio in effetti che nessuno dei suoi compagni di lotta della Resistenza ne immagina veramente l'età, nè per quale motivo una creatura del genere abbia lasciato il suo rifugio per recarsi in una città sottomessa agli inquisitori come Athlakia.
Anche se Peter non ne parla mai, in effetti la ragione è abbastanza semplice: il suo rifugio è stato da tempo scoperto e distrutto dagli Inquisitori e il suo nome è uno dei più ricercati nella lista dell'Inquisizione. Per questo e poichè quelli come lui non si recano mai nelle città abitate dai vivi, Peter ha deciso di tentare la sorte nella città di Athlakia, conscio che questo è forse il luogo dove combatterà la sua ultima resistenza, a meno che l'Inquisizione non venga sconfitta.

In tutto il tempo trascorso ad Athlakia, anche dopo essersi unito alla cosiddetta Resistenza, Peter si è nascosto, usando la magia con estrema prudenza e giocando la parte del vecchio debole ed innocuo, la più adatta al suo aspetto malaticcio.
Fisicamente debole e quindi facile preda di creature come i Mietitori o degli Inquisitori combattenti, Peter aiuta la Resistenza con i suoi poteri in cambio di un rifugio sicuro e di protezione, in un rapporto prettamente utilitaristico.

Solitamente molto chiuso e riservato, Peter sembra essere veramente interessato solo alla conoscenza: scoprire cose nuove, imparare, sono i motivi che lo avevano indotto a diventare un Lich nella sua ormai lontanissima gioventù e che dominano ancora una personalità ormai logorata dal tempo quanto quello che rimane del suo corpo fisico, ma è molto raro che egli condivida le sue conoscenze con gli altri, limitandosi per lo più a sedere silenzioso in disparte, a meno che la sua opera non venga richiesta.

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Se non c'è il fiore non ci sarà neanche il frutto, Se non c'è niente allora non farò niente.

I'm a dwarf and I'm digging a hole
Diggy diggy hole, diggy diggy hole
I'm a dwarf and I'm digging a hole
Diggy diggy hole, digging a hole!
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Lorenzo Ferretti
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Registrato: 11/03/11 17:32
Messaggi: 903
Località: Lande del Nord

MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2015 7:52 pm Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Dorian
Cognome: Maldovar
Razza: Umano
Età: 24 anni


Aspetto fisico: Alto all'incirca un metro e ottantacinque, muscolatura ben definita e carnagione abbastanza pallida. L'occhio sano è di colore verde smeraldo, mentre il cristallo che occupa l'altra orbita oculare è di colore azzurro ed è privo di pupilla. Una cicatrice gli segna la metà del volto con l'occhio mancante, dando un aspetto più minaccioso ai suoi lineamenti affilati. I capelli corvini sono tirati indietro e sono di media lunghezza. [...IN RIELABORAZIONE...]


Carattere e abilità: riflessivo e calmo in genere, cerca di non perdere mai il controllo. Sa essere però molto deciso quando la situazione lo richiede, fino a poter apparire anche arrogante o sgarbato a volte. Per il resto tende ad essere molto riservato, specialmente sui suoi trascorsi, che pare cerchi di dimenticare con tutte le sue forze.
[...IN RIELABORAZIONE...] Generalmente non utilizza altre armi, forte della sua padronanza sull'elemento del ghiaccio che gli consente una grande varietà di attacchi e difese.

Poteri speciali: Connessione mentale con il proprio famiglio (quindi la condivisione dei sensi con l'animale) e controllo sui poteri del ghiaccio in tutte le sue forme.

Background: Nato a Polareia Borealis, Dorian si è trasferito insieme ai genitori ad Romar all'età di due anni circa, quindi non ricorda quasi nulla della sua gelida terra natia. Fin da piccolo, dimostrò una spiccata capacità nel manipolare il ghiaccio, cosa che i suoi genitori tentarono di tenere nascosta fin da subito. Ancora in tenera età, lo mandarono da un mago che gli insegnasse a tenere a freno le sue capacità, che tendevano a manifestarsi solitamente in base all'umore e alle idee del bambino. Il mago si occupò anche della sua istruzione, già che c'era, prendendo molto a cuore la sorte di Dorian e diventando presto una seconda figura paterna per lui.
Terminato questo periodo (conclusosi intorno ai sedici anni) il giovane entrò all'accademia militare, al termine della quale fece carriera come commissario della polizia militare della città, non smettendo mai però di tenere allenate la sua capacità nel dominare l'elemento ghiacciato. Non rivide più il suo mentore però, che poco dopo il suo ingresso all'accademia sparì senza lasciare tracce di sé.
Portò avanti il suo lavoro fino a circa un anno prima degli eventi correnti, quando gli Inquisitori si misero in contatto con lui dando disposizioni affinché soggetti fra la popolazione e la milizia in possesso di capacità particolari fossero immediatamente segnalate alle autorità competenti.
Senza sapere (né peraltro chiedere) il motivo di tali disposizioni, Dorian ricercò in modo sistematico qualsiasi cittadino in grado di esprimere un potenziale sovrumano, segnando nomi, indirizzi, occupazioni, insomma ogni cosa. Inizialmente questa attività non insospettì più di tanto il giovane commissario che pensava che grazie ad una qualche disposizione del governo cittadino, i soggetti da lui individuati venissero impiegati in incarichi speciali.
Dopo quasi otto mesi, e decine di individui registrati, Dorian notò però che nessuno dei volti che aveva schedato veniva più visto in giro. Tornando sui luoghi delle sue indagini, scoprì che intere famiglie erano sparite da un giorno all'altro senza lasciare traccia.
Con orribili sospetti riguardo la questione, Dorian iniziò ad indagare per conto proprio, trovando le sue congetture fondate quando incontrò un vecchio mago riuscito miracolosamente a sfuggire alle sue indagini fino a quel momento. La sorpresa fu ancora più grande, quando riconobbe il suo vecchio mentore, segnato dagli anni e dalla paura.
L'incontro avvenne di notte, nella dismessa casa dell'anziano saggio, che raccontò a Dorian cosa realmente era accaduto in quasi un anno. Gli raccontò degli inquisitori, del loro obiettivo di epurare il regno dalla magia e del conseguente obiettivo di eliminare qualsiasi portatore di capacità sovrumane. Il giovane capì solo allora il suo crimine, mentre la visione di decine di volti sofferenti iniziò a fissarsi nella sua mente. Disgustato dalle proprie azioni, Dorian domandò disperato cosa potesse fare. Non avrebbe mai cancellato la sua colpa, questo gli era chiaro, ma avrebbe perlomeno tentato di acquistare un minimo di decenza se avesse potuto.
Il mago gli propose un patto: Dorian avrebbe dovuto combattere l'inquisizione con tutte le sue forze, proteggendo ogni essere dotato di poteri che avesse trovato. Inoltre avrebbe espiato le sue colpe, con il ricordo costante di coloro che aveva mandato a morte in tutto quel tempo. A questo scopo, con un complicato rituale, Dorian sacrificò il suo occhio sinistro in favore di un cristallo che, una volta impiantato nell'orbita oculare, l'avrebbe costretto a vedere tutta la sofferenza che aveva causato. Inoltre, il mago affidò al giovane il suo famiglio (un enorme cacatua di colore viola scuro), che avrebbe vigilato sull'osservanza del patto e lo avrebbe seguito ovunque.
Da quella notte, Dorian diede inizio alla costruzione della prima cellula della Resistenza. Si spostò ad Athkatla, dove in pochi giorni individuò alcuni civili in possesso di virtù magiche, dicendo loro di spargere la voce fra i loro simili; lui stesso avrebbe pensato a trovare un luogo adatto per nascondersi adeguatamente.
A questo proposito, le fogne e le catacombe costruite in tempi antichi sotto Athkatla sembrarono ideali allo scopo, di fatto i membri della nuova organizzazione allestirono in breve tempo una sorte di campo-profughi nel complesso di cunicoli e sale più nascosto sotto terra, conosciuto come Corte dei Miracoli. Quando questa parte del piano fu completata, anche Dorian si premurò di scomparire, divenendo ufficialmente il leader della Resistenza. Presto i ranghi della resistenza iniziarono ad infoltirsi, non solo di creature con poteri magici, ma anche con i famigliari, amici stretti e semplici volontari, che andarono a costituire la prima rete logistica dell'organizzazione. Nel giro di un paio di mesi, dunque, il nucleo della Resistenza fu solidificato e reso funzionante: grazie agli infiltrati e alle spie, l'organizzazione poté iniziare la sua opera di guerriglia contro gli Inquisitori, tentando di sabotare laboratori, stanare e distruggere agenti nemici, con l'obiettivo ultimo di arrivare al centro di potere dell'inquisizione stessa.
Con queste premesse, l'unico scopo di Dorian divenne distruggere gli inquisitori fino all'ultimo, ovunque essi si trovassero. Avrebbero iniziato con il liberare Athkatla, poi si sarebbero espansi nelle altre città del regno. Avrebbero pagato, tutti loro. Lui stesso avrebbe pagato, complice nella morte di decine di innocenti. La speranza di Dorian, diventò la redenzione.

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Ultima modifica di Lorenzo Ferretti il Dom Giu 07, 2015 12:58 pm, modificato 2 volte in totale
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Lao Tsung
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MessaggioInviato: Sab Feb 07, 2015 5:17 pm Rispondi citandoTorna in cima

Nome: Caul
Razza: Felinide
Età: attorno ai 30 anni

Aspetto fisico: alto circa un metro e novanta, la postura curva lo fa sembrare più basso. Il fisico è forte e imponente, con non troppa massa ad ostacolare la sua agilità. Il pelo è corto e ispido e mischia il grigio, il nero e il bianco. Gli occhi sono giallo ambra. La sua criniera è acconciata in stretti dreadlock adornati da anelli d'argento e d'oro. Veste in maniera essenziale: un perizoma di cuoio e strette fasce attorno agli avambracci e ai piedi, ritenendo la sua pelliccia una copertura sufficiente.

Carattere e abilità: Fiero e orgoglioso, è incline a scatti di rabbia e ad agire d'impulso. Quando caccia o è in missione però rivela un animo freddo e calcolatore, raramente attacca se non con la certezza di abbattere la preda. Non dimostra pietà nei confronti dei suoi nemici. Raramente porta delle armi, confidando nel suo potere e nelle sue abilità innate di Felinide. Quando se ne presenta l'occasione e la necessità si rivela un ottimo arciere

Poteri Speciali: Caul è un changeling. Riesce cioè ad assumere qualsiasi forma umanoide o animale riesca ad immaginare. Per farlo, e non perdere il controllo mantenendo la sua mente cosciente, ha bisogno di grande concentrazione e più c'è differenza tra la sua forma originale e quella che assume più lo sforzo è grande.

Background: Caul è un cacciatore, è IL cacciatore. Non la preda. Come osano questi Inquisitori cacciarlo alla stregua di un volgare coniglio selvatico? Imprigionarlo? Ucciderlo? Hanno tentato, ha concesso a questi uomini e alle loro strane bestie un solo tentativo. E hanno fallito, appena. Lo hanno ferito nel corpo e nell'orgoglio, lo hanno costretto a nascondersi in un buco nella foresta. Ma ora basta, IL cacciatore ha tante frecce al suo arco. Appena ha potuto si è tramutato in un rapace ed ha lasciato la foresta, ha raggiunto la città. Ha scoperto di non essere l'unica preda, e questo non ha fatto altro che accrescere la sua rabbia e il suo risentimento: i Felinidi erano stati scacciati, vessati e se come lui erano diversi o speciali, cacciati e uccisi senza pietà. Qualcuno lo ha trovato prima degli Inquisitori, o che lui trovasse loro. Piccoli ragazzini, agli ordini di un uomo, lo hanno condotto nelle viscere della città che gli uomini chiamano Athkatla. Lo hanno introdotto nella Corte dei Miracoli. Ha ascoltato a lungo quell'uomo, finchè le sue parole non hanno fatto breccia nella sua rabbia. Bene, avrebbe aiutato quello strano uomo a tramutare quel mucchio di prede in un branco di predatori assetati di sangue. Sangue d'Inquisitore.

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Maestro della Menata alla Paesana asd2

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Basta una giornata storta per trasformare il migliore degli uomini in un folle. Ecco quanto dista il mondo da me. Una giornata storta.
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