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 [Londra 1895] Avventura Successivo
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Grifis
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Località: La terra del Sole... Siracusa

MessaggioInviato: Gio Ago 04, 2011 2:22 pm Rispondi citandoTorna in cima

Londra, giovedì 4 maggio 1895, ore 0.45
Master Un locale ai confini della Northside: un posto per benestanti, ma comunque in una strada al confine con il peggio di Londra, l'Eastside.
Lì i peggiori quartieri della città si susseguono uno dopo l'altro, fino a Whitechapel,i Docks e molti altri; alcune di quei posti sono così poveri e desolanti che ancora non vi è giunta l'illuminazione comunale a gas, per ora riservata al solo Westside, il quartiere bene di Londra, dove sorgono le ville nobiliari, alla city e ad alcune zone della Northside
Ma a questo Elisabeth non sta pensando. È nel suo camerino, quello che possiede in condivisione con le altre che si esibiscono: si sta cambiando dopo la sua esibizione. La serata, metà settimana, è un po' moscia e la clientela è poca e ancor meno interessante.
"Vorrei proprio sapere perché c4%%0 stiamo aperti in giorni come questo...? " a chiederlo è Mercedes, l’unica altra ragazza presente nella stanza: un'immigrata prussiana di seconda generazione, che non conosce neanche il tedesco. La specialità del locale è lo spettacolo estero. Non è una persona di classe, ma uno streap e un deretano bello e sodo come il suo non si trovano facilmente in tutta Londra.
Elisabeth “Non dirlo a me, tesoro!” Elisabeth le risponde con aria melodrammatica, riponendo il kimono nella borsa. Nel farlo allunga l’occhio al sedere della collega, per accertarsi che non sia meglio del suo. Invece lo è.
M "E' vero, la tua è roba sopraffina, da gente coi soldi, queste serate non ti fruttano granché, vero?" Mercedes parla mentre conta i penny che ha racimolato: nonostante i pochi avventori, lo streap tira alla grande. "Io ballo, gli sbatto il sedere in faccia e sganciano la grana, tu giri il tuo ventaglietto... cos'è, ce l' hai orizzontale per caso?"
E “Ognuno fa quello che può, Mercedes cara. Io ho il mio ventaglietto, ma tu hai un sedere favoloso, te lo invidia mezza Londra!” sono ancora risentita per la faccenda del sedere, ma mi sforzo di non darlo a capire.
M La ragazza fa spallucce e finisce di sistemarsi i capelli allo specchio, poi ripone le monete in un sacchettino di cuoio e lo infila in una tasca del cappotto.
"L' hai detto, io faccio quello che posso. L'importante è che al padrone di qua vanno bene le cose, se quei maiali godono lui prende soldi e noi prendiamo soldi e tutti vivono in pace, no?" ti rivolge un saluto amichevole da collega, "Allora ci vediamo la prossima volta che abbiamo il turno insieme" ti manda un bacio e ammiccando se ne va, un brutto vizio di fare normalmente quanto fa nello spettacolo in chiusura.
E "certo, tesoro. ci vediamo!"
M Mercedes esce, Elisabeth è sola nel camerino.
E Finisco di sistemare le mie cose, controllo sotto i tavoli: non ho dimenticato niente. Solo allora esco.
M Il locale è già chiuso, quindi si avvia verso la porta sul retro. Bancone ben lucido, tavolini puliti con le sedie ribaltate sopra; Peter, il proprietario, sta finendo di spazzare a terra ed andrà via anche lui. Quando ti vede uscire dal camerino ti fa un cenno con la testa calva, coperta da un riportino in fronte: è' un uomo bassino e un po' untuoso, un bravo affarista, un buon padrone di locale, un cattivo marito. I denti gialli per il fumo, sorride mostrandoli tutti. "I tuoi soldi sono vicino al solito scotch."
E Annuisco e mi avvicino al bancone, bevo lo scotch e prendo i soldi, tre penny incolonnati. Li ripongo, come al solito, nel corsetto.
“È un peccato che di mercoledì i clienti debbano stare a casa, mentre noi lavoriamo comunque... è davvero un peccato, signor Peter..." esclamo con un sospiro.
M "Non ricominciare a lagnarti, è sempre la stessa storia. Fosse per te lavoreresti tre giorni la settimana, ma non si può fare. I turni sono turni e se vuoi essere pagata lavori. Avevamo concordato il giovedì, così avevi un giorno di riposo prima del fine settimana, ma ora smettila di riempirmi la testa che ci ha già pensato quel rincoglionito e ubriacone che sparava agli olandesi e non fa che raccontarlo" scuote il capo "prima o poi gli impedirò di entrare qua dentro..."
E "Ma si figuri se io non voglio lavorare, signor Peter! Semplicemente è triste vedere questo posto così vuoto..." Gli sorrido come so fare
M Peter cambia espressione. "Non ti preoccupare tesoro, domani lo zio Peter fa la magia e quando arrivi questo posto brillerà più del Crystal Palace!”
In effetti si nota un cambio abissale tra la settimana e il week end: l'arrivo degli altoborghesi e di qualche nobilotto spiantatello trasformano il locale (e lo stesso Peter, che pare il barman migliore del mondo).
"Ora conviene che vai, prima che si faccia veramente tardi." È gia veramente tardi, ma è un modo carino per dirti di togliere le tende, vuole andarsene pure lui: ormai è l'una, o qualcosa di più.
E "Certo, signore. E’ così gentile a preoccuparsi, me ne vado immediatamente. Grazie di tutto"
Ho capito il gioco: gli sorrido, prendo la mia roba ed esco, premurandomi di mandargli un salutino carino per tenermelo buono.
M L’uomo bofonchia qualcosa in risposta mentre esci.
La città è quasi silenziosa però c'è una penombra che mette i brividi. A quest'ora della notte un taxi per tornare a casa lo si trova solo in una strada un po' più centrale, una di quelle illuminate a gas. Ce ne è una a circa duecento metri dal locale. La luce intensa della luna pienissima ti rincuora.
E Mi avvio a passo spedito, ma sempre facendo attenzione. In fin dei conti, siamo sempre vicino all’ Eastside, no?
M Ti trovi all’altezza di un vicolo quando un rumore attira la tua attenzione. Proviene dal vicolo. ERapidamente, afferro il tessen, poi studio la zona.
M Il vicolo è parecchio scuro, si intravedono i cassoni della spazzatura in metallo che riflettono la luce lunare, degli steccati, qualche arbusto e qualcosa immobile a terra, al centro del vicolo.
Un animale? Un ladro? Non riesci a distinguerlo bene.
E Mi tengo al largo, e supero il vicolo di corsa, gettando uno sguardo rapido in cerca di movimenti sospetti.
M Nulla.
E Meglio così.
M Ancora inquieta raggiungi la strada principale, ma l’illuminazione a gas ti tranquillizza un poco. EAccelero il passo e raggiungo una carrozza-taxi.
M Il cocchiere è un uomo con un paio di grossi basettoni grigi che sbucano fuori da un cappello che gli copre il resto. Assonnato si stropiccia un occhio quando ti vede. "Oh ben trovata signora, la porto a casa?" Non è la prima volta che vi incontrate, evidentemente la vostra turnazione si è più volte incrociata.
E "Si, buonuomo." salgo in carrozza, un pensiero mi tormenta: “Ditemi… avete mica notato nulla di strano, stasera?”
M "La città come la vede lei, signora. Finora nulla di strano" risponde l’uomo. "Qualcosa di insolito ha attirato la sua attenzione?"
E "Nulla di che... Rumori strani provenienti da un vicolo deserto, probabilmente qualche animale." Rispondo cercando di minimizzare l’importanza della domanda di prima, mi faccio aria col ventaglio.
M "La città di notte fa sempre un po' impressione, ma non si preoccupi, sulla mia carrozza non è mai successo niente" il cocchiere accarezza la rivoltella che tiene vicino alla postazione di guida.
E "Può immaginare quanto sia pericolosa la città di notte per una donna sola, fortuna che adesso c’è lei, mi sento più tranquilla." Rispondo, sfoggiando il mio repertorio melodrammatico da donnina indifesa.
M "Mi ricorda dove la devo accompagnare?" domanda l’uomo.
E Gli dico l’indirizzo e mi annullo qualche minuto guardando fuori dal finestrino.
M Rincuorata dalla luna e dalle parole del tassista la città scorre quieta dal finestrino al passo del cavallo, fino a che non giungi alla tua dimora. Un grazioso bilocale in una parte più dignitosa della Northside. Dai il solito penny al tassista, tragitto breve e compagnia piacevole fanno la tariffa bassa. Lo saluti e ti avvii verso casa, nonostante tutto, convinta di aver schivato qualcosa che non ti avrebbe fatto piacere.

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Ultima modifica di Grifis il Gio Ago 04, 2011 2:30 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Ago 04, 2011 2:28 pm Rispondi citandoTorna in cima

Londra, giovedì 4 maggio 1895, ore 11.57
Master Hai appena concluso la tua giornata di insegnamento, l'ultimo della mattinata è un certo Sir Maximilian Clifford, che ti ha chiamato per istruire il figlio Damian che nei prossimi anni proverà ad entrare all'accademia ufficiali della Royal Army.
Damian è un ragazzino sui 14 anni, ci vai leggero con lui, anche perché lo segui da poco tempo, ma non sembra cavarsela male. La famiglia possiede un titolo di Cavalierato, hanno una bella villa nel west-end ma non brillano per ricchezza, così il ragazzo ha la testa sulle spalle, come il padre, che cerca di salvare le apparenze sulla nobiltà e fare un po' d'economia.
Siete nell'ingresso della dimora e ti stai congedando.
Septimus ”Vi auguro una buona giornata, Cavaliere” saluto prima il padrone di casa. ”Milady- aggiungo poi, chinando lievemente il capo in segno di rispetto – “Tornerò giovedi prossimo, per riprendere le lezioni con il signorino Damian. Fino ad allora, vi auguro delle piacevoli e proficue giornate”.
Faccio un altro lieve cenno con la testa, non si sa mai con questi nobilotti, ed infilo il portone della villa
M I tuoi modi, per quanto ti sembrino sopraffini, risultano alquanto poco garbati. Riesci a stento a nascondere quel senso di <<non si sa mai, con questi nobilotti>> che cerca in tutti i modi di uscire dalle tue parole e dalle tue movenze. Sir Clifford non ci fa caso, sa che sei un immigrato e, come tutti, non si aspetta niente da te. In fondo ti ha chiamato perché sa che costi poco e che sai fare il tuo lavoro, la moglie, leggermente infastidita dalla tua presenza, si congeda con un lieve cenno del capo.
Attraversi il portone di casa, passi sotto la tettoia e lungo il vialetto che attraversa il breve terreno prima del cancello. Ti ritrovi su una delle stradine più esterne del West End, la zona più bella e nobile di Londra dopo la City. Qui si susseguono case lussuose e luoghi adatti alla nobiltà che la abita. Passeggiare per queste strade ti da un senso di calma ma ti senti a disagio, le carrozze e le persone che le abitano non sono come te lo sai, lo sanno, e la cosa da diversamente fastidio ad entrambi.
cosa fai?
S Non mi curo di loro. La città non è solo dei nobili, ma anche dei cittadini, quindi mi sento di avere il sacrosanto diritto di camminare lì. Mi sento un po' a disagio, perchè la gente mi guarda storto, ma non gli darò la soddisfazione di vedermi allontanare per una via laterale e fuggire i loro sguardi eloquenti. Continuo quindi per la via, imperterrito, e mi godo la vista della città nobile.
M In realtà il diritto di stare lì ti è concesso, non è proprio tuo. Ti è stato lasciato una sorta di visto per poter accedere alla zona residenziale, nobiliare, del west end. Parte del West end e la City sono due zone della città ad accesso molto riservato, molte persone vivono la loro intera vita senza mai vederli. Ad ogni modo, inviperito dal comportamento indirettamente supponente di quegli individui ti sposti con calma, a piedi, e sfilano accanto a te locali, teatri, negozi. Alcuni potrebbero pure essere alla tua portata n questa zona, ma sai di altri dove ciò che guadagni in una settimana lo spenderesti in un solo pranzo o in un capo d'abbigliamento.
S Decido di andare direttamente a casa mia. Sicuramente Rebecca mi sta aspettando già. Svolto quindi in una via laterale, per uscire dal west end, e dirigermi così nell'East End, dove di fatto abito.
M e distanze non sono così cittadine quanto pensi, credi sia più opportuno prendere una carrozza-taxi appena fuori dal west end che i prezzi sono più abbordabili
devo sapere se prendi la carrozza o meno se no il tempo di percorrenza fino a casa aumenta uno sproposito.
S la prendo.
M Per l' 1 p.m circa sei giunto a casa. Tu e Rebecca abitate in un primo piano, al di sopra della farmacia di famiglia, al secondo piano abitano i suoceri, la casa è abbastanza grande, sono 3 camere con l'acqua corrente e l'allaccio alla fognatura.
I genitori di lei sono persone pratiche che hanno preferito acquisire un immobile un po' più comodo anche se in una zona un po' dimessa piuttosto che abitare in una zona più importante ma con una casa scomoda.
Apri con le chiavi tue chiavi il portoncino e sali le scale fino al primo piano, apri casa e ti ritrovi nell'ingresso. Senti rumori in cucina, Becca starà finendo di preparare il pranzo.
S “Tesoro, sono tornato!” le grido dall'ingresso, per essere sicuro che mi senta. Poi mi dirigo con passo rapido in cucina, per abbracciarla, come ogni giorno quando torno.
M "Septimus, ben tornato caro." ti saluta affettuosamente lasciandosi abbracciare dato che ha le mani sporche del pranzo. "hai avuto una buona giornata?" ti domanda ma senza aspettare la risposta continua "siediti che è pronto".
S Mi siedo, poi, quando si siede anche lei, mi servo, poi servo lei. In famiglia ci siamo abituati presto a evitare di comportarci come da etichetta.
“Oggi tutto bene, mi pare di non aver fatto una figura troppo magra a casa Clifford...penso di essere antipatico alla moglie” ridacchio fra me e me, rivedendo la scena nella mia mente.
M Il pranzo procede tranquillo, il pranzo è buono ma leggero, vi rifarete a cena come è solito. "Syrus è passato in mattinata, dice che padre Cornelius vuole vedervi nel pomeriggio. Sembrava una cosa seria" conclude.
(Comunque è ovvio che non vi comportate come da etichetta, tu non la conosci e tua moglie ne sa poco di più).
S Vorrà dire che dopo andrò a trovare il "vegliardo"- le rispondo con un sorriso. Il vegliardo ovviamente è Padre Cornelius, che io chiamo affettuosamente così. Ma solo se non si trova nei paraggi. ”Vieni anche tu?” le domando subito dopo.
M Rebecca scuote il capo "No, mi dispiace. Lo sai che devo stare alla farmacia anche nel pomeriggio." ti sorride "Mi dirai stasera, amore".
S “D'accordo, allora ci vediamo stasera” mi alzo da tavola. Il pranzo non dura mai molto a casa nostra. Vado da Padre Cornelius, probabilmente si tratta del solito attacco isolato di un vampiro. Bacio Rebecca, e mi dirigo verso la porta.
M Ok, procedi verso la chiesa dove trovi abitualmente padre Cornelius, vai a piedi, non dista molto da casa tua e in un quarto d'ora sei arrivato.
La chiesetta è in un comune stile neogotico, tre ingressi ad archi acuti (il centrale, il pi ù grande, è chiuso come al solito) sormontati da un rosoncino e poi le varie guglie che concludono la costruzione. E' probabile che troverai Cornelius nel suo studio. (puoi andarci anche senza passare da dentro la chiesa). Sono le... 14.50.
S Mi dirigo sul retro della chiesa, dove si trova una porta che conduce direttamente agli appartamenti di Padre Vito Cornelius. Busso alla porta, e attendo.
M Senti i passi leggeri di un'anziana signora da dietro la porta che presto si apre. La moglie di Padre Cornelius è di fronte a te. "Oh Septimus, che piacere vederti" ti sorride dolcemente. Purtroppo il Signore non li ha benedetti con un figlio quando erano giovani, così tu e Syrus siete la cosa più simile ad un figlio che ha trovato nella sua vita da anziana moglie. E' una cara donna che mette tutta se stessa nell'aiutare il marito come può a portare avanti gli affari della chiesa, anche se non è a conoscenza, nei dettagli, dei motivi per cui siete legati al marito.
S ”Il piacere è tutto mio” rispondo. Sono sempre contento di vedere sia lei che Vito. Sono stati una sorte di genitori adottivi per me dopo che i miei sono morti prematuramente. “C'è Padre Vito, ha detto che voleva parlarmi...” le chiedo cortesemente.
M La donna annuisce e ti lascia entrare "E' già nel suo studio, sembra un po' turbato, mi ha detto che vi aspettava".
S La ringrazio e mi dirigo verso quello studio che conosco tanto bene.
M Trovi la porta già aperta.
S Busso lievemente per annunciare il mio arrivo.
M Si tratta di una piccola stanza quadrata, nella quale gli unici mobili sono una scrivania, una sedia e quattro scaffali pieni zeppi di libri.
S “Buongiorno, Padre” lo saluto, poi rimango in piedi di fronte a lui e aspetto che dica qualcosa.
M Padre Cornelius è alla finestra e si volta solo dopo che entri e lo saluti. Non riesci a decifrare la sua espressione. "Ben arrivato, sei ancora il primo, aspettiamo gli altri per cominciare, non dovrebbero tardare ancora molto".
S Annuisco, d'accordo con lui, e mi siedo su una sedia che trovo di fronte alla sua scrivania.
M Effettivamente in meno di mezz'ora giungono anche Syrus e Marcus, che arrivano insieme. Per tutto il tempo che avete atteso Vito rimane in silenzio di fronte alla finestra a guardare fuori con le mani congiunte dietro la schiena a meno che non sia tu a rompere il silenzio domandandogli qualcosa.
S “Cosa è successo?” gli chiedo semplicemente quando arrivano gli altri. Non c'è più bisogno di tanti preamboli, dopo dieci anni di lavoro insieme, e so che quando chiama me e gli altri tutti insieme, non può significare altro che guai, di norma. Lo fisso con sguardo neutrale, in attesa.
M Quando finalmente siete tutti si accomoda alla scrivania e inizia a parlare "Non so se ne siete a conoscenza, ma non molto distante da qui sono accaduti una serie di omicidi, terribili omicidi." fa una sosta sospirando.
“Solo uno è giunto alla stampa svariati mesi fa. (lo conosci) e tutti hanno un'agghiacciante filo conduttore, che è il motivo per cui sono stati taciuti. A tutte le vittime è stato asportato il cuore..." termina di parlare con espressione greve.
Syrus trattiene leggermente il fiato dietro di te.
S ”Potrebbe essere un maniaco, noi che c'entriamo? La polizia che dice?” chiedo poi.
M (L'articolo di cui parla l'hai letto, era una ragazza di circa 18 anni)
Padre Cornelius annuisce "E' vero, voi non potete saperlo, ma la squadra San Maurizio ha collaborato con la polizia quando è stato per Jack lo Squartatore.
(siete 3 squadre che vegliate su Londra, voi, affiliati alla chiesa di San Giorgio e altre due squadre che s rifanno a San Maurizio a White Chapel e a San Michele nel West End).
"Jack lo Squartatore è ufficialmente storia vecchia di quasi dieci anni, ma soltanto loro sanno cosa era effettivamente successo".
S ”E che cosa è successo veramente?” chiedo io. La cosa si sta facendo stranamente interessante, e voglio saperne di più. Il racconto si colora già di una sfumatura più oscura, che va oltre quella del semplice omicidio maniacale.
M Vito si stringe tra le spalle. "Solo loro sanno cos'è accaduto" ti ripete. "La nostra non è collaborazione, non lo è mai stata, siamo a conoscenza ognuno dell'esistenza degli altri gruppi ma limitiamo all'essenziale lo scambio di informazioni, non è sicuro fare altrimenti".
”E quindi cosa dovremmo fare noi?” chiede Marcus, alle tue spalle.
S Mi ha tolto le parole di bocca. Guardo Cornelius insieme agli altri.
M Continua Cornelius "Ora tocca a noi fare la nostra parte, la questione è delicata e potrebbe esserlo di più. In realtà le vittime sono già quattro" "L'ultima la scorsa notte _ interviene Syrus _ non lontano dall'Exotic Tavern"
Cornelius annuisce "Proprio così. Tutte e quattro giovani donne." Conferma il pastore. "Dovete cercare di scoprire cosa c'è dietro. Syrus cercherà cosa si vocifera in giro, Septimus, tu dovrai controllare che aria tira alla taverna, Marcus andrà a parlare con il Detective King, è lui che si occupa del caso."
Vito ha riacquistato in parte il piglio deciso che lo contraddistingue. Noti che stringe il pugno sulla scrivania mentre vi guarda. "Ci sono domande?"
S ”Solo una _ dico io, serio _ Dov'è L'Exotic Tavern?
M "Questo devi chiederlo a Syrus, temo" ti risponde il pastore. "L'unica taverna che sono solito frequentare è la Casa del Signore" ti sorride.

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MessaggioInviato: Mer Set 14, 2011 10:49 am Rispondi citandoTorna in cima

Londra, giovedì 4 maggio 1895, Primo pomeriggio
Master Elisabeth, hai passato una mattinata di tutto relax, sei tranquilla di poter slittare tutti i tuoi eventuali impegni al pomeriggio, sicura che questa sera non lavorerai. Ti sei alzata tardi e hai riempito una vasca di acqua fumante con sali per la pelle. Ti sei preparata un pranzo leggero e in tutto ciò nessuno ti ha disturbato. Ora è il primo pomeriggio e sei libera di fare quanto desideri.
ElisabethPerfetto! Devo decidere io cosa fare? Se ci sono i soldi si va a fare shopping
M È inizio mese, è giovedì e hai una dozzina di scellini all'infuori del budget che ti serve per tirare avanti
E Quindi posso fare shopping? Allora vado per quello.
Comunque, mi vesto, indosso il mio bell'abitino, il medaglione del lutto ed esco. Mi avvio verso qualche strada con boutique che vendono roba carina per vedere se trovo qualcosa
M Ok, cerchi qualcosa in particolare?
EIn particolare no, in generale più che altro
M Per risparmiare un po' conosci un posto dove vendono abiti di seconda mano niente male. E' una sartoria che li modifica e li rivende a prezzi ragionevoli
E Perfetto, vedo se trovo qualche bella stoffa
M Se cerchi cappelli o abiti va bene lì
E Allora mi avvio li
M Ottimo, sono circa le 14
E E’ aperto a quest'ora?
M (Il pranzo è molto presto, tra mezzogiorno e le 13, alle 14 si riapre e si chiude alle 18 ) di solito gli orari sono quelli (agevolano anche chi è costretto a fare anche un lavoro notturno)
E Entro, salutando la sarta che ormai credo mi riconosca
M Si, siete diventate ‘amiche’, più che altro sei una cliente fissa da ormai molti anni
E Come si chiama?
M Angelina
E “Buonasera Angie, come procede il lavoro?"
M"Buona sera a te Beth... Vuoi vedere i nuovi pezzi?"
E"Certamente! Adoro i tuoi pezzi!" Mentre andiamo a vedere i pezzi le faccio qualche domanda di cortesia
M Ti risponde cortese "Questa settimana è arrivata poca roba purtroppo, ma ci sono due pezzi che abbiamo confezionato in tempo per il fine settimana, te li prendo" va sul retro della bottega. Tu rimani a girarti intorno per qualche minuto all'interno del locale, noti qualche pezzo in meno rispetto alle altre volte che vieni, la cosa ti fa piacere tanto sai che per non averli acquistati non meritavano di essere presi da te.
Torna poco dopo con due capi riadattati alla moda contemporanea.
E Colori?
M Uno è un blu scuro, l'altro un rosa pesca
E Modello classico entrambi, o qualcuno ha qualcosa di particolare?
M Uno in realtà non è niente di speciale, noti anche una imprecisione nelle cuciture, l'altro è abbastanza classico. Quello blu pensi che possa essere adatto per la domenica a messa (se ci vai)
E Ci vado per forza. È una consuetudine, se non ci vado la gente mi parla dietro
Come funziona? lo provo?
M Funziona che è da rifinire come i capi di sartoria, lo provi e lei imbastisce, poi sistema e in due giorni è bello e pronto
E Allora lo provo, come mi sta?
M Uno schifo, ti fa il sedere enorme e ti tira dal seno. Angelina si dispiace e si stringe tra le spalle "anche volendo non è possibile adattartelo" ti dice sinceramente, se non fossi stata tu avrebbe provato a vendertelo ugualmente
E Osservo soprattutto come mi cade sul sedere. “È un vero peccato, Angie... il colore era stupendo... Ma grazie mille comunque! Quando arrivano i pezzi nuovi?"
M "Lo sai, non dipende da noi. Prendiamo pezzi di seconda mano, questa settimana ce ne hanno portati abbastanza pochi" si stringe tra le spalle "tu passa sempre di giovedì, che è il giorno migliore"
E "D'accordo, Angie, allora ripasso la settimana prossima! Arrivederci!" Saluto ed esco. Ok, sono fuori, se non c'è nient'altro da vedere, mi avvio verso il parco o verso qualche altro luogo di svago
M I negozi non mancano, sei nel quartiere giusto, questo era solo uno di fiducia (più di altri), se no puoi andare in qualche pub o al cinematografo oppure in qualche tea room
E Allora penso che mi farò un bel giretto per il quartiere, lanciando sguardi alle vetrine
M Se ti viene in mente qualche altra attrattiva chiedi pure
E Le attrattive non erano ben viste soprattutto per una donna sola.
M Va bene, fai una passeggiata
E Nei negozi non trovo nulla di carino? Se non c'è nulla vado a prendere il the!
M Gironzoli un paio di orette ma le vetrine non ti dicono niente di che a parte un cappellino con il velo che ti intriga abbastanza
E Se penso che possa starmi bene, entro a provarmelo!
M Si, entri.
E "Buonasera signora _ se è una sarta _ ho notato un pezzo in vetrina che mi interesserebbe vedere da vicino"
M No, è un negozio gestito da un uomo. "Buona sera a voi, signora" ti sorride malizioso "certo, indicatemelo che ve lo prendo"
E Malizioso hai detto? Porta la fede?
M Ti ricordi di lui, nel fine settimana frequenta il locale dove lavori e si, porta la fede.
E Perfetto! Gli sorrido: "Ecco, quello li" glie lo indico "
M Lo prende e te lo porge per provarlo, "Sono sicuro che le starà benissimo"
E "Grazie mille signore" lo provo e cerco uno specchio, come mi sta?
M Ti sta discretamente, ti valorizza l'ovale del volto. "Ma le sta d'incanto signora" esclama l'uomo muovendo in modo divertente i beffetti mentre parla
M Mi piace, "allora lo prendo" gli sorrido, e cerco di capire quanto si può tirare sul prezzo
M Riesci a tirare e te lo vende per 4 scellini e mezzo; non scende oltre, capisci che andrebbe in perdita
E Allora mi accontento, ma prima di uscire, mentre lo saluto, gli dico: " Arrivederci signore, spero di rivederla presto" e ammicco (alludo al locale)
M Ti sorride un po' imbarazzato e tossendo dice "vedremo cosa si può fare"
E Gli sorrido ed esco
M Ti sorride e chiude la porta dietro di te
E Ho fatto i miei acquisti. Adesso, se non è troppo tardi, vado a fare una passeggiatina al parco.
M Vai pure sono circa le 16
E Allora raggiungo il parco, e giro un po', osservando la gente che vi si trova [i](sono una persona che tende a farsi i fatti altrui)

M Ci sono un bel po' di persone al parco, di tutti i tipi: dai bambini che si rincorrono, alle giovani coppie che si scambiano frasi dolci sotto qualche albero, qualcuno che gioca con il proprio animale domestico, chi legge qualcosa e c'è un quartetto che suona con un cappello girato al contrario per terra, c’è perfino un tale che ha radunato un po' di persone facendo uno di quei discorsi da parco inglese
E di cosa parla?
M Ti avvicini un poco per ascoltare meglio e da come si accalora in altra epoca avrebbe potuto fare il sindacalista. Si lamenta della scarsa regolamentazione per le ore di lavoro in fabbrica
E Allora non mi interessa, lo ignoro e passo altre
M Cerchi qualcosa/qualcuno in particolare al parco?
E qualcosa di interessante, più o meno quello per cui oggi si guarda ‘uomini e donne’: cerco fatti altrui da spiare.
M Non ci sono eventi che ti incuriosiscano particolarmente a parte Mrs Bennett stranamente accompagnata da un baldo giovanotto
E Allora li seguo con lo sguardo finché posso senza farmi beccare, se non succede niente altro di bello
M Grazie alla disposizione del parco, attenta a non annoiare il visitatore, ma creando scorci e coni ottici particolari, non hai nessun problema a seguire la signora senza farti scorgere. Mrs Bennett è una signora di mezz'età che abita vicino alla chiesa che frequenti tutte le settimane, sai che va in chiesa molto spesso per il rosario e le messe (3 o 4 volte alla settimana) è una delle più accanite sostenitrici della condotta vittoriana. Ti chiedi chi sia questo ragazzotto che sta con lei.
E Sembrano intimi? Come sono i miei rapporti con questa signora?
M Ti infastidisce cosa dice sul tuo conto. Il marito è un sant'uomo che ha occhi solo per lei e lavora spaccandosi la schiena per mantenerle una vita agiata e il loro appartamento nel Northside
E Allora mi intriga la cosa. Cerco di capire che tipo di relazione hanno


Nel frattempo, da un’altra parte…
Septimus Visto che devo indagare, chiederò a Syrus dove si trova l'Exotic Taverne mi dirigo lì per vedere che aria tira nei paraggi. passerò quindi il tempo ad esplorare con discrezione il perimetro poi tornerò di nuovo alla chiesa, prima che il locale apra,per prepararmi alla nottata che dovrò passare in cerca di informazioni, e provando un paio di mosse di scherma, poi mi dirigerò di nuovo al locale in compagnia dei miei due compari ovviamente
M Mentre giri nel perimetro passi dal vicolo, c'è ancora qualche agente di Scotland Yard che blocca il transito
S Ne conosco qualcuno? mi guardano in modo strano? mi fermano?
M No, non ne conosci. Se ti avvicini troppo ti fermano.
S Ok, mi mantengo allora a debita distanza, in modo da sembrare al massimo un passante un po' curioso. Li osservo, per accertarmi che non si insospettiscano. Per ora il locale è chiuso e non c'è molto movimento lì.
Voglio vedere sul retro, se trovo qualcosa di interessante, e spero che non ci siano altri agenti. Mi avvio con discrezione.
M Non fanno caso a te quando passi davanti. Per avere una discreta visuale dovresti salire sui tetti delle case che danno sul vicolo oppure affacciarti da uno dei balconi delle stesse
S Mi dirigo quindi verso una via secondaria, lercia e puzzolente: voglio tentare la scalata di una delle case da lì. C'è qualcuno? Potrei salire?
M Sei molto sfortunato, c'è una discreta confusione e nemmeno le scale d'emergenza
S "Dannazione!" impreco fra me e me, allontanandomi. Dovrò per forza entrare in uno di quegli edifici, ed arrivare all'ultimo piano... si può fare?
M Si, c'è modo di salire da uno.
S Allora mi avvio velocemente in cima alle scale, e arrivo. C’è un tetto piatto o a falde?
M Dovrai salire sul tetto di tegole dalla finestra della scala
S Va bene, Mi avvicino alla finestra della scala: benedico la previdenza di Syrus, che prima che me ne andassi mi ha fornito una corda con gancio. Spero di riuscire ad issarmi fino in cima al tetto. Ce la faccio?
M Si, senza problemi.
S Una volta arrivato in cima, recupero la corda, e me la fisso alla cintura. Mi guardo intorno. Vedo qualcosa di particolare oltre alle case?
M Osservi per bene, ma sei altino e non riesci a scorgere molto nel dettaglio, vedi la sagoma a terra della donna, il corpo è già stato portato via.
S Ci sono molti agenti intorno immagino...
M Eh si, qualcuno. Considera che è una sorta di cortile, quindi c'è un solo ingresso (a parte quelli dalle abitazioni)
S Ho un'idea. Scendo dal mio punto di osservazione, rientrando dalla finestrella delle scale. Ce la faccio di nuovo?
M Agile come un gatto, ti ricorda quando scappavi di casa da piccolo
S Ottimo. Scendo le scale, e mi fermo prima di uscire. Mi guardo un attimo intorno, e guardo se non arriva nessuno da sopra.
M C'è una persona c he sta scendendo le scale, dopo di lei la situazione dovrebbe essere calma
S Aspetto che esca, fingendo nel frattempo di allacciarmi uno stivale. Dopodiché prendo un fazzoletto nero un po' consunto dal tempo, e me lo lego intorno alla testa in modo da coprirmi gli occhi, ma in modo tale da non precludermi la vista verso il basso. C'è qualcosa che possa fungere da bastone nelle vicinanze? Tipo, ombrelli o roba simile?
M Sei molto fortunato, c'è uno di quegli attrezzi che servono per battere i tappeti, spezzandone una parte puoi spacciarlo benissimo per un bastone (tranne se non ti osservano con insistenza.
S Eseguita questa operazione, esco e mi avvio con passo falsamente claudicante e picchiettando con il bastone per terra verso il vicolo. Spero che quegli agenti siano troppo occupati a redigere rapporti e cercare indizi per guardare il mio bastone improvvisato. Entro nel vicolo con cautela. Mi fermano subito oppure riesco ad avvicinarmi alla zona del crimine prima che mi fermino?
M Ti fermano all'imboccatura del vicolo. "Signore, mi dispiace fermarla, ma il vicolo è chiuso al passo" ti dice un giovane agente
S "Ah perdonatemi agente, ma faccio questa strada tutte i giorni, devo passare di là" mi scuso servilmente roteando la testa di quà e di là e continuando a picchiare per terra col bastone. Lo commuovo?
M "Non ne comprendo proprio il motivo, è un vicolo cieco senza alcun tipo di attrattiva e non porta da nessuna parte... non posso farla passare"
S "Allora devo aver sbagliato via, signor agente, mi dispiace averle fatto perdere tempo. Mi potrebbe portare fino alla prossima strada?" gli chiedo poi con tono umile e mortificato allo stesso tempo.
M Ti accompagna per cortesia fino all'altro capo dell'imbocco del vialetto, quando il tuo bastone ricomincia a toccare il muro dell'edificio ti lascia e torna al suo posto.
S Impreco nuovamente fra me e me, quando sono sicuro di non essere visto da nessuno. Getto il bastone e intasco nuovamente il fazzoletto. Poi giro i tacchi e me ne vado, torno a perlustrare un po' il perimetro
M Non noti nulla di particolare è una zona come tante altre, ci sono strade principali, secondarie e vicoletti come quello per lo più sono abitazioni e pochi negozianti sporadici, un'edicola e una bottega negli immediati paraggi del vicolo.
S Il caso è uscito sui giornali?
M Non ancora
S Allora me ne torno in chiesa, un po' frustrato. La visita non mi è stata di alcun aiuto. Andrò a rilassarmi con qualche movimento di scherma, dietro alla chiesa. Dopodiché vedrò cosa fare e ne discuterò con Syrus e Marcus.

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MessaggioInviato: Gio Set 15, 2011 1:07 pm Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 4 maggio 1895, pomeriggio inoltrato
Master Ricapitolando per fare un conteggio dell'ora: sei andato a casa a pranzare, poi da Cornelius per la riunione, quindi sei andato vicino al locale e poi giù al vicolo dove ti sei infiltrato per salire sul tetto e poi ti sei spacciato per cieco, direi che sono ormai le 17. Dove ti rechi? Casa, Farmacia, Chiesa?
Septimus Mi dirigo alla chiesa, ho deciso di allenarmi un po' prima di ispezionare il locale con i miei compagni. Mi ci dirigo di buon passo.
M Ti alleni in chiesa?
S Dietro alla chiesa
M Ti alleni con la spada nel cortile della chiesa... Ti ricordo che alle 18 c'è la messa quindi la chiesa potrebbe non essere così tranquilla.
Sei in chiesa hai meno di un'ora per parlare con Vito e allenarti prima che arrivi troppa gente indiscreta (darebbe nell'occhio uno spadaccino nel cortile della chiesa) quindi se vuoi allenarti faresti bene a farlo a casa tua ma in questo modo non potresti parlare con Vito (puoi anche non volerlo fare, visto l'andazzo del pomeriggio) e poi recarti in chiesa piu tardi così sei sicuro di trovarvi Marcus e Syrus
S Decido di andare a casa, dopotutto darei un po' troppo nell'occhio. Dopo una preghiera e un inchino esco. Parlerò dopo con Vito magari.
M Quindi vai in chiesa e poi torni a casa?
S Si
M Quando entri in chiesa la trovi quasi del tutto vuota a parte un volontario che accende le candele e le lanterne per la messa della sera. Preghi immerso nel silenzio e senti che il nervosismo per il pomeriggio dai magri risultati svanisce pian piano mentre le ombre tremolano nelle pareti per via delle fiammelle scosse dalla corrente che attraversa la chiesa. Non vuoi disturbare Vito, che si starà già preparando per la messa, così vai via senza passare dal suo studio. Vuoi fare una qualche preghiera in particolare?
S Vorrei pregare per mia moglie, che stia bene, e che non le manchi mai nulla. E poi prego per me, che possa essere sempre in buona salute. L'ultima preghiera è per Vito, come faccio sempre, per tutto quello che ha fatto per me.
M La penombra della chiesa stimola sempre quando preghi e le parole ti escono dal cuore sussurrate con un filo di voce come un fiume, con ininterrotta placidità così quando ti rialzi e fai per uscire, ti accorgi che hai passato in chiesa più tempo di quanto vorresti e incroci le signore che arrivano per la messa.
S Non credo di avere abbastanza tempo per potermi allenare ora, andrò direttamente nello studio di Vito per aspettare i miei due compagni d'azione. Mi dirigo quindi verso il retro della Chiesa, e busso alla solita porticina.
M Mentre passi alcune signore ti salutano e poi spendono due parole su di te con l'amica accanto se non ti conosce. Le solite cose, riguardo il fatto che tu sia un immigrato tedesco, ma che hai trovato una buona moglie, che tutte loro conoscono perché acquistano i medicinali nella farmacia di Rebecca, e che sei un uomo devoto.
S Saluto le signore con un garbato cenno della testa e con un "Che il Signore sia con voi" e poi vado.
M Le oltrepassi e arrivi alla porta sul retro della chiesa. La figurina della moglie di
Cornelius ti apre sempre sorridente e ti fa accomodare. "Bentrornato Septimus, Vito mi ha detto che sareste arrivato. C'è il caro Marcus che già vi aspetta nello studio"
S Quando la moglie di Vito mi apre, non posso che sorriderle con affetto. Dopo averla ringraziata per avermi aperto, mi dirigo nello studio.
M Quando entri trovi Marcus che si è avvicinato la sedia accanto alla finestra e si sta fumando una sigaretta guardando verso fuori. Quando scosti la porta per entrare si volta e mentre ti guarda per un secondo il suo sguardo ti sembra da un'altra parte, solo dopo ti mette a fuoco e si alza per salutarti. "Septimus. Ti aspettavo..."
S “Bè, temevo di essere in ritardo, ma vedo che manca Syrus" rispondo io, dandogli una pacca sulla spalla. Poi mi giro per guardare dove si trovi Vito.
M Vito è in sagrestia che si sta parando per la messa mancherà per la prossima ora circa. Lo sai, non hai bisogno di chiederlo
S Non mi meraviglio del fatto che Vito non ci sia, infatti sta dando sicuramente messa. "Sai quando arriva Syrus?" chiedo quindi a Marcus, per ingannare l'attesa.
M Marcus si stringe nelle spalle. "E' una bella domanda, ma spero non tardi ancora molto. Inizio a spazientirmi" fa un tiro dalla sigaretta. "Ne vuoi una?"
S "No grazie" rispondo, scuotendo leggermente la testa. Lo sa che non fumo, ma quando è nervoso chiede sempre. "Piuttosto _ gli dico _ Non dovresti smettere magari? Quella roba fa male, secondo me".
Sto cominciando a spazientirmi anche io. Dove diavolo era Syrus? Perchè ci metteva tanto? Stranamente, non vedevo l'ora di mettermi al lavoro su questo caso, dal quale mi sentivo in qualche modo attratto.
M Marcus non ti risponde riguardo allo smettere di fumare. Passa quasi mezz'ora prima che arrivi Syrus. Sei costretto a trattenere Marcus dalla volontà di andarsene per ben due volte ma alla fine lo convinci. Ammazzate il tempo parlando del più e del meno, non volete affrontare l'argomento senza Syrus per non dovervi ripetere.
Vuoi parlargli di qualcosa in particolare prima dell'arrivo di Syrus oppure procediamo con la riunione?
S Procediamo con la riunione
M Come dicevo, Syrus arriva quasi mezz'ora dopo. Quando entra, Marcus gli si avventa addosso "Si può sapere che razza di fine hai fatto?"
Intervieni?
S "Ehi calmati Marcus!" cerco di fermarlo trattenendolo per una spalla. Poi mi giro verso l'altro mio compagno." Però ha ragione: dove sei stato finora?"
M Metti una mano sulla spalla a Marcus ma ti accorgi per tempo che per fermarlo devi anche afferrarlo con l'altra per il braccio e lo fai.
Syrus mette le mani avanti "Datevi una calmata tutti e due, non sono mica andato a divertirmi..." quando lo dice c'è qualcosa di strano di strano in lui ma non sapresti dire cosa. "Ho perso un po' di tempo per raccogliere le voci che ci sono in giro... e per non destare sospetti."
Ora che ci fai caso ti accorgi che ha un modo di gesticolare diverso dal solito. Ti è capitato di vederlo così solo qualche volta quando siete a caccia dei pesci più grossi
S "Va tutto bene, Syrus?" gli chiedo preoccupato." è successo qualcosa?" continuo ad osservarlo per vederne le reazioni. "Hai forse scoperto qualcosa di importante?" gli chiedo infine fissandolo intensamente.
M Marcus torna a sedersi alla finestra e si accende un'altra sigaretta, la terza in mezz'ora. Syrus ti guarda ma noti che distoglie subito lo sguardo. "Niente, è stato... un pomeriggio pericoloso, ma ora va meglio...." ti dice “Pare che l'assassino abbia fatto girare le scatole ad alcuni pezzi grossi in giro per la zona, ma nessuno lo conosce e nel quartiere ci sono poche facce nuove... O è uno di quelli oppure uno che si è attivato da poco o che viene da un'altra zona." Ti oltrepassa per versarsi dell'acqua alla scrivania di Vito. Hai notato che ha intrapreso il discorso della riunione forse per togliersi dall'impiccio, ma non ne sei sicuro. "E voi, avete cavato qualche ragno dal buco?" Vi domanda infine.
S Decido di non continuare a chiedergli cosa ha fatto per tutto il pomeriggio. Chiederò un'altra volta. Per il momento mi voglio concentrare sulla missione.
"Nulla, in realtà" gli dico."Ho cercato di avvicinarmi al luogo dell'omicidio, ma purtroppo c'era già mezza Scotland Yard. I dintorni del locale sembrano tranquilli, almeno lo erano nel pomeriggio...come sia poi la notte, possiamo solo scoprire.
M "Mezza Scotland Yard?" interviene finalmente Marcus dopo aver spento il mozzicone nel posacenere di ottone sulla scrivania. "E dovevi vedere quanta ce n'era alle tre, stamattina..." ride. Pare che la denuncia sia arrivata nel cuore della notte, dopo le due da un certo Thompson, pare sia il proprietario del locale dove andiamo stasera... perché c'andiamo, non è così?" Apre una vetrinetta e si versa del Whiskey
S "D'accordo" dico. "Aspettiamo" e mi metto a sedere su una delle sedie dello studio, in attesa che la messa finisca.
M Marcus prende un po' di sorsi dal suo bicchiere e continua a parlare "Il detective King è un tipo abbastanza simpatico, ha detto che ci coprirà come puòe che avremo un trattamento migliore di quello che hanno gli investigatori privati ma che non dobbiamo aspettarci niente di speciale, non collaborerà apertamente con noi, andrebbe contro di lui..." Alza gli occhi al soffitto prendendo un ultimo sorso "Credo sia tutto..:"
S “Bè, è già qualcosa dico io. Gli elementi su cui indagare non sono molti, sarà una lunga indagine probabilmente.”
MSyrus si stringe nelle spalle. "Che si rompano le corna gli sbirri" afferma con tranquillità "L'importante è che ci lascino fare il nostro lavoro"
S “Questo è poco ma sicuro" concordo io annuendo. Spero che la messa finisca presto.
M Non dovete attendere molto perché Vito vi raggiunga già con abiti comodi di casa, con lui entra anche la moglie per sapere se vi fermerete a cena.
S Declino cortesemente l’offerta e poi rivolgo la mia attenzione a Padre Cornelius.
M Vito attende che la moglie esca per salutarvi tutti personalmente poi vi chiede. “E’ stato un pomeriggio fruttuoso? Il Signore vi ha accompagnato?”
S “Io ho scoperto ben poco” affermo leggermente deluso, poi relaziono brevemente quanto è stato scoperto da Syrus e Marcus. “Tu hai nulla da dirci?” Concludo guardandolo.
M “Che confido nelle vostre abilità, non deludetemi” Vi sorride benevolo.
S ”Bene signori, mettiamoci a lavoro e che Dio ci aiuti” Affermo e salutando Padre Cornelius esco dallo studio aspettandomi che i miei compagni mi seguano.
M In maniera meno epica di quanto tu possa pensare i tuoi due compagni ti sono dietro. Uscite dallo studio e poi sulla strada pronti per andare all’Exotic Tavern.


Nel frattempo al Parco…
Master Eravamo rimasti a:
M Ti infastidisce cosa dice sul tuo conto. Il marito è un sant'uomo che ha occhi solo per lei e lavora spaccandosi la schiena per mantenerle una vita agiata e il loro appartamento nel Northside.
E Allora mi intriga la cosa. Cerco di capire che tipo di relazione hanno

Elisabeth Comunque provo a seguirli con la coda dell'occhio, per non farmi notare da loro o da altri, abbiamo detto che il giardino mi copre abbastanza, no?
M Si, se ti muovi nel modo giusto, si.
E Allora li seguo con fare indifferente.
M Passeggiano per il parco per quasi un'ora e il giovane le porge il braccio cortesemente. Una volta vedi il ragazzotto guardarsi intorno e passare con gli occhi nella tua direzione ma non vedi nessuna reazione in particolare quindi sei abbastanza sicura di non aver dato nell'occhio.
E Allora continuo, che me lo dici a fare!
M Sembra che parlino di qualcosa di importante e noti una certa confidenza tra loro.
E Riesco ad afferrare qualcosa?
M (fammi fare qualche tiro).
E Sembra una confidenza ancora formale, o del tutto informale?
M La confidenza ti sembra formalmente affettuosa e afferri qualche stralcio del discorso.
E Beeeello, che capisco?
M Sembra che tra i due ci sia una qualche forma di affare in corso che 'visto l'accaduto' può andare avanti. Ti sembra di cogliere qualcosa riguardo 'Elementi interessanti.'
E Da questi pochi stralci mi sembra un discorso poco intimo: elementi interessanti si riferisce a qualcosa che mi suona troppo scientifico, non riesco a inquadrare come una locuzione del genere possa essere utilizzata in un discorso tra due innamorati, quindi cerco di capire altro.
M Ti sembra di capire che si parli di una donna nel mezzo ma non riesci proprio a comprendere in quale contesto, infine la signora esce un sacchetto con delle monete e le da all'uomo quindi lo abbraccia e i due si congedano. Quando si allontanano ti accorgi che la signora ti ha visto, ti fa un cenno col capo e si avvia fuori dal parco, puoi raggiungerla se vuoi.
E Allora: penso che ci sia del tenero per via dell'abbraccio, che all'epoca era una pratica in uso solo tra persone MOLTO intime, poi penso che la donna in questione possa essere un'ipotetica moglie o promessa tale del giovanotto, anche se "elementi interessanti" ancora non riesco a inserirlo, e infine mi sembra strano che gli abbia dato dei soldi.
Comunque rispondo al suo saluto e la raggiungo. “Buonasera, Mrs. Bennet. Non immaginate che sollievo incontrare finalmente una faccia nota.”
M La signora ti sorride con un filo di nervosismo "Che piacere vedervi signora Huges. Mi sembra strano quanto dite, al parco si incontrano sempre molte persone."
E Noto il nervosismo, e la cosa mi sollazza alquanto, ma lo tengo per me.
M "Oggi giornata libera per voi? Non siete a... lavoro?" ti domanda.
E “Oh.. il mio lavoro.. No, oggi sono libera..” la guardo con fare un po' dispiaciuto “Certo, in qualche modo una povera vedova come me dovrà pur sostentarsi.. Non sono così fortunata, come voi, da avere un marito che provveda a me.. Oh, come vorrei che il mio povero Bill fosse ancora tra noi..” Osservo la reazione alla frase sul marito.
M Non fa una grinza "Prego ogni sera per la sua anima, che spiacevole avvenimento, povera cara" ti dice "ora è meglio che andiamo però, sembra che tra poco si voglia mettere a piovere".
E Ha una faccia di bronzo che è peggio della mia! “Avete ragione. Il tempo non promette nulla di buono stasera, sarà meglio incamminarci.. In fondo posso dirmi soddisfatta della mia giornata!
M "Vedo che avete una cappelliera lì" sorride. "Mi fa piacere che nonostante siate una donna sola riuscite ad andare avanti senza troppe rinunce" camminate nella direzione della chiesa che alle sei pomeridiane inizierà la messa.
E “Beh, certo.. ogni tanto qualche sfizio bisogna pur farselo passare, e, ad essere del tutto onesta, non credo neanche di essere l'unica signora che è riuscita a soddisfare i propri desideri… Anche voi, Mrs Bennet, dovreste concedervi un qualche capriccio di tanto in tanto: siete sempre così ligia, a quando risale l'ultima volta che avete soddisfatto un vostro capriccio?”
M Ti sorride con gli occhi trasognanti. "Il caro Lorentz mi ha regalto un nuovo abito per la domenica in vista dell'estate, chi lo sa, uno di queste settimane potrei anche indossarlo per la messa domenicale, lo farei vedere a tutte le amiche dopo.
E (è il marito?).
M (si).
E La guardo con occhi trasognati: “Il vostro Lorentz è sempre così gentile e premuroso.. l'uomo ideale che ogni donna vorrebbe al proprio fianco.. Oggigiorno gli uomini cedono troppo alle tentazioni, ma non il vostro Lorentz: lui è sempre stato un fedele marito, non ha mai avuto occhi per altra donna all'infuori di voi! oh, Mrs. BEnnet, voi si che siete una donna fortunata e anche il votro Lorentz deve ritenersi un uomo fortunato: voi non avete occhi per nessun altro uomo sulla faccia della terra: molte donne avrebbero ceduto alle insidiose tentazioni di baldi giovanotti, ma non voi!”
M E' proprio vero mia cara, la superba Inghilterra di una volta sta pian piano venendo meno. I giovani sono sempre più indisciplinati e tra le guerre e il colonialismo... mah! Secondo me è colpa di quegli incivili, quelli con la faccia colorata se il mondo sta andando in rotoli." abbassa il tono della voce. "Pare che si accoppino anche con gli animali!" torna a parlare normalmente "Vi rendete conto?! Cosa vogliamo guadagnare da queste genti, proprio non lo so."
E “Oh, non parlatemi di guerre: il mio povero Bill è venuto a mancare proprio a causa di una di queste! Ma comunque, io penso che se i nostri costumi fossero più radicati in noi, non avremmo nulla di cui temere da quei selvaggi: la decadenza ce la troviamo sotto gli occhi ogni giorno, Mrs Bennet, magari sotto le spoglie familiari di qualcuno che credevamo di conoscere come una persona ligia e posata, e che invece poi si rivela essere un cattivo praticante, un maggiordomo fedifrago, o magari una moglie infedele.. Ascoltatemi, Mrs Bennet: le cause di questa corruzione e decadenza non vanno cercate oltreoceano, ma qui, tra le persone che conosciamo.”
M "Chi lo sa, potreste avere ragione mia cara, Tutta questa scienza di cui si parla oggi... e chi sa cosa accadrà al secolo nuovo" si fa il segno della croce "che il Signore ci protegga sempre" Parlando parlando siete arrivate in prossimità della chiesa.
E Mi segno davanti alla chiesa. Sembra a disagio per il discorso?
M Non particolarmente, quasi del nulla in realtà. Sei un po' insicura sul fatto che tutto quello che ha detto corrisponda a ciò che pensa realmente (ma quello ti capita abbastanza spesso quando parli con lei) ma non sembrava particolarmente toccata dal discorso.
E Quindi sarebbe plausibile pensare che quello non fosse un amante… oddio, un pensiero cattivo: un figlio segreto? l'età sarebbe compatibile?
M Compatibilissima, non ti sembra molto distante come età dal figlio legittimo che hai visto, se è vero, una volta nella tua vita, ma di cui parla sempre perché lavora fuori Londra e ha ormai messo su famiglia.
E Come si chiama il figlio?
M Faust, come il nonno.
E Allora, davanti alla chiesa mi fermo, guardo l'edificio con espressione leggermente triste. “Mrs. Bennet.. perdonate il brusco cambio di discorso, ma pensavo a quanto avrei voluto avere un figlio dal povero Bill.. lui me lo chiese proprio davanti a questa chiesa… - sospiro - ma purtroppo il buon Signore ha deciso che le cose andassero diversamente.. ma ditemi: come sta il vostro Faust? adesso sarà orami un bel giovanotto in età da matrimonio!”
M La donna annuisce "Si, il mio amato Faust è già padre di una bella bimba, pensate che l'ha chiamata Loretta come me. Non è meraviglioso?" sospira. "E' un vero peccato che lavori fuori di Londra, lo posso vedere così di rado." si rammarica. "Mi dispiace molto che i pensieri del vostro Bill vi rattristino ancora così tanto, dovevate amarlo molto." Quasi ti mette una mano sulla spalla. Quasi.
E Non me la conta giusta, ma non penso di poter chiedere oltre, quindi la ringrazio e mi congedo.
M La signora ti saluta ed entra in chiesa. Tu invece vai verso?
E Casa, sta per mettersi a piovere, no?
M Si, giusto. Mentre ti allontani dalla chiesa incroci un tipo strano che ti incuriosisce per com'è vestito, più che altro per gli stivaloni a mezza coscia che non si usano più da parecchio.
E Penso che deve essere un mentecatto, o un poveraccio.
M Il cappotto di pelle che indossa ti suggerisce la prima risposta. Ridendo tra te e te ti avvii verso casa.

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MessaggioInviato: Ven Set 30, 2011 1:32 am Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 4 Maggio 1895, pomeriggio inoltrato

Elisabeth Avevo salutato la signora bennet e stavo andando verso casa.
Master Avevi incrociato un tipo strambo e ridacchiavi.
E Si, con gli stivaloni.
M Chiami un taxi? Oppure ti affretti a piedi? Pensi di riuscire a tornare prima che inizi a piovere.
E Se ce la faccio, e sono vicina, mi affretto
M Si, non c'è problema mentre stai avvicinandoti verso casa ti si avvicina un bimbetto che avrà, se è vero, dieci anni.
E E’ un mendicante?
M E’ vestito con stracci poveri però da come si avvicina è evidente che cerca proprio te. "Signora Elisabeth, signora Elisabeth!" ti chiama avvicinandosi di corsa non appena si è accertato della tua identità
E L'ho mai visto in zona?
M Si, si. Lo hai visto. I bambini come lui sono spesso usati per spiare le persone e recapitare messaggi, in gergo li chiamano uccellini, perché non sono sospetti se anche girovagano e corrono per il quartiere tutto il giorno.
E Quindi ho motivo di pensare che mi debba dire qualcosa, piuttosto che abbia solo sentito il mio nome in giro, giusto?
M E’ molto probabile, ed è gradito un penny, sai.
E Ce lo posso arrefondere, mi fermo, lo guardo e dico: “prego?”
M Ha un po' il fiatone e riprende aria un attimo prima di iniziare a parlare "Signora, le mandano a dire che ci sono alcune persone che la aspettano fuori casa, non li manda lo zio"
E (Lo zio sarebbe..?)
M Lo zio è Tony Murray il capo della malavita della zona, sai che Mr Thompson ha un accordo con lui per tenervi d'occhio perché non vi accadano cose spiacevoli
E <Persone? E chi potrà mai essere?> gli chiedo. Sono un po' stupita.
M Il ragazzino si stringe tra le spalle e scuote il capo. "Proprio non lo so signora" ti allunga una manina per ricevere il penny. (Sai per certo che gli uccellini non sanno di più)
E Glielo do, e mi chiedo chi potranno mai essere: ci penso un po' su, ma credo non mi sovvenga nulla, giusto?
M Pensi di non avere guai in sospeso quindi non ti preoccupa più di tanto, che non li mandi lo zio non è una cosa negativa, anche se fino ad ora non hanno mai dato problemi. Non sai proprio chi aspettarti.
E Vabbè, comunque per strada non posso restare. Mi avvio verso casa, tenendomi a distanza di sicurezza: voglio provare a capire chi sono
M Fai il giro largo per rientrare a casa e passi per quache vicoletto che da vicino casa tua ma non noti nessuna persona sospetta. Sei comunque convinta che ci siano, gli uccellini non vengono mandati a vuoto
E Cioè sotto casa mia non c'è nessuno?
M Ci sono persone per strada ma non noti nessuno che ti desti sospetti
E Perfetto, mi avvicino alla porta di casa mia. nulla di strano in giro, per terra..? la porta sembra forzata?
M Non c'è niente fuori posto.
E Ok, comunque niente fuori posto.. ci saranno tracce per terra, no? giusto per accertarmi che davvero ci fosse qualcuno.
M Il mattonato della strada ti sembra sporco e bagnaticcio come lo è sempre stato. Magari si è/sono allontanato/i momentaneamente non vedendoti arrivare, sono ormai cinque ore che sei fuori casa.
E Mi guardo attorno, se non c'è nessuno sospetto apro di corsa ed entro, chiudendomi la porta alle spalle: è stupido, ma non ho altri posti dove andare
M La porta si apre e l'aria caldo-umida della casa ti accoglie. La porta si chiude alle tue spalle con il solito rumore e sospirando sollevata ti appoggi con le spalle alla porta e chiudi gli occhi. Ma non hai il tempo di dire "E' andata bene" che senti un bussare deciso.
E C'è uno spioncino, o una finestra da cui si può spiare?
M Si, anche se ti ha spaventata trattieni il gridolino nervoso che stava per scapparti. Quando sbirci dalla finestra noti due persone, una che guarda la porta aspettando la risposta, l'altra che guarda la strada. Sono due uomini, quello davanti alla porta un po' più anziano, sulla tarda trentina, è vestito con un lungo giaccone cerato e un cappellaccio a falde. Prende una boccata da una sigaretta e si volta verso l'altro che alza le spalle. Sembrano delle brave persone.
E Si sono accorti che sono in casa? Vabbè, in ogni caso mi cercano, se non oggi torneranno domani, quindi.
M Se ti aspettavano e si sono decisi a bussare, vuol dire che almeno uno di loro crede di averti visto, pensi.
E Gli rispondo, ma senza aprire la porta
M Rispondi... cosa?
E “Chi è? Chi cercate?”
M "Polizia Metropolitana, cerchiamo la signora Elisabeth Rose Hughes
E “Avete un distintivo?”
M "Certamente, ma se non ci apre non posso mostrarglielo"
E “C'è una finestra. Capirete che non posso aprire al primo sconosciuto che si presenta come poliziotto.”
M Avvicina un distintivo alla finestra, lo vedi. Pensi sia autentico "Fa bene a non aprire al primo che passa" lo senti dire a metà tra il divertito e l'annoiato.
E “Certo che faccio bene. Se tutti facessero così avreste molto meno di cui preoccuparvi, no?” gli apro.
M Quando apri l'uomo si toglie il cappello. E' un uomo affascinante, noti, capelli castani, occhi verdi e la barba di un paio di giorni. "Detective King, Dustan King".


La serata di Elisabeth si preannuncia interessante ma nel frattempo, da un'altra parte...


Master Andiamo al locale. Avete intenzione di cenare lì?
Septimus No, se esistono già i venditori ambulanti
M Va bene, l'ambulante è alla portata delle tasche di tutti, per cenare lì Marcus avrebbe avuto qualche problema finanziario. Cenate tranquillamente e senza fretta e prendete una carrozza per andare all'Exotic Tavern. Passate davanti al luogo del delitto, ci sono ancora i poliziotti che sorvegliano il vicolo, li vedete attrezzati con una cerata perché il tempo non promette nulla di buono e nel tragitto che vi porta al locale infatti inizia a piovere
S "Dannazione, proprio stasera doveva piovere?" impreco fra me e me, mentre osservo la pioggia che cade.
M Il locale è contraddistinto da un'insegna in legno e ferro battuto illuminata da due lampade a gas. Un baldacchino rosso protegge l'ingresso dalla pioggia e delle tendine ricamate schermano i vetri della porta. Paghi il tassista e scendete (vi fermate lì o in prossimità?)
S Ci fermiamo lì, dobbiamo entrare per forza
M "Vi auguro una splendida serata signori" vi saluta il tassista con un sorriso a trentadue denti, a parte il premolare che gli manca. Gli lasci una mancia?
S Massì...quanto si lascia di mancia di solito? non molto credo
M Un paio di penny al massimo, tanto la dentro ne dovrai lasciare qualcuno in più.
S Lo sospettavo
M Quando vi avvicinate alla porta qualcuno da dentro vi apre prima che voi possiate metter mano alla maniglia, una cappa di caldo e fumo vi sbatte contro mentre un grammofono gira una musica a volume abbastanza alto che lotta con il vociare delle persone. che in realtà non sono poi tantissime.
Un bancone subito accanto all'ingresso, il barman vi chiede se gradite qualcosa e vi invita ad accomodarsi e a "godere dei piaceri della casa" vi sorride malizioso. E' un ragazzo giovane con i segni dell'acne sulle guance, sembra un tipo sveglio, capelli rossi e qualche lentiggine.
Man mano che entrate, al sicuro dalla corrente che viene da fuori, il palco ancora vuoto con attorno tavolini e divanetti
S Mi avvicino al bancone e chiedo cosa hanno di forte. Non si passa inosservati in un locale stando fermi senza bere.
"Bel locale" dico al ragazzo dietro al bancone. "Chissà chi è il proprietario, dev'essere pieno di grana per permettersi di mandare avanti un posto del genere..." dico poi con falsa ammirazione e guardandomi intorno con interesse.
M Il ragazzo ti passa un menù e ti sorride "non siete diverso dalla metà delle persone che vengono qui, signore. Pensate anche voi che il proprietario sia un gran figlio di meretrice, eh?" Ti squadra "Lei ha l'aria di chi vuole un caffè irlandese per tirarla su, il suo amico lì in fondo, quello grosso, è più un tipo da whiskey liscio mentre l'altro, quello più piccolino ha tutta la faccia di chi vuole un bloody." Inizia a versare il whiskey senza aspettare il tuo consenso, tanto lo sa che c'è sempre qualcuno che beve un liscio. "Comunque il proprietario è Mr. Thompson"
S "Bè, vedo che sai far bene il tuo lavoro ragazzo" mi complimento con lui e accetto le bevande portateci. "Quando comincerà a riempirsi il locale?" chiedo poi sorseggiando il mio caffè.
M “Domani" ti risponde allontanandosi poi per servire un cliente che si è avvicinato al bancone. Mentre parli col barman noti che Marcus ha afferrato il suo bicchiere e si è avviato ad un divanetto mentre Syrus si guarda intorno con noncuranza.
S Finisco il mio caffè, e comincio a camminare per il locale. Osservo l'ambiente che mi circonda (vedo qualcosa di particolare?).
M Il caffé te l'ha fatto bello forte hai notato (è molto alcolico), passi a rassegna i clienti. Non ti sembrano di ceto molto alto, cosa che ti aspettavi per come ti aveva parlato Syrus del locale. Alcuni giocano d'azzardo, altri piazzano qualche scellino nel reggiseno alle cameriere, il sentimento comune è una trepidante attesa per l'inizio dello spettacolo alle 21
S (che ore sono adesso di preciso?)
M Lo spettacolo inizia tra poco più di mezz'ora, ci saranno quattro spettacoli stasera: alle 21, alle 22, alle 23 e alle 24. All'una di solito chiude il locale nei giorni di settimana. Apprendi che si esibiranno solo due ragazze che si alterneranno sul palchetto
S Mi avvicino a Marcus. "Direi di aspettare che inizi lo spettacolo, e di andare poi da Mr. Thompson, che ne dici?" gli chiedo. "Con la confusione sarà più facile non farsi notare secondo me" aggiungo poi.
M Marcus annuisce "potremmo aspettare anche che finisca lo spettacolo" sorride
S Sorrido anche io, lo immaginavo che avrebbe voluto godersi lo spettacolo. Gli dico di controllare la sala, mentre io e Syrus andremo dal proprietario per interrogarlo.
M Annuisce. "Non si muoverà un deretano di cameriera senza che me ne accorga" prende un sorso di Wiskey e si accende una sigaretta. "E puoi crederci..." aggiunge Syrus pungente
S "Andiamo, dai" intimo al più giovane dei miei compagni."Sai dov'è l'ufficio se ce n'è uno?" chiedo a Syrus.
M "Perchè non lo chiedi a barman, quello ha la lingua sciolta come i cani." ride di gusto alla sua battuta e anche Marcus lo fa.
S Rido anche io, e mi dirigo verso il bancone, richiamando l'attenzione del ragazzo che prima ci aveva serviti. (Si avvicina immagino).
M Si, si avvicina. "Ne vuole già un'altro, signore? La serata è lunga ancora, vuole stabilire un nuovo record della casa?"
S Non rido alla sua battuta. "Vorrei sapere se posso parlare con Mr. Thompson" gli chiedo in tono abbastanza educato.
M "Ah cerca il capo... No, mi dispiace. Il capo oggi non c'è, strano ma vero, ha avuto una giornata da dimenticare. Quando mi ha mandato a chiamare oggi aveva una faccia che pareva un funerale e lo credo... Cielo, trovare Mercedes ammazzata in quel modo." Lo stato d'animo del barman è cambiato, ora da lui permea un misto di rabbia e tristezza e non certo per Thompson,
S Intuisco che c'è qualcos'altro da scoprire, e decido di continuare l'interrogatorio, cercando però di non sembrare troppo invadente.
"Non ne sapevo nulla" gli dico." Che cosa è successo di preciso?" chiedo poi con fare preoccupato.
M Il barman si passa una mano sulla guancia dove c'è un'ombra di barba. "Ieri notte, dopo la chiusura, ha trovato una delle nostre ragazze ammazzata in malo modo in un vicolo qua vicino" si versa lui stesso qualcosa vedendo che al bancone non c'è nessuno da servire. "Stamattina i giornali non hanno fatto menzione perché è accaduto in tarda notte ed erano già in stampa, ma vedrà che domani qualcosa viene fuori" prende un paio di sorsi. "Quindi Mr. Thompson oggi ha preferito starsene a casa, e chi sa se non farà così anche domani..."
S Cerco di non tradire il mio disappunto, voltandomi brevemente a guardare Marcus accomodatosi su una sedia in attesa dello spettacolo.
"Capisco" rispondo poi, voltandomi nuovamente verso il barman. "Non c'è problema, rimarrò a godermi lo spettacolo: dicono che sia uno dei migliori della zona" cambio discorso rapidamente, stampandomi un sorriso in faccia.
"Forse è meglio se ci accomodiamo anche noi" dico poi a Syrus, avviandomi verso il posto in cui sedeva Marcus.
M Syrus ti annuisce "vai pure, io do un'occhiata in giro e vi raggiungo tra non molto." Quindi ti avvicini a Marcus che sta tenendo un paio di posti al suo divanetto
S "Syrus dice che fa un giro e poi si siede con noi" informo il mio collega. Rimango in silenzio per un attimo, poi riprendo a parlare."Mi sembra strano ultimamente...a te no?" chiedo a Marcus, voltando la testa verso di lui.
M Marcus ti f a capire che l'aveva intuito con un cenno del capo e un verso d'assenso. "Non mi preoccuperei tanto per quello lì, ha gia i suoi problemi a tirare avanti, avrà avuto qualche grana, ma se non te ne parla non ci sarà nulla di che preoccuparsi"
S "Probabilmente hai ragione" dico io."Sai che facciamo? Aspettiamo che finiscano tutti gli spettacoli, e poi interroghiamo le ragazze...chessò, magari qualcuna di loro conosceva bene la ragazza morta, e sa se qualcuno poteva avercela con lei..." rifletto fra me e me, mentre attendo la risposta di Marcus che, sono ragionevolmente sicuro, non avrà nulla in contrario.
M Marcus inarca un sopracciglio, "Ed è solo per questo che aspettiamo tutti gli spettacoli?" sorride malizioso "spero solo di arrivarci con gli spicci" lo senti dire mentre si volta nuovamente verso il palchetto.
S Io sono sposato, e mi limiterò ad usare la testa...tu puoi usare altro se vuoi" sorrido divertito. Ovviamente era d'accordo per il colloquio con le ragazze. Decido di attendere la fine degli spettacoli, per ora non ho nulla di meglio da fare per il momento...
M Bevi dal tuo bicchiere guardandoti distrattamente intorno, quando lo finisci ti alzi al bancone per ordinare dell'altro e intanto scambi due battute in tranquillità con Marcus, non passa molto che Syrus sia da voi. Si avvicina con disinvoltura e si accomoda al vostro tavolo.
S "Tutto bene?" gli chiedo. "Visto o sentito nulla di sospetto?"
M "Tutto tranquillo..." ti risponde un po' deluso "Non pare nemmeno che sia stata ammazzata una ragazza che lavorava qui"
S "Andremo a fare quattro chiacchiere con queste ragazze dopo lo spettacolo" gli spiego. "Qualcuno la doveva pur conoscere". Lo spero vivamente. Altrimenti penso che queste indagini saranno brevi. Molto brevi. "Se qui non troviamo indizi, poi...continueremo con il prossimo locale" continuo poi risoluto.
M "Già va meglio, mi eri sembrato un po' troppo abbattuto per non aver ancora nemmeno iniziato" nota Syrus, alza gli occhi all'orologio dietro il barista e in quell'esatto istante i lumi a gas che illuminano il locale calano di intensità e parte una musica suadente da un grammofono. Un coretto di fischi e qualche grido accompagnano l'ingresso da dietro una tenda impreziosita di perline e vetrini colorati della prima ragazza della serata.
La ragazza che entra è decisamente ben messa e abbastanza avvenente. Il fisico ottimamente proporzionato si esibisce da subito con un movimento dei fianchi quasi ipnotizzante e ben cadenzato. La ragazza, dapprima schermata da un largo ventaglio di piume colorate e da un velo, mostra ben presto una pelle liscia e oliata. Olivastra, tipica delle zone mediorientali.
I suoi occhi neri e ben truccati spaziano in mezzo ai pochi clienti dando ad ognuno l'impressione di avere qualcosa in più rispetto agli altri.
S Rimango colpito da quegli occhi. Non posso farne a meno, d'altro canto: è una cosa naturale. Osservo la ballerina mentre ondeggia sinuosamente davanti allo sguardo collettivo del pubblico. Poi però mi riprendo...dopotutto sono pur sempre sposato!
Ricomincio ad osservare la ragazza, ma questa volta senza sentirmi avviluppato dal suo magnetismo, e dalla sua innegabile avvenenza.
M Si, ti riprendi senza problemi.
(Ho tirato di volontà. Era interessante se lo fallivi)
S (Sai che non ci avevo pensato che dovevi fare un tiro di volontà? Azz...se fallivo...schiavo a vita!)
M (Addirittura)
S (Non conosco gli effetti del fascino, quanto potrebbe durare?)
M (No, no, tranquillo. Beh per l'esibizione. Per rimanerne stregato servono ben altre situazioni e tu lo devi almeno desiderare inconsciamente volere ma se il pg è innamorato della moglie, può rimanere affascinato dallo spettacolo e dalla ragazza ma niente di più, soprattutto se non ti si sta buttando addosso con fare... beh hai capito)
S (Ho capito ho capito)
M A fasi alterne lo spettacolo continua per quasi una mezzoretta, la ragazza si accompagna a bastoni, una sciabola visibilmente senza filo e cianci, veli e foulard per impreziosire e variare di volta in volta lo spettacolo. Poco prima del finale la ragazza passa tra i tavoli per riscuotere qualche soldo che le viene puntualmente offerto talvolta nel seno, talvolta nei fianchi generosi (anche se purtroppo per lei la clientela scarseggia).
S La mancia media di quant'è?
M A seconda di quanto puoi spendere: dalle facce che ci sono in giro non si aspetta più di 6 penny.
S Due scellini me li posso permettere?(d'altronde, spero di poter ottenere delle informazioni...).
M (L'equivalente di 50€?)
S Ok, ho fatto male i conticini. Dieci penny allora…
M Quando passa accanto al vostro tavolo la vostra mancia immagini risulti la più alta del giro e si sofferma un po' di più da voi portando i suoi seni all'altezza dei vostri nasi. Senti un odore forte di oli profumati e aromi esotici misti al sudore della donna. Il risultato è un odore che non avevi mai sentito e che ti colpisce molto.
Finito il giro risale sul palco e termina lo spettacolo in perfetta sincronia con la musica con una spaccata. Gli applausi e fischi riprendono in vigore e lei si inchina un paio di volte prima di lasciare il palco.
S Si esibiscono altre ragazze immagino, giusto?
M Passerà una mezz'oretta prima che l'altra ragazza si esibisca
S Allora penso che andrò a parlare con questa prima ragazza, non vorrei rischiare che se ne vada prima che possa interrogarla.
M (Deve esibirsi di nuovo prima della chiusura, dubiti che se ne andrà. Pensi che si riposerà, si darà una rinfrescata e cenerà per poi essere di nuovo fresca)
S Decido allora di aspettare il prossimo spettacolo: spero che la serata passi in fretta, mi sto cominciando a stufare un po'.
M In realtà questa è una cosa che non hai mai fatto e ti è piaciuta un sacco, però credi che alla lunga la serata ti risulterà un po' pesante; del resto siete andati praticamente prestissimo
S "Ti ho portato in un bel posto per una volta, vecchio mio?" dico rivolgendomi a Marcus.
M “Ora non prenderti di questi meriti, non lo conoscevi nemmeno questo posto" ride e mette il braccio attorno al collo di Syrus "E' lui che dobbiamo ringraziare invece!" Ti accorgi che è già al terzo whiskey in circa un'ora che siete lì.
"Si, me... e la povera ragazza che si esibiva qui fino a ieri" dice Syrus che al momento non è esattamente un tipo che definiresti di compagnia
S Syrus si comportava in modo veramente strano...sembrava si sentisse in colpa per la morte della poveretta. Come se fosse stata una sua parente...una sua parente...
Un'idea mi comincia a frullare in testa, ma non dico nulla: non voglio far stare peggio il giovane. Però devo sapere...decido di rimanere nuovamente in silenzio, mentre continuo a riflettere fra me e me, lanciando ogni tanto un'occhiata di sottecchi al mio compagno. Alla fine mi decido però.
"Syrus, ti spiacerebbe seguirmi un attimo, devo dirti una cosa importante"
M Syrus finisce il suo drink con un ultimo lungo sorso e si alza. "Va bene, andiamo" ti dice. Marcus vi lascia andare senza degnarvi di uno sguardo affogandosi di whiskey e sigarette.
S Esco fuori dal locale, non voglio che qualcuno ci senta. Mi fermo, e poi mi volto verso il mio collega.
"Cosa c'è che non va Syrus?" gli chiedo appoggiandogli una mano sulla spalla, in quello che voglio far essere un gesto di affetto ed incoraggiamento.
M Syrus ti guarda e sospira. "Non lo so cosa c'è che non va, non mi piace questa situazione, non mi piace indagare su 'ste cose, per quel che ne sappiamo può essere un pazzo criminale, o addirittura una storia più grande di noi." lo vedi irrequieto "L'hai sentito Vito, non ci ha saputo manco dire che cos'è successo all'altra squadra di White Chapel quando fu di Jack lo Squartatore."
S Lo guardo a mia volta. Ancora non era arrivato al dunque...qualcosa lo preoccupava oltremodo, e non credo che ciò che mi aveva appena detto fossero gli unici dubbi che lo assillavano. "Continua" gli intimo, con voce rassicurante. "Cos'è che ti preoccupa veramente?"
M Lo vedi molto combattuto ma alla fine ti risponde "C'è che i criminali della zona non hanno idea di chi sia e la polizia non avrà minimamente idea di chi possa essere. Siamo già al quarto omicidio e questa persona, se veramente è una persona appare e scompare. Septimus, niente di quello che fronteggiamo strappa i cuori alle persone. Prendimi pure in giro, ma questa storia mi spaventa..."
S Per un attimo non rispondo. "No, Syrus, non ti prenderò in giro" gli dico, stringendo leggermente la presa sulla sua spalla. "Da tempo ormai mi chiedevo anche io una cosa simile...nel profondo io lo sapevo che non stiamo dando la caccia ad un essere umano...nessun uomo, come hai detto tu, strappa il cuore alle persone. Hai fatto bene a dirmi cosa ti preoccupa. Vai a casa, riposati. Non sei tenuto a rimanere qui, se non te la senti.

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MessaggioInviato: Mer Ott 26, 2011 12:15 am Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 4 Maggio 1895, ore 10 p.m. - Exotic Tavern

Master Syrus ti annuisce e capisci che ti sta ringraziando anche se non lo dice apertamente. "Ci vediamo domani allora..." parla con voce un po' smorzata.
Septimus "Abbi cura di te" gli dico, dandogli un'altra pacca sulla spalla. Non l'avevo mai visto in uno stato del genere. di solito era sempre calmo, posato...adesso invece...aveva paura: inconfondibilmente. E devo ammettere che anche io comincio a farmi qualche pensiero.
M Syrus si alza il cappuccio per coprirsi dall'acqua che cade a dirotto e si allontana in direzione di casa sua. Presto scompare tra la pioggia e la semioscurità dei vicoli.
S Mi volto e torno dentro alla taverna, al mio posto accanto a Marcus, che mi sembra si stia godendo lo spettacolo. Noto o succede qualcosa che desta la mia attenzione in modo particolare?
M Noti facce nuove, mentre eri sul retro insieme a Syrus, devono essere entrati dalla porta principale qualche nuovo cliente. Appena ti siedi accanto a Marcus ti avverte di quanto hai già notato. Ci sono un paio di persone in più. (dici/fai qualcosa o posso descrivere?)
S Mi limito ad osservarmi intorno con discrezione
M Allora, sono entrati due tipi. Estrazione sociale medio bassa, uno più bassa dell'altro, Capelli cortissimi il primo, aria ben poco sveglia. Sembra uno che non vede il sole da almeno un mese, occhiaie, per il resto tratti comuni inglesi, capelli castano rossicci, barbetta di almeno tre giorni. L'altro è un tipo ben più interessante già a prima vista... Nel basso ceto capita difficilmente qualcuno con uno sguardo del genere, appare piuttosto fiero, naso adunco, occhialetti tondi, capelli con la riga di lato e labbra sottili. Abbastanza alto e sottile. Sono vestiti entrambi in maniera comune, camicia, bretelle e brache, un cappottino cerato abbastanza vecchio.
S Mi insospettisco assai. Il secondo tizio per me cerca di passare inosservato travestendosi. Lo osservo meglio, noto qualcos'altro?
M Ti giri a guardare Marcus che si stringe tra le spalle, poi ti rivolti di nuovo a guardare il nuovo arrivato e, per come si muove e come si comporta, sei pressoché sicuro che quello quei vestiti li ha comprati di seconda mano apposta per fingersi qualcun altro
S "Tienilo d'occhio, Marcus, non voglio che si gratti il didietro senza che tu te ne accorga. Cominciamo a lavorare!" incito così il mio socio. Quel tizio di sicuro non è qui per caso, e voglio evitare che mi intralci in qualche maniera.
M Marcus ti annuisce "va bene, capo" ti fa quello. "Non smuoverà il deretano dalla sedia senza che non lo sappia"
S Annuisco in segno di approvazione. Marcus sa fare bene il suo lavoro, quindi sto tranquillo. Decido di rimanere seduto per un po' e poi andare a vedere cosa ha scoperto il mio socio.
M Il tuo socio si alza con noncuranza e si avvia verso il bancone per avere una migliore visuale sulla sala. Ti fa un cenno impercettibile mentre si alza. E tu rimani da solo al tavolo col tuo drink, pieno di pensieri. Sicuramente più motivato rispetto all'inizio della serata.
S Cosa succede intorno a me? Lo stacchetto è terminato? Ma soprattutto, che ore sono?
M Si, lo spettacolo è terminato da circa un quarto d'ora, tra poco saranno le 22, e comincerà l'altro, non sai che genere sarà. Attorno a te, per quanto concerne gli altri avventori, senti che il volume del chiacchierio si è sensibilmente alzato, ma nulla coglie la tua attenzione, nulla di particolare. Eviti di guardare il tale con gli occhiali, sicuro che Marcus sarà i tuoi occhi.
S Aspetto circa cinque minuti, poi mi alzo con calma e vado da Marcus al bancone. "Allora, notato nulla?" gli chiedo attento.
M "Niente da fare, 7th. Ha preso da bere, si è seduto e non si è praticamente mosso, forse aspetta lo spettacolo..."
S "Probabile" dico io. Ma allora cosa sta facendo qui, travestito? Lo guardo cercando di non dare nell'occhio. Poi decido di darci un taglio.
"Senti direi che è meglio se andiamo nei camerini. Voglio interrogare queste ragazze, altrimenti finisce che non caveremo un ragno dal buco!
Dico a Marcus.
Penso che ci vorrebbe Syrus a tenere d'occhio questo tizio. E penso anche che sia una serata strana.
M In realtà però, ti passa per la testa che frequentare questo locale non fa bene alla propria vita sociale, soprattutto se non nel fine settimana. Credi che il trucco possa dipendere da questo, dal fatto che quella persona abbia una nomea da tenere pulita che non gli permette di venire a vedere certi spettacoli.
Per quanto riguarda i camerini, ti avevo già detto che devi aspettare almeno la fine dei primi due spettacoli, le ragazze staranno preparandosi o cambiandosi, non ti è permesso avvicinarti al momento.
S Giusto allora ordino di nuovo da bere, e me ne sto tranquillo in attesa del prossimo spettacolo. Spero che i soldi che ho speso valgano la pena...
M Il prossimo spettacolo, inizia prima di quanto non ti aspetti, senti rumore alle tue spalle e quando ti volti vedi un tavolino a terra, un uomo in piedi visibilmente arrabbiato e l'altro cappottato dietro il tavolo, a terra, che si rialza con l'aria di chi sta per iniziare una rissa.
S Un baro, e l’avversario che l'ha scoperto. Ci giurerei. Non sono affari che mi riguardano per ora, ma se non si danno una calmata subito ci penserò io a fermarli prima che facciano danni. Mi volto verso Marcus. "Facciamo attenzione" gli dico osservando i due litiganti.
M Marcus annuisce ma, dai suoi occhi, capisci che non ha capito cosa intendevi dirgli. Si alza le maniche e, senza dirti una parola, va per dividerli sicuro che gli sei dietro a fargli da spalla.
S Non mi resta che intervenire insieme a lui. Mi avvicino al contendente più vicino, e lo giro prendendolo per un braccio. "Tranquillo amico, non mi sembra il caso di fare casino qui dentro" gli dico duramente e fissandolo negli occhi.
M Si, lo afferri, lo guardi, gli parli ma non ti ascolta e ti scansi appena in tempo per non farti rifilare un gancio nello zigomo. Intanto vedi Marcus che acchiappa quello a terra per il colletto e se lo tira verso l'uscita.
S Rispondo subito con un pugno alla mascella per mettere fuori combattimento il tizio (lo colpisco?).
M Provi con un sinistro al volto e, nonostante l'odore di alcol che emana, è abbastanza lucido per scansarsi, ma non così tanto da scansare anche il diretto. Senti il suo profilo sul suo pugno, il tale arretra di un passo, ma non cade. Noti che gli hai spaccato leggermente il labbro.
S Lo porto di fuori, e lo lancio in mezzo alla strada. "E non azzardare a tornare finché non ti è tornato il cervello dentro a quella testaccia ubriaca! Mi giro e torno nel locale.
(ovviamente vale se sono riuscito a buttarlo fuori).
M Lo tieni, non si libera dalla tua presa, ma non riesci a portarlo fuori. D'un tratto vedi Marcus e un altro tale che rientrano e ti danno una mano. Senza difficoltà sbattete i due rissaioli fuori dal locale. Voltandoti noti il barman che tira un sospiro di sollievo.
S Mi ricompongo, ed insieme a Marcus rientro e mi sistemo di nuovo al bancone. Il tizio in borghese è ancora lì?
M L'occhialuto? Si, è ancora lì. Intanto che stai sbollendo l'adrenalina ti accorgi che il tale che ti ha aiutato con Marcus, non era dentro il locale prima della rissa.
S Mi rivolgo verso di lui allora. "Grazie dell'aiuto" gli dico cortesemente tendendogli la mano.
M Ti stringe la mano con decisione. "Moses Taylor, piacere di conoscerla" Ha una bella stretta di mano, un uomo che sa il fatto suo a prima vista. Un po' più giovane di te, capelli all'indietro, corvini con un po' di brillantina. Impermeabile chiaro, poco bagnato, sotto è abbigliato con abiti di discreta fattura, si vede che gli girano un filo di soldi in più rispetto agli altri avventori.
S "Kaplan Septimus, piacere mio" gli rispondo sorridendo cortesemente."Si sta godendo lo spettacolo?" Ovvio che si, mi dico, ma una domanda circostanziale non è mai la peggior battuta d'inizio.
M "In realtà sono appena arrivato _ ti conferma _ però sono contento di essere in tempo per l'inizio del prossimo, non vengo spesso, ma una volta che ci siamo..." ti sorride
S "Devo ammettere che i soldi non sono proprio spesi male, da queste parti. È la prima volta che ci vengo, e devo dire che ho visto di peggio. Però con questa storia della ragazza morta non so se farà affari ancora a lungo..." aspetto una sua risposta.


Londra, 4 Maggio 1895, Sera – Dimora Hughes

Elisabeth Allora, è inevitabile che il primo pensiero che mi faccio è che abbiano scoperto qualcosa sulla morte di mio suocero, quindi cerco di tenere un certo contegno, e gli chiedo come posso aiutarlo me lo squadro cercando di capire cosa ha in mente (anche se in metaplay so che non è qui per questo).
Master (quanto tempo fa è stato?)
E Un anno all'incirca.
M Va bene, il tuo contegno appare naturalissimo e il detective stringe fra le mani la fedora e chiede "Dovremo farle alcune domande signora Hughes" e rimane in attesa di un cortese invito
E "prego, accomodatevi... gradite del the?" Li invito ad entrare, ma accetta il the?
M Il detective fa un cenno al collega, "No, la ringrazio" e attende che l'altro faccia il suo ingresso, intanto fuori iniziano ad avvertirsi tuoni in lontananza che preannunciano una serata per nulla mite.
E Io non devo lavorare questa sera, giusto? In ogni caso gli faccio strada nel salotto e li faccio accomodare.
M No, non devi lavorare.
E Allora il mio unico problema è che potrebbero trattenersi più del necessario.
M Uno sguardo indagatore del detective al collega ottiene un cenno come risposta, l'ombrello appeso all'avambraccio dà ad egli la risposta che voleva. Il detective si mette comodo "Bene signora Hughes..." abbassando il tono della voce... "conosceva la signorina Mercedes Winkler?"
E (Intanto sono sollevata che non chiedono del mio amato suocero) "Mercedes? Certo che la conosco: una cara ragazza... è forse nei guai?" Mi accomodo anche io, di fronte all'ispettore e in modo da poter tenere d'occhio anche l'altro (non serve, ma Lizzy non lo sa).
M Capisci dal volto del detective che qualcosa di grave sia avvenuto. Poi subito rammenti il dettaglio, il verbo al passato usato nella domanda di poc'anzi.
E " Oh... non mi starà dicendo che le è successo qualcosa...?" li guardo entrambi.
M Con tono calmo e rispettoso "Mi duole informarla che la signorina Mercedes è stata trovata stamani priva di vita. Mi spiace."
E "Oh... ma è terribile!" Con aria sconvolta mi faccio il segno della croce (lo sono davvero, non è scena), poi gli chiedo "Ma com'è successo?"
M "Il proprietario del locale in cui lavora, il signor Thompson, l'ha rinvenuta nei pressi del locale. La signorina Mercedes è stata vittima di un assassinio."
E "Ma è una cosa orribile! Chi può aver mai fatto una cosa del genere...? Avete una pista?"
M "Siamo qui per questo. Mi dica, ci conferma che ieri sera ha prestato servizio all'Exotic Tavern insieme alla signorina Mercedes?"
E Ha tono di frecciatina o puramente professionale?
M Il detective ti sembra molto attento e didascalico, potrebbe essere abbastanza pernicioso con le domande, ma il tono è assolutamente professionale.
E Perfetto, non era una frecciatina che alludeva al fatto che anche io lavoro li. "Certo che ve lo confermo..." Gli rispondo incredula. Il pensiero di poter essere un sospetto non mi passa la momento per la testa, sono scossa dalla notizia. "quando è successo?"
M "Comprendo che la tragica notizia l'abbia sconvolta, ma mi permetto di chiederle cortesemente di rispondere alle mie domande, signora Hughes. A che ora ha lasciato il locale, e quand'è stata l'ultima volta che l'ha vista?"
E "Che domande, ieri! Era circa l'una di notte, ed avevo appena finito il mio turno... Ci siamo salutate in camerino e poi lei è uscita... io sono uscita dopo una mezzora e non l'ho vista..." inizio a realizzare qualcosa "Dove è stata trovata?"
M (lasci intravedere che il tuo cervellino sta ricollegando qualcosa?)
E Cerco di non lasciarlo intravedere. Se quella nel vicolo era lei è meglio che non sappiano che io l'ho vista.
M in realtà non sei certa di averla vista, certo... è assai probabile.
E Ma non sono certa di averla vista potrebbe essere addirittura l'assassino ma qualunque cosa sia, io l'ho vista e sono passata avanti. Se era una cosa correlata e io l'ho ignorata potrebbero non credermi, qualunque cosa sia io fingo di non averci fatto caso.
M Noti che esita alla tua domanda, lasciando che qualche secondo di silenzio la faccia cadere, facendoti capire che non risponderà a domande. Poi torna a chiedere "Le è parso che la signorina Mercedes avesse qualcosa di strano, le ha confidato qualche timore o qualcosa di particolare?"
E Dal momento che ha fatto cadere la domanda, decido che per ora non insisto. Per ora. "No... era normale come al solito... " e lascio cadere anche io. Aspetto che sia lui a farmi capire qualcosa.
M "Ha notato nient'altro di insolito? Un cliente con qualche attenzione particolare?"
E "Uno solo? Almeno metà dei clienti della Tavern potrebbero essere dei pervertiti! Gli altri sanno che le attenzioni che ricevono sono puramente... Beh, diciamo... Professionali. Pensate sia stato un cliente ossessionato?"
M "Forse, qualcuno di loro si è mai incontrato con la signorina Mercedes fuori dalle ore di servizio? Quanta confidenza avevate voi due?"
E "Se si incontrava con qualcuno non lo sapevo." I suoi giri di parole iniziano ad infastidirmi, ma non lo do a vedere. "Anche se non posso escluderlo: Mercedes era una bella ragazza, e molti erano disposti a chiudere un occhio, o anche due, sul suo lavoro e sul fatto che fosse straniera... In ogni caso non mi risulta che si vedesse stabilmente con qualcuno."
M "Cosa diceva del locale, era contenta del proprio lavoro? Mai avuti problemi con il proprietario, o qualche eccesso nei confronti di qualcuno?"
(col proprietario andavano d'accordo, di eccessi... al massimo avrà provocato qualche rissa tra "contendenti").
E "No, ispettore, nessun problema con il proprietario. Peter è un brav'uomo, e non ci sono mai stati problemi con lui, ne Mercedes, ne io, ne nessun'altra ragazza. Eccessi... voi siete un uomo di mondo, potete immaginare che il nostro lavoro richiede un certo tipo di interazione col cliente; ma, come vi dicevo poc'anzi, la maggior parte dei clienti sa che finisce tutto a chiusura del numero. Al massimo qualche cliente ubriaco può averla presa un po' troppo sul serio, ma quelli ci pensa Peter ad allontanarli, e passata la sbronza tornano a casa dalle loro mogli e si dimenticano di noi."
M "Bene. Cos'ha fatto dopo che è uscita dal locale, signora Hughes?"
E "Ho preso una carrozza e sono tornata a casa."
M "Solito tragitto, qualche sosta? Qualcuno che possa confermarlo?"
E "Solito tragitto, senza soste: sapete meglio di me che è meglio evitare, a quell'ora tarda. Il tassista potrà confermarvelo.
M S'avvertono già alcuni scroscioni di pioggia, al primo tuono il collega del detective si volta disturbato dal dover presto lasciare il tetto della casa. Attira un attimo l'attenzione del detective, poi quest'ultimo si rivolta verso di te "Si ricorda il nome del tassista?" prende un taccuino e inizia ad annotare delle cose.
(conosci il tassista solo di vista.
E "No, purtroppo. Lo conosco solo di vista, ma lo incontro spesso. è un uomo con dei grossi basettoni grigi, lo incontro spesso quando finisco il turno." (l'idea di poter essere sospettata non mi attraversa la testa, perché conosco la mentalità della società).
M "Bene signora Hughes direi che per il momento possa bastare. La signorina Mercedes purtroppo è rimasta vittima di un brutale atto, poco dopo l'uscita dal locale. Non ci sono testimoni, ma ancora è presto, qualcuno potrebbe farsi avanti. La prego di rimanere disponibile, ma soprattutto di evitare di attardarsi in giro, nei prossimi giorni. Per questa notte il mio collega rimarrà nei paraggi, ci assicureremo che non resti da sola. Per qualunque cosa resteremo a disposizione. Se le venisse altro in mente che pensa possa esserci utile, non esiti a segnalarlo..." si alza in piedi dando un paio di colpi alla fedora.
E (Si, come no!* io lavoro di notte! Glielo faccio gentilmente notare.
M (scrivi scrivi, dato che è tutto discorso diretto, non mi sembra il caso di tagliare con una descrizione).
E "Apprezzo il suo suggerimento, ispettore: è molto saggio, ma purtroppo una vedova come me dovrà pur guadagnarsi da mangiare... purtroppo il mio lavoro mi obbliga a orari notturni, e capirete che non posso certo mollare tutto. Il mio lavoro mi serve, e se evitando di girare di notte potrei avere salva la vita, d'altra parte mi costringerebbe a dover cercare un altro impiego. E voi sapete che non tutti sono disposti ad assumere una vedova.
M "Non ritengo certo necessario che dobbiate esimervi dal continuare il vostro lavoro. Le chiedo solo di stare più accorta e di non trattenersi con sconosciuti o fuori dal locale. Non possiamo escludere nessuno purtroppo. Potete..." osserva la porta e ti riosserva "... accompagnarmi?" Il tono è più cordiale e comprensivo dopo il tuo ultimo discorso.
E “Non vi preoccupate, non ho mai avuto l'abitudine di trattenermi da sola in un postaccio del genere, ma adesso che me lo dite cercherò a maggior ragione di evitarlo. Vi ringrazio per il prezioso suggerimento.” Quel "non possiamo escludere nessuno" non mi fa pensare nulla di buono.
M Il detective giunto alla porta indossa la fedora, e attende che il collega esca e apra l'ombrello. "Le auguro di trovare riposo, a presto signora Hughes" poi senza attendere risposta si avvia sotto la pioggia.
E Gli chiudo la porta alle spalle, e mi accerto di chiudere per bene il chiavistello dietro. Penso alla povera Mercedes: in fondo mi dispiace per lei, ma mi rendo anche conto che ho un altro paio di problemi: intanto potrei essere un sospetto, dato che sono stata l'ultima a vederla e poi, soprattutto, c'è un pazzo assassino che si aggira dalle parti della Tavern, e già quel posto non è dei migliori: dovrò fare più attenzione (non penso neanche di striscio all'uomo con gli stivaloni) e penso che non faccio altro.
M La pioggia continua a battere con più o meno intensità sui vetri di casa tua, intanto fuori la luce del sole è ormai del tutto scomparsa e la sera è rischiarata da poche lampade nelle strade che si sgombrano pian piano. Ti sforzi di cenare, nonostante la notizia di Mercedes ti abbia tolto quasi del tutto l'appetito e accendi la radio perché ti faccia un po' di compagnia. La musica è piacevole e tiene a bada i tuoi pensieri, alle 20 però tutte le trasmissioni terminano, spegni la radio e per un attimo il silenzio che ti avvolge viene sconvolto da un tuono. Un brivido non di freddo ti passa per la schiena e così decidi che proverai a dormire dopo che una tisana calda ti da un po' di conforto.
Così si conclude questa giornata per Elisabeth…

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MessaggioInviato: Gio Dic 01, 2011 1:20 am Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 4 Maggio 1895, tarda serata - Exotic Tavern

Master "Che storia della ragazza morta?" Ti chiede sgranando leggermente gli occhi.
Septimus “Bè, ho sentito che è morta una ragazza da queste parti" gli rispondo."Alcune voci dicono che lavorasse qui..." lascio le mie allusioni in sospeso, speroche mi dica qualcosa che non so.
M "Ma questo è terribile!" l'uomo sembra sinceramente sconvolto da quanto gli hai detto "e... come fa a saperlo?"
S Mi aspettavo la domanda. Anche se speravo che non la facesse, seppure inevitabile.
"Ho parlato con un agente di Scotland Yard che mi ha bloccato il passaggio stamattina. Gli ho chiesto cosa fosse successo, e mi ha risposto che non mi dovevo preoccupare. Alle sue spalle, per terra nel vicolo, era disteso il cadavere di una ragazza..." cerco di dare alla mia voce un senso di sconcerto.
"Più tardi ho incrociato per caso un uomo che mi ha detto quello che era successo lì. Ecco perché lo so." concludo la mia spiegazione prendendo un sorso di birra e osservando le reazioni sul volto del mio interlocutore. Noto qualcosa?
M L'uomo aggrotta la fronte e sgrana gli occhi. Con voce scossa afferma "la sua giornata dev'essere stata un vero inferno" ti sembra sinceramente sconvolto.
S (Si riferisce alla mia giornata vero?).
M Si.
S "Altrochè!" esclamo io annuendo, per enfatizzare le mie parole."Ma la giornata peggiore sicuramente l'ha avuto quella povera disgraziata" commento poi, con fare riflessivo. (L'uomo aggiunge qualcosa, oppure posso proseguire?).
M Ti lascia parlare.
S Vedendo che l'uomo non intende proseguire l'argomento, proseguo."Ma non pensiamo a queste cose spiacevoli ora, cerchiamo piuttosto di rilassarci e di goderci lo spettacolo!" gli dico, per alleggerire l'atmosfera. Poi mi volto verso il palco, verso le sinuose danzatrici.
M “Si, meglio pensare a cose meno... spiacevoli" concorda e ti rimane vicino mentre osservate il palco. "ma, mi dica, mi dica, che cosa fa nella vita?" ti domanda dopo un po'.
S "Ho una farmacia, che mando avanti con mia moglie" gli rispondo."Lei invece cosa fa?" gli chiedo a mia volta.
M "Lavoro in un ufficio..." ti risponde tranquillamente senza distogliere lo sguardo dallo spettacolo poi ridacchiando aggiunge "Spero di non dover venire mai a trovarla a lavoro Mr Kaplan"
S "Ovviamente lo spero anche io!" gli rispondo ridendo. (Quando finiscono gli spettacoli?)
M (Presto, presto).
Lascia passare ancora qualche minuto. "Mi scusi, non riesco a non pensare a quanto mi ha detto prima, com'è morta la signorina, ha visto qualcosa? Le hanno detto qualcosa gli agenti?" Sospira.
S Questo tizio non mi convince. Questa domanda buttata lì così casualmente sembra in realtà una bella tastata al terreno.
"In realtà non so nulla" gli rispondo tranquillamente. "Non ho potutto avvicinarmi abbastanza per vedere o sentire qualcosa.
M Accoglie le tue parole senza mutare la sua espressione. "Immagino che domani ne parleranno i giornali."
S "Molto probabilmente. Ma solo se Scotland Yard darà loro la notizia. Anche se posso immaginare che, essendo io, un semplice popolano, a conoscenza di queste cose anche i giornali ne sapranno qualcosa" asserisco.
M “Annuisce "Si, immagino di si" Si volta verso di te e assottiglia gli occhi "un semplice popolano?!" Si lascia scappare uno sbuffo di risa "Mi prende in giro?"
S Vorrei prendere a testate il bancone per la mia idiozia. Ho commesso una gaffe non da poco infatti, e ora dovrò cercare di riparare alla meno peggio.
"Per semplice popolano intendevo una persona che è al di fuori delle istituzioni statali. In effetti sono stato poco preciso, vogliate perdonarmi" gli dico. Rimedio alla gaffe? xD
M (E chi lo sa xd) Mugugna leggermente poi scuote il capo e ridacchiando, tornando a guardare il palco, borbotta qualcosa del genere "... Riformisti..."
S Annuisco, ma mi sento preso in giro. In effetti, dopo un errore come quello di prima, mi sembra anche ovvio che sarei stato preso in giro da quel tizio.
"Non c'è problema" gli dico distrattamente "non c'è problema".
Mi metto ad osservare di nuovo il palco. Poi il pubblico. Poi di nuovo il mio interlocutore, di sottecchi.
M Discutete in tranquillità ad un tavolo con i vostri drink davanti. Durante i vari spettacoli noti che da delle mance abbastanza sostanziose alle ragazze e qualche volta si guarda intorno.
(Se vuoi agire in qualche modo nello specifico, altrimenti possiamo andare alla fine dei balletti, agisci come meglio credi).
S “Però!" commento."Lascia delle belle mance a queste ragazze!" Sono falsamente impressionato. Un impiegato che si poteva permettere delle mance così cospicue? Strano. E poi non mi piace come si guarda intorno di tanto in tanto. "La vedo preoccupato, c'è qualcosa che la turba?" gli domando con fare apprensivo.
M "E' giusto che si paghi per le belle cose..." ti risponde riferito alle mance, poi ti guarda "Non ho potuto fare a meno di guardarmi in giro, e se quello che è successo a quella povera ragazza dovesse accadere ancora?" ti pare sinceramente preoccupato, è come se quanto gli hai detto a inizio serata l'abbia scosso più nel profondo di quanto non voglia dare a vedere.
S "Speriamo di no" gli rispondo. "Sarebbe una vera tragedia" dico poi. "Ma spero di non averla scossa troppo con le mie macchinazioni signore"
M “Oh no, non si preoccupi" si porta un fazzoletto alla bocca "è solo che mal sopporto questo genere di notizie... sono a dir poco agghiaccianti" gli trema leggermente la mano mentre gesticola "chi potrebbe mai togliere la vita ad una così graziosa creatura"
S Lascio correre un attimo di silenzio. "Un mostro..." dico più fra me e me, che rivolto al mio interlocutore. Torno a fissare il palco, nella speranza di togliermi dalla testa i pensieri riguardanti Syrus spaventato da non so cosa.
M E in effetti quello che c'è sul palco un po' di svago e lo da... poi le parole dell'uomo ti riportano col pensiero a fatti più pressanti "Come minimo un mostro... Chi non è in grado di cogliere la bellezza ma la disprezza con simili atrocità lo si può definire solamente un mostro..." scuote il capo "E' orribilmente peggio di quel romanzo che ha scritto Stevenson, lo scrittore si è purtroppo estinto giusto l'altr anno"
S Non posso fare altro che annuire alla sua affermazione, dato che non riesco a dire niente per il momento. Sto pensando a chi potrebbe mai aver ucciso quella ragazza, e per quale motivo.
M Pensi che probabilmente si riferisce allo strano caso del dott Jekill e Mr Hide, ti sovviene che Stevenson è deceduto giusto l'anno scorso. Le parole di quest'uomo, per quanto casuali, ti lasciano pensare che la pista di un pazzo maniaco è una possibile spiegazione al fatto che né polizia, né criminali siano riusciti a venire a capo della situazione. Oltre alla pista dell'occulto, è chiaro.
S Sarà dura trovare il colpevole. Un pazzo maniaco è difficile da individuare, perchè sa recitare la parte della persona normale. Ma anche nel caso si tratti di qualche essere soprannaturale, si tratta di una sfida ardua. dovrei vedere il corpo della vittima per capire almeno con cosa è stata uccisa.
M Ti sovviene che domani potrai parlare con il Detective King e poi Marcus sta tenendo d'occhio quel tale sospetto, insomma, non ti mancano di certo le piste, sei ancora all'inizio
S "Se volete scusarmi ora, andrei a sedermi accanto al mio amico laggiù" faccio per allontanarmi."Volete unirvi a noi per caso?" chiedo poi.
M "Certamente, lei è con il suo amico, me n'ero totalmente dimenticato! No, no, prego andate pure, io preferisco godermi lo spettacolo un po' da solo" ti dice con tono neutro. "Le auguro una buona continuazione"
S "Altrettanto" rispondo io con un sorriso affabile. Poi mi allontano e vado a sedermi accanto a Marcus." che dice il nostro amico?" gli chiedo.
M Solo ora ti accorgi che Marcus ha la testa poggiata sul braccio e ha davanti almeno un paio di bicchieri vuoti in più rispetto a quelli che ti ricordavi. "Andato..." ti risponde senza nemmeno guardarti in faccia.

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MessaggioInviato: Ven Gen 13, 2012 2:04 am Rispondi citandoTorna in cima

Continua… Londra, 4 Maggio 1895, tarda serata - Exotic Tavern

Septimus Alzo gli occhi al cielo. Indagare dentro ad un locale per spogliarelliste è sempre difficile con Marcus. Ma in effetti chi poteva biasimarlo? Ad ogni modo, per fortuna ho una discreta memoria fotografica e riesco a ricordarmi abbastanza bene il volto e l'aspetto dell'uomo.
Master Il tizio te lo ricordi, ma pensi che se incontri qualcuno che gli somiglia potresti sbagliarti. "Inutile che fai così, dopo che abbiamo sbattuto fuori quei due beoni era già scomparso..." scuote il capo senza guardarti.
S "E allora alzati vecchio mio, dobbiamo fare il nostro lavoro" gli dico."Andiamo a parlare con le ragazze" gli sussurro poi in un orecchio, certo che questo lo squoterà dal torpore in cui è caduto.
M Marcus ti mette a fuoco finalmente con aria meditabonda. “Credo che ti aiuterò volentieri, 7th” Ti sorride col naso un po’ rosso per l’alcool, si tira il bicchiere in un sorso e fa per mettersi in piedi. Barcolla leggermente quando si mette su, ma riesce a riprendersi. “Ah, finalmente ha finito di girare questo dannato posto. Andiamo!” ti dice.
S Mi dirigo verso il retro del locale, dove penso di trovare i camerini. Mi volto per vedere se Marcus mi sta dietro.
M Marcus ti sta dietro senza grossi problemi, l’hai visto bere molto, ma sai per certo che il suo sangue è diluito con l’alcol da anni ormai. Arrivi facilmente ai camerini, che stanno vicino alla toilette.
S Noto qualcosa entrando?
M Entri?
S Bè, penso di bussare prima.
M Si, conviene, e conviene anche che specifichi sempre quando ti approcci ad una porta o cose così, da quello che fai dipendono le reazioni degli individui che ti attorniano Wink (Nota del Narratore).
S Mi ero distratto un attimo.
M Quando bussi senti da dentro un po’ di movimento, poi una voce femminile “Chi è?”
S "Agenzia investigativa privata, avrei bisogno di farle qualche domanda" dico risoluto attraverso la porta. Spero che mi credano, comunque non vedo perchè non mi dovrebbero aprire la porta.Mi volto verso Marcus, osservando la sua espressione.
M Pensi che l’espressione di Marcus e la sua postura da militare si abbinino abbastanza bene alla scusa, il fatto che sia leggermente brillo non dovrebbe essere un problema. La maniglia ruota e la porta si schiude leggermente. Vedi il volto della prima ragazza che si è esibita, quella dai tratti mediorientali, ti squadra leggermente poi si volta verso dentro e infine ti apre. “Accomodatevi”.
S “Spero di non essere arrivato in un momento poco opportuno. Ahem, mi presento, sono l'investigatore Kovacs e lui è il mio collega Rockwood. Le assicuro che toglieremo il disturbo quanto prima" le dico rispettosamente. Dopodichè comincio a guardarmi intorno, cercando di notare i dettagli. Noto qualcosa di particolare?
M La ragazza corruga leggermente la fronte ma si presenta. “Io sono Nimhea, lei invece è Charlotte” Termina indicando l’altra ragazza. All’interno del camerino ci sono tanti specchi, sedie, trousse e gli abiti di scena delle altre ragazze. Regna il giusto disordine, in fondo alla camera si vede la tenda da cui passano per entrare sul palchetto.
S Mi schiarisco di nuovo la voce, prima di iniziare con le domande. "Molto lieto, signorine" chino leggermente il capo in direzione di Charlotte."Come ho già detto poco fa, sono qui per farvi alcune domande, riguardo ad una vostra collega di lavoro..." indugio un attimo, per vedere se le ragazze sanno già di chi sto parlando. C'è qualche reazione da parte loro?
M Noti che le ragazze chinano gli sguardi quando palesi le tue intenzioni, ti sembra uno sguardo tra il triste e lo spaventato, poi Charlotte, la ragazza che si esibita in quella danza da Cabaret francese ti parla con accento marcato. "Immaginavamo..." Risponde anche per l'altra che si limita ad annuire.
S “Immaginavate cosa?" domando io in tono incoraggiante.Rivolto a Charlotte adesso.
M "Che eravate qui per questo, che altro?" ti risponde senza ombra di dubbio. S "Quindi non c'è bisogno che io vi spieghi ciò che è accaduto alla signorina... Mercedes, se non sbaglio" le rispondo calmo.
M Le due ragazze si guardano, poi Charlotte ti risponde. “No, c’era la polizia quando siamo arrivate al locale, ci hanno già detto quanto bastava per... “Un brivido la scuote “per interrogarci” conclude. Nimhea si intromette. “Ma lei per chi lavora, se posso farmi gli affari suoi?” Ti domanda. Intanto noti che Marcus sta dando un’occhiata al camerino.
S "Per qualcuno che è interessato al caso, signorina Nimhea" le rispondo in tono professionale. "Comunque lavoro su commissione, e qualche ora fa mi hanno anticipato una somma non indifferente per raccogliere informazioni sugli accadimenti qui verificatisi". Mento ovviamente, ma tanto come potrebbe scoprirlo? Se andasse in giro a screditarmi probabilmente nessuno le crederebbe. "Comunque, signorine, conoscevate bene Mercedes?" chiedo poi, per sviare il discorso.
M La ragazza annuisce. “Non volevo infastidirla, mi scusi”. Fa un passetto indietro chinando il capo. L’amica risponde invece alla tua domanda. “La conoscevamo come tutte le altre che lavorano con noi, sapevamo poco della sua vita privata. I turni ruotano e non sempre si finisce insieme. Per il resto parlavamo di altro di solito.” Ti risponde con una certa tranquillità sempre con il suo accento francese. Ora che puoi guardarle da più vicino noti che sono entrambe delle ragazze molto più carine senza quel trucco pesante che usano durante gli spettacoli.
S Il mio solito tatto da elefante. "Non c'è stata nessuna offesa nella sua curiosità, signorina" rassicuro Nimhea, sorridendo lievemente. "Ma torniamo a noi...immagino che vi paghino molto bene per quegli spettacoli che fate, dico bene?" domando poi.
M Nimhea si riprende ma lascia che sia comunque Charlotte a risponderti. “Bene è una parola grossa direi, viviamo dignitosamente con il nostro lavoro, ma la maggior parte delle entrate dipende dalla generosità dei clienti, senza il nostro salario ci basterebbe a stento per arrivare a fine mese.”
S "Quindi posso immaginare che ogni tanto, per arrotondare un po', facciate qualche, come dire, extra. Giusto?" le domando guardandola negli occhi, che in effetti senza il trucco trovo molto più interessanti.
M Charlotte sostiene il tuo sguardo. “Dipende cosa intendete per extra…” ti dice assottigliando lo sguardo.
S "Non per offendervi, signorina, ma avete capito benissimo cosa intendo con extra… anche se con ciò non avevo intenzione di definire nè voi, nè tantomeno la vostra professione, mademoiselle" cerco di mantenere il mio volto come una maschera di pietra mentre affronto lo sguardo che mi fa pensare come non abbia gradito l'insinuazione.
M Charlotte sgrana gli occhi stupita. "Ma come si permette?!" Alza leggermente la voce. Anche Nimhea non accoglie bene le tue parole "Se cerca delle prostitute ha preso un abbaglio, messere..." Sai per certo che una delle due sta per colpirti. "La prego, si accomodi fuori...". completa sempre Nimhea
S "Non ci provi neanche..." la avverto in tono glaciale. Poi mi volto di nuovo verso Charlotte."Perchè si ritiene offesa, per un'insinuazione non diretta a lei, nè alla sua amica qui presente? L'avevo capito da me che non siete prostitute, altrimenti non vi avrei posto la domanda!" le dico poi, senza muovermi di un millimetro.
(-Mi sono puntato su una parola che non mi viene in mente XD come diavolo si può dire altrimenti "Casa chiusa"?).
M (Postribolo?)
S Ok, trovato -.- non mi veniva in mente bordello… finisco di scrivere).
“Conosco questo tipo di locali, e so che non sono molto dissimili dai postriboli per certi versi, mademoiselle...ci sono quasi sempre una o più ragazze che occasionalmente fanno qualche straordinario per arrivare a fine mese. Cosa del tutto naturale, ma mi chiedevo se per caso Mercedes potesse essere quel tipo di ragazza.” Le fisso entrambe in modo glaciale in attesa di una loro mossa.
M Charlotte riprende con tono altrettanto glaciale "Faccia come le ha detto Nimhea, insolente maleducato... Non ci ha fatto vedere nemmeno la sua patente da investigatore, non si arroghi poteri che non ha, vada fuori, lei e quella specie di mastino che si porta dietro" Nimhea continua la frase "O preferisce forse che iniziamo a gridare?"
S (Non ho qualcosa di simile ad un distintivo, vero? A parte il portafogli…)
M (Temo proprio di no Mr Kovacs...)
S (Oddio mi sto collassando… vado!).
Ridacchio, tanto oramai non diranno più nulla. A parte il fatto che probabilmente non avrebbero detto molto in ogni caso. Ho sempre la pista dell'uomo misterioso che è sparito prima dal locale, e c'è ad ogni modo un sacco di dipendenti da interrogare ancora.
"Non chiamerei mastino un uomo che è in grado di spappolare un ginocchio con una sola mano" dico strizzando l’occhio in modo poco amichevole alla ragazza.
"Ad ogni modo ce ne andiamo, signorina, non mi trattengo oltre nel mio disturbo alla vostra quiete. Ma se dovesse succedere qualcosa, basta che lo diciate in giro, o che facciate un'offerta ai poveri nella chiesa di San Giorgio" detto questo mi giro e me ne vado tranquillamente, facendo cenno a Marcus di seguirmi. Serata infruttuosa, complice la mia scarsa parlantina. Cose che capitano, purtroppo.
M "Vadano a fare i suoi extra i poveri" ti fa Nimhea quasi spingendovi fuori dal camerino. Quando ha chiuso la porta senti distintamente qualche scambio di battute "Londra è piena di matti..." "Che maleducato" "Ma chi si credeva di essere" credi che sparleranno di te ancora per un po', niente di eclatante, né, tanto meno, di interessante. Ti allontani dalla porta, ti accorgi che il barman aveva allungato l'occhio verso il camerino per vedere se c'erano problemi.
S Passo accanto al bancone guardandomi intorno e dirigendomi verso la porta. "Tranquillo, non ti allarmare" faccio al barman. "Che facciamo Marcus? Andiamo o restiamo?"
(Oddio, lo so che ho sbagliato tutto, però era troppo divertente asd ).
M Il barman annuisce, noti che continua a fissarti per un po', poi smette. Marcus si stringe nelle spalle. "Secondo me, per stasera, non caviamo un ragno dal buco..." ti dice "E ti consiglio di andare se vuoi sperare di arrivare puntuale a lavoro domani..." conclude guardando l'orologio da tasca.
S "Hai ragione, come al solito" gli dico. Dovevo essere ben riposato per l'indomani. "Rebecca mi ucciderà se non sarò puntuale domani mattina" detto questo apro la porta del locale, ed esco fuori.

Londra, 5 Maggio 1895, Prime mattinate – Casa di Elisabeth

Master Apri gli occhi temendo che sia ancora notte, ma il fatto che sia già mattina ti rincuora. La notte è passata rapida. Nonostante la paura, la tristezza e il nervosismo che ti avevano preso dopo la visita del detective King, sei riuscita ad addormentarti poco dopo esserti messa a letto. Sai di aver sognato ma non ricordi gran che, però, per non esserti svegliata, non devono essere stati gli incubi tremendi che avevi temuto. Il sonno ti ha ristorata, del resto la morte fa ormai parte della tua vita da qualche tempo, hai imparato a conviverci e la paura, lo sai, non si combatte con le lacrime. Guardando la sveglia accanto al letto ti accorgi che è ben più presto di quanto sei abituata a svegliarti, sarai andata a letto presto ieri, ma non riesci a focalizzare di preciso il momento in cui ti sei addormentata. Fuori è nuvoloso, scorgi attraverso le tende del tuo appartamento, ma non piove, deve aver smesso durante la notte.
Elisabeth Intanto suppongo ci siano delle faccende da sbrigare in casa (non credo di avere una donna di servizio n fondo) no?
M Le avevi sbrigate ieri che era il tuo giorno di riposo mi pare, no?
E Si, ma cose tipo curare le piante e aaltri servizi vanno svolti quotidianamente benché all'epoca i concetti di igiene e pulizia fossero molto più approssimativi che non oggi, quindi sbrigo quelle due faccende che ho da sistemare fosse pure con qualche pianta in vaso. Il tempo fuori minaccia diluvio?
M Non diluvio, credi che reggerà qualche ora, al massimo si lascierà andare in una di quelle pioggerelle fastidiose.
E Quindi penso che farò una rapida sortitina al parco (un'oretta e qualcosa) e poi tornerò a casina mia per evitare di prendere la proverbiale pioggia inglese in pieno.
(All'epoca esistevano ombrelli parapioggia ma non erano usati, mi stavo documentando).
Quindi prendo il mio mantello e esco con quello.
(Si usava quello per la pioggia, l'ombrello era appannaggio dei ceti abbienti con servo addetto al suo trasporto e utilizzo u.u).
MRimanendo in vestaglia ti curi delle piante che tieni sul balconcino, quindi fai colazione, ti curi dei tuoi capelli, ti passi una lozione sul corpo e quando, finalmente, ti senti abbastanza bella, decidi che è giunto il momento di prepararti per uscire. Lo specchio ti conferma che la notte non ha lasciato sul tuo volto alcun segno di occhiaie o sintomi che dimostrino una notte nervosa. Afferri quindi il tuo mantello ed esci.
E Perfetto allora! Appena esco osservo discretamente i dintorni di casa mia: vedo gente sospetta? (in off mi sembra poco probabile in realtà, ma in on Lizzy lo controllerebbe).
M No, ti sembra che la vita nel tuo quartiere continui come sempre, i caffé sono pieni e le strade intasate di persone e carrozze intente ognuno nei propri affari. Il solito poliziotto che passeggia guardandosi intorno e il ragazzino dei giornali, la signora con il proprio animale domestico e la madre che si trascina dietro i figli, li vedi come ogni mattina per le strade della metropoli che pare abbia fagocitato l'evento che ti ha così tanto sconvolto ieri. Sorridi pensando che la città ha passato una notte migliore della tua.
(Se vuoi puoi passare anche da un caffè).
E (Mi ricordi un attimo come sto messa a soldi? Dopo gli acquisti e il resto, anche se comunque credo che ci passerò).
M (Puoi permetterti gli acquisti di una persona benestante, tranquilla. Giornale, sigarette, un salto al caffè, delle serate mondane di tanto in tanto,
E (Perfect u.u in realtà mi manca la pratica con la valuta dell'epoca).
M (gli acquisti oltre i 15scellini è meglio però metterli in conto e premeditarli Razz).
E Comunque, dato che non ho fatto colazione a casa, decido di passare al caffè xD
M Vai al bar vicino casa, oppure uno un po' più lontano?
E Comunque se il tempo sembra mantenere abbastanza potrei azzardarmi ad allontanarmi... ho sentito parlare bene di quel caffè?
M quello vicino casa non è un caffè famoso, ma ci vai spesso, è comodo e non è male, ma se decidi di allontanarti ce ne sono altri famosi non eccessivamente distanti da casa tua.
E (Thinking… massì, mi avventuro).
M (Ti avventuri Razz).
E (Si, anche per cambiare aria).
M Ti avvii per le strade trafficate della mattina londinese. Dopo qualche minuto arrivi in prossimità di un caffè che ti ha sempre incuriosito, il "Queen's Crystal Shoes Café".
La porta del caffé si schiude alla leggera spinta della tua mano guantata e il tepore ti accoglie. Il barista ti saluta con un cenno del capo. "Buon giorno Signora, cosa posso servirle?"
E (Sai cosa prevedeva una colazione da caffè all'epoca? Io*non*sono*dove*trovarlo…).
M (Non*lo*so xD immagino che una colazione all'inglese vada bene, oppure è figlia del XXI secolo?).
E Non lo so, è questo il dramma.
M (Quello che vuoi Blaze, tranquilla, non credo che qualcuno ci taccerà di inesattezza storica per una colazione asd ).
E (Diciamo che ho già mangiato e voglio giusto un the e dei pasticcini? quello si prendeva anche la mattina).
M (Quello che vuoi Razz puoi anche prendere una di quelle belle cioccolate calde).
E (Vada per il the allora, ora te la scrivo).
“Salva, Buonuomo. Gradirei provare il vostro the... Ne ho tanto sentito parlare che trovando mi qui stamattina non potevo passare oltre senza assaporarlo.”
(E fai tanti salamelecchi e poi scrivi salva ._.).
“Salve, Buonuomo. Gradirei provare il vostro the... Ne ho tanto sentito parlare che trovandomi qui stamattina non potevo passare oltre senza assaporarlo.”
M (Chak, buona la prima xD).
Il barista ti sorride cordialmente "Certamente! Si accomodi pure in uno dei nostri tavolini, presto sarò da lei con il nostro miglior the, per una signora graziosa come lei".
E Gli sorrido in risposta al complimentoe mi accomodo... ci sono dei giornali da consultare?
M Si, ci sono due o tre titoli messi a disposizione dal café, ma un paio sono già presi.
E prendo uno dei rimasti e cerco notizie su Mercedes cercando di mostrarmi abbastanza indifferente alla cosa.
M Fortunatamente per te, quello che è rimasto è un giornale edito nel quartiere, a tiratura locale quindi, e un grosso articolo è in prima pagina.
E (Che*fortuna*! Laughing).
M (I dadi, io non ho scelto nient'altro che le % xd).
E (A maggior ragione! Very Happy) bene, prendo il giornale e do un'occhiata all'articolo, dice qualcosa in più rispetto a quello che già so?
M Solito titolo da prima pagina, l'autore ha buona memoria e riesce a ricollegarlo a due casi dei precedneti mesi, si chiede che non sia un nuovo Jack lontano da White Chapel. La polizia indaga, le persone hanno paura e si chiedono quando si troverà il responsabile. E' chiaro che si tratta di un qualche genere di maniaco. Consigli alle donne...
"... la Metropolitan Security sconsiglia alle donne di muoversi da sole, e di evitare le strade poco trafficate specialmente in tarda ora. Diffidare di sconosciuti e tipi sospetti è buo..." mentre leggi queste poche righe vieni interrotta.
"Il suo the, Signora" ti accorgi che non è la voce del barista.

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MessaggioInviato: Mer Ott 10, 2012 4:32 pm Rispondi citandoTorna in cima

Continua… Londra, 4 Maggio 1895, tarda serata - Exotic Tavern

Master Prendete una carrozza per tornare a casa?
(siete tu e Marcus fuori dal locale)
Septimus si zizi
M Siete fortunati, in genere non passano molte carrozze da questa strada, ma ne vedi una che sta per tornare verso strade più trafficate. Il bianco bagliore di un fulmine illumina per un momento tutto quanto attorno a te, seguito, poco dopo, dall'immancabile tuono. Piove più forte di prima.
Stai per avviarti verso la carrozza e fermarla quando ti soggiunge che il luogo del delitto non è distante da qui e che ieri, a parte che non pioveva, l'ora non doveva essere molto più tarda dell'attuale.
Decidi di modificare in qualche modo il tuo rientro o chiami la carrozza?
S La serata è stata da idioti, nemmeno un novellino messosi in proprio sarebbe riuscito a fare di peggio. Ho fatto trenta, tantovale fare trentuno. Lascio stare la carrozza, e dico a Marcus che se vuole può andare a casa. Io mi vorrei dirigere sul luogo del delitto.
M Marcus accetta volentieri la licenza che gli hai concesso. "Va bene, allora ci vediamo domani, dai..." ti dice. Pacca sulla spalla. "Dopo pranzo in chiesa?" Stringe affettuosamente la presa sul tuo omero, poi lascia e fa per andare.
S Quel "fa per andare" presuppone che dovrei fermarlo e dire qualcosa, oppure sei tu che non hai finito?
M Presuppone che andrà via dopo il tuo saluto, tranne se non chiedi di lui altrimenti.
S Capito ^^
In tal caso, lo saluto dandogli una pacca di risposta sulla spalla. poi mi giro e mi dirigo verso la viuzza laterale dov'è stato rinvenuto il cadavere della ragazza.
M Lo guardi allontanarsi a piedi, il passo claudicante tipico di Marcus. Sorridi affettuosamente in maniera involontaria guardandolo andar via. Ti avvii verso la scena del delitto. In breve tempo il tuo impermeabile è grondante e sbuffi contro la pioggia che continua a cadere. Giungi al luogo del delitto. Non ci sono poliziotti, anche perché con questa pioggia la scena è già compromessa e comunque il grosso delle analisi è già stato fatto nel pomeriggio.
La strada per arrivare lì non era particolarmente illuminata non ci hai fatto caso all'inizio, ma mano a mano che ti avvicinavi al luogo hai notato diversi posti dove sarebbe possibile nascondersi.
Come avevi visto nel pomeriggio, il vicoletto è circondato da palazzi in tutti i lati, vi si aprono alcune uscite posteriori degli edifici. Per il resto ci sono dei bidoni della spazzatura all'ingresso del vicolo, le ultime tracce a terra del gesso di Scotland Yard e poco altro.
Cerchi qualcosa in particolare, cerchi di fare delle ricostruzioni?
S Vorrei provare a ricostruire mentalmente la scena. Magari partendo dalla posizione in cui la vittima era distesa, o esaminando uno degli anfratti poco visibili lungo la via.
M Fai un primo giro a grandi passi dentro il vicolo per misurarlo mentre mentalmente pensi a come potervi entrare, ti accucci in seguito accanto alla sagoma semisbiadita del cadavere, controlli la posizione in cui stava messa, poi ti avvicini all'imboccatura dell'ingresso guardando a terra. La pioggia non aiuta, ma per fortuna la scena era sotto il controllo della polizia quindi non è stata manomessa particolarmente. Pensi che la ragazza sia stata trascinata all'interno del vicolo, tuttavia dal modo in cui era il corpo a terra e dal fatto che sembra tutto abbastanza in ordine pensi che non ci sia stata una vera e propria colluttazione.
S Penso che probabilmente sarà stata assalita da dietro, e che non abbia avuto il tempo di difendersi dal suo aggressore. Dovrei anche riuscire a capire da dove è stata trascinata...ci sono delle vaghe tracce per terra?
M Dalle tracce che hai trovato pensi che l'assalitore l'abbia trascinata dalle spalle, facendole strisciare i piedi per terra per poi deporla dentro il vicolo e asportare il cuore.
S Osservando l'area circostante noto qualcosa di particolare? (qualcos'altro)
M Mentre stai passeggiando ancora una volta, ripercorrendo quelli che dovevano essere stati i passi della ragazza, ti rendi conto che, l'unico modo per essere assaliti (o comunque quello che faresti tu) è rimanere appostati dietro i bidoni della spazzatura attendendo che la vittima li sorpassi, palesandosi solo quando quel punto diventa marginale nel campo visivo. In quel momento è facile avvicinarsi alla vittima e tramortirla... o sedarla. Pensi che potresti trovare qualcosa di interessante tra i bidoni (non dentro xD)
S XD tanto come figura di mé£$@ non supererebbe mai quella dell'altra volta.
Vado. Mi chino a cercare fra i bidoni allora. Trovo qualcosa di interessante a parte la spazzatura che non è stata buttata fuori accidentalmente? Sinceramente mi fa un po' schifo rovistare nel fango
M Provi a cercare, ma l'odore è nauseabondo, scosti un po' di cose con il fodero della spada. Ti chiedi come abbia fatto qualcuno a rimanere appostato lì. Questo punto puzza quasi quanto un cadavere. Non trovi nulla di particolarmente interessante e presto perdi interesse a rovistare lì in mezzo.
S Allora continuo a scrutare il vicolo col mio occhio indagatore, in particolare intorno alla zona dove era disteso il corpo. Magari la pioggia non ha cancellato tutto
M Ritorni sul punto dove giaceva il corpo, ma pensi di non riuscire a trovare nient'altro di più di quello che avevi visto poco fa, ma, mentre vai via, ritorni con lo sguardo al mucchio di rifiuti all'angolo e qualcosa coglie il tuo interesse.
Mentre rovistavi, probabilmente non ci avevi fatto caso, ma poco scostato dal mucchio c'è un foglietto stampato su carta colorata tra le foglie ai piedi di una pianta.
(Se vuoi scrivere qualcosa, se no continuo)
S Mi avvicino, traendo un fazzoletto dalla tasca e mettendolo davanti alla bocca, sperando di attenuare la puzza. Allungo cautamente una mano per raccoglierlo.
M Vincendo lo schifo che ti procura quell'angolo di pattume allunghi due timide dita per raccogliere il foglietto in questione, intanto un lampo illumina la notte seguito, poco dopo, dal rombo del tuono. Sobbalzi e afferri il foglio maledicendoti per esserti fatto spaventare da un tuono come un bimbetto. Guardi ora il foglio?
S si
M Noti subito che il foglio è ben ripiegato e non accartocciato, ti sembra strano che sia lì nella spazzatura, pensi che sia più naturale accartocciare un foglio prima di gettarlo (anche se pensi che potrebbe benissimo esser successo). Lo apri e lo osservi attentamente, tra la poca luce e la carta che è stata rovinata dalla pioggia delle ultime ore non capisci di cosa si tratta, credi sia una sorta di volantino, percepisci che dev'esserci scritto qualcosa di simile ad un indirizzo, magari una nuova apertura, ma così su due piedi non credi di poter evincere oltre
S Mi ficco il foglietto in una tasca interna del cappotto, e controllo se magari c'è qualcos'altro di interessante. Trovo qualcosa? Se non c'è nulla me ne vado a casa, così domani lo esamino con calma.
M Credi sinceramente di aver perso fin troppo tempo su quel ciarpame e anche il vicolo in toto credi non possa nascondere altri segreti da rivelare.
S Perfetto, allora me ne vado a casa
M Non del tutto deluso dalla serata ti avvii stancamente a casa, è la quarta volta che fai questa strada oggi e credi sia giunto il momento di finirla, almeno per oggi. Passi per due o tre stradine un po' più minute e scarsamente illuminate. Ti aggiri guardingo, le tenebre, lo sai, non sono compagne piacevoli, ma nulla accade intorno a te. Quando giungi ad una strada un po' più larga, di quelle che rientrano nel giro notturno dei taxi di turno, ne vedi giusto uno.
S Penso che mi farò gentilmente accompagnare a casa. Mi sembra di potermelo permettere.
M Si, in tranquillità.
S pierfieeetto XD
M Allunghi quanto bassa il passo e, sbracciandoti leggermente ti fai scorgere dal conducente che ti si accosta. Un uomo un po' assonnato, probabilmente annoiato dal suo turno serale, ti concede l'ombra di un freddo sorriso. "Deve andare da qualche parte?" ti domanda con voce piatta. I suoi baffi si muovo in maniera buffa mentre parla.
S (Lo sai che non mi ricordo mai dove diavolo abito? -.- Asp ricontrollo. Dove sto nell'East end?)
M No no, una via di un quartiere del NorthSide non troppo lontano da qui, non avevamo deciso il nome esatto della via, chiedo venia.
S Chiedo venia io che non mi ricordavo nemmeno che abito nel North Side asd Ok, rispondo!
"Al North Side, per favore" gli dico garbatamente, accomodandomi.
M (Siete già nella suddetta zona di Londra che, in vero, è abbastanza estesa) "Mi porti a casa" gli dici, poi gli spieghi brevemente dove abiti e ti abbandoni sul divanetto interno della carrozza.
S Wow..a questa soluzione non avevo pensato, sinceramente asd
M asd2 Si, tranquillo, usa il discorso indiretto se non ricordi dettagli (o che non abbiamo stabilito) ma usa il diretto se sei certo di cosa dici Wink
S Yes sir
M In una manciata di minuti sei di fronte la farmacia di famiglia, scendi, paghi con una manciata di penny quindi ti avvii verso il portone di casa. "Buona notte, Mr" ti saluta l'uomo sulla carrozza
S "Buonanotte anche a lei" gli rispondo entrando. Cerco di fare meno rumore possibile mentre apro e chiudo la porta di casa. Dopo essermi tolo stivali e cappotto vado in camera, sperando di non incorrere nelle ire di Rebecca.
Mi svesto quasi del tutto, dopodiché mi distendo accanto a mia moglie. Scommetto che è da un pezzo che mi ha sentito.
M In realtà, prima di giungere in camera da letto, passando per la sala da pranzo, noti che il tavolo è ancora apparecchiato.
S … e allora sono un uomo morto D:
No, vabbè, scherzi a parte asd
Dopo aver visto che il tavolo è ancora apparecchiato, mi maledico sottovoce: Rebecca mi ha aspettato per tutta la sera... mi sento in colpa adesso.
M Il tuo sentirti in colpa non dura poi così tanto, ben presto infatti noti una coperta e un cuscino sul divano del salotto.
S Sono stato relegato in salotto per punizione? asd Oppure c'è qualcun'altro in casa?
M Almeno per stanotte il tuo giaciglio è previsto in salotto, pensi, temi, che probabilmente domani Rebecca vorrà parlarne
S Mi rassegno, se Rebecca è arrabbiata dovrò discuterci per forza. Vabbè, mi consolo con il fatto che il divano non è proprio scomodissimo..
M In realtà non è proprio gran che per comodità, (odia i miei d%) ma visto il tuo fisico credi di poterci dormire senza grossi problemi anche se pensi che sia più indicato il pavimento (magari sopra uno dei grossi tappeti di lana che avete qua e la per casa) o seduto su una poltrona.
S Con un sospiro mi sistemo sul divano, cercando di adattare il mio corpo a quella forma inconsueta per un giaciglio. Per San Giorgio, è più scomodo di quello che mi ricordavo! Mentre mi tiro su la coperta penso alla giornata appena trascorsa. Ripenso alla figuraccia nel locale, ripenso a come ho cercato di ingannare Scotland Yard, ripenso a Syrus spaventato a morte...Nel giro di pochi attimi sento… sento le palpebre cadere, e il sonno sopraffarmi. Sono stanco da morire, dormirò senz’altro profondamente.

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MessaggioInviato: Gio Ott 25, 2012 11:59 pm Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 5 Maggio 1895, Prime mattinate – Casa di Septimus

Master Prima di addormentarti profondamente fai una breve autocritica sulla giornata. Ammetti la tua poca dimestichezza a trattare con le persone visti i magri risultati (sia nel pomeriggio con Scotland Yard, che la sera con le spogliarelliste e quel tale col cappotto chiaro) anche se ti ritieni sufficientemente soddisfatto delle rilevazioni ambientali che hai avuto modo di fare.
Ripensi a quel bigliettino che è ad asciugare nella tasca del cappotto, ti sovviene che dovresti sistemarlo leggermente perché asciughi nel migliore dei modi così da non compromettere la leggibilità.
(accorgimenti che ti vengono da un tirone in intelligenza prima di prendere sonno asd)
Septimus XD un tirone d'intelligenza...pare che sono un mongoloide
M No, non sei un mongoloide, ma per accorgersi di alcune sottigliezze, soprattutto in tarda notte prima di andare a letto bisogna essere in un momento particolarmente accorto.
Per dovere di cronaca, io tiro spesso di intelligenza o percezione così da dosare il flusso di informazioni rispetto a quanto il personaggio è concentrato o attento in quel momento.
Vuoi intervenire in qualche modo o procedo?
S Hmm, na procedi asd2
M Sbuffando ti alzi e recuperi il fogliettino dalla tasca per sistemarlo sul tavolo. lo apri con accortezza fino a un certo punto che, per tua fortuna, ti accorgi piuttosto in fretta che è sconveniente continuare perché il foglio è abbastanza logoro e credi che sia meglio sperare nella fortuna da asciutto perché lo rovineresti sicuramente. Sistemato questo torni a letto e ti metti a dormire.
S *ronfa sonoramente* asd
M eheh
Dormi abbastanza bene ma nelle prime mattinate (hai dormito meno di 5 ore) inizi ad agitarsi e ti accorgi che per la preoccupazione di non svegliare Rebecca non sei stato in bagno prima di metterti a letto e avevi anche bevuto qualcosina al locale.
S "Maledizione" penso fra me e me. Mi alzo e vado in bagno in punta di piedi.
M Quando ti alzi ti accorgi che Rebecca è già sveglia, ma non ti ha ancora sentito
S Cerco di non fare troppo rumore andando in bagno, so che Rebecca è arrabbiata e vorrei evitare di discutere con lei prima di essermi reso presentabile.
M Per tua fortuna lei sta sistemando dei vestiti all'interno della camera da letto, hai così modo di entrare nella toilette senza essere visto. Ti accorgi che è già l'alba (normalmente ti svegli circa a quest'ora, molto meno rincoglionito asd )
S XD
Mi dò una ripulita sommaria dalla cintola in su, non ho troppo tempo per fare un bagno (anche perché non credo che uno del mio rango potesse permettersi di fare il bagno ogni sera no?). Poi volente o nolente mi dirigo in camera da letto, per prendere dei vestiti puliti e possibilmente non umidi. Sento che mia moglie avrà qualcosa da dire...
(sento un tremito nella forza!)
M Mi dici qualcosa in più sul tuo ingresso in camera da letto? Bussi, entri, spavaldo, neutro, con la faccia di quello che ha la coda di paglia, aprirai tu il discorso o aspetti che lei faccia la prima mossa? Qualifica, qualifica Very Happy
S Pardon! Hai ragione master v.v
M Io ho sempre ragione asd (assaiuni!)
S Entro silenziosamente. Rebecca ha quella maniera tutta sua di farti sentire un idiota, non so come faccia. Misteri femminili suppongo. Nonostante siamo sposati da un po', non mi sono ancora abituato alle sue sfuriate (giustificate solitamente). E non credo che mi ci abituerò. Mi avvicino all'armadio dove sta trafficando.
- Rebecca...- le sussurro in un orecchio mentre pare ignorarmi.
M Le tue parole sussurrate al suo orecchio non sembrano sorprenderla ne, tantomeno, sortire effetto di alcun tipo.
Lei si scansa per prendere una cosa dall'armadio e, senza nemmeno voltarsi, ti dice.
"Buongiorno, caro."
Noti che la sua voce è particolarmente piatta e impersonale, ti è capitato altre volte...
S Maledetti dadi... XD
Contavo sul mio fascino u.u
M I dadi non c'entrano questa volta, te la sei cercata asd hanno solo decretato che ti ha sentito entrare.
S Un tono inconfondibile...tipico della fase pre-sfuriata di solito. Mi preparo al peggio, immaginandomi di dover dare delle adeguate spiegazioni.
M Dato che non dici nulla non sente in dovere di voltarsi per guardarti, così continua a parlarti prendendo i vestiti e andando verso il separet in legno e tessuto per iniziare a cambiarsi.
"Sulla sedia c'è la camicia stirata e i calzoni puliti...ne avrai sicuramente bisogno visto che ieri sei stato fuori tutto il giorno, povero caro, ti sarai stancato"
lo stesso tono piatto di voce di prima.
S Mi sono stufato di sentirmi in colpa. Per esperienza so che prima ci litigo, prima le passa e meglio è per tutti.
- Mi dispiace per essere tornato tardi...il caso ha preso una piega interessante e dovevo seguire una pista...- le dico. Le spiegazioni sono inutili di norma, ma aiutano a far scattare la conversazione. Di solito almeno...
La fisso con sguardo sinceramente dispiaciuto. So che ho sbagliato per l'ennesima volta, ma non posso farci nulla. Il mio lavoro mi impone delle restrizioni purtroppo.
Nel frattempo, mentre aspetto che mi risponda, mi vesto, cercando di non sbrigarmi troppo.
M Finalmente si volta per guardati, è visibilmente alterata.
"Piega? Piega un corno! Sei uscito di casa alle due di pomeriggio e sei tornato dodici, e dico dodici, ore dopo puzzando di fumo, alcol e profumo per donnine!" stringe i pugni sgualcendo i capi che ha in mano. "E se non te ne avessi parlato non ti sarebbe nemmeno saltato in testa di chiedermi scusa... che poi credi che bastino?! E' una questione di rispetto! Rispetto, capisci?! Io mi faccio in quattro per mandare avanti la farmacia e la casa e tu scompari mezza giornata senza farmi nemmeno sapere se sei vivo o morto!"
S Ti sei chiaramente ispirato alla tua ragazza asd2 dico bene? asd
M U.U sono domande indiscrete queste... ma, se ti può interessare, tardo a rispondere perché aspetto il suo consenso alle battute di Rebecca Laughing
S Lo immaginavo asd nessun uomo argomenterebbe così hahahahaha
M Ehi! Che credi? E' farina del mio sacco! Razz Chiedo solo un consulto qua e la U.U
S Eccola là. Argomentazioni ferree...in parte ha ragione, sono tornato tardi e puzzavo di fumo, alcool e profumi vari. Ma cavolo, quando ci siamo sposati facevamo lo stesso lavoro su per giù, lo sa perfettamente che non posso abbandonare così una pista.
Comunque è irrilevante, dal momento che le mie argomentazioni "di lavoro" non possono competere con le sue questioni di rispetto e famiglia da mandare avanti.
- Becky, calmati- le dico. Proverò comunque a battermi.- Lo sai bene che lavoro faccio, lo facevi anche tu diamine! La faccenda sembra molto più grossa di quel che è! Donne che vengono uccise da settimane nel centro di Londra, ti pare che posso stare tranquillo se penso che mia moglie uscendo di casa non è al sicuro!?- ho alzato un po' la voce, ma non è rabbia. Sono preoccupato.
Rebecca mi sembra più allarmata del solito, da come si è infervorata e questo non mi piace per niente. Il suo nervosismo si è sempre ripercosso su di me, da che ricordo.
M Assottiglia gli occhi e ti scruta attentamente "Non devi chiamarmi Becky quando sono arrabbiata con te, lo sai così come sai che so perfettamente quello che fai e che ti ho sempre aiutato e perdonato tutto, ma scomparire così! Tu e i tuoi amici! E poi non ho mai sentito un non morto profumare come una donnina!"
In effetti ti rendi conto che Rebecca non sapeva nulla di quanto ti accingevi a fare ne quale fosse il motivo per cui Cornelius ti avesse mandato a chiamare.
S In effetti, avrei dovuto almeno avvisarla. Dopotutto è naturale che si sia preoccupata per una mia assenza improvvisa.
- Perdonami, non volevo farti preoccupare inutilmente...- le dico in tono calmo. Mi avvicino per abbracciarla.
(comunque non dubitavo del fatto che ti consultassi con qualcuno v.v)
M U.U serve a rendere la cosa più stimolante, ho gli aiuto master Laughing
Scioglie leggermente il suo cipiglio e i suoi occhioni verdi si fanno lucidi. Pensi che il peggio sia passato, ma non è ancora finita. "Ancora non mi hai chiesto scusa però..."
S "Scusa" le dico, dandole un bacio e continuando ad abbracciarla. Poi la guardo negli occhio lucidi."Però non piangere ora..." le dico con un sorriso.
Guardarsi intorno *si prepara per la tempesta*
M Preme la testa sul tuo petto e fa di si. Accarezzi i suoi capelli rossi e la senti che si scuote un po'. Sta piangendo ugualmente.
"Tu però non lo fare più..."
Ti dice con una vocina soffocata.

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MessaggioInviato: Gio Nov 22, 2012 12:49 am Rispondi citandoTorna in cima

Londra, 5 Maggio 1895, Prime mattinate - Queen's Crystal Shoes Café

Elisabeth Sposto il giornale per fargli spazio. <Grazie mille, signor...?> se non lo conosco ma ho capito che non è un cameriere, allora mi chiedo chi possa essere e perché si trova a servirmi il the, ma non lo inondo di domande subito.
Master Ti sorride gentilmente, ha una bella dentatura, "Sono Moses Taylor, signora." indica impercettibilmente la sedia di fronte a te "E' libera?"
E <Oh..!> fingo di non aver capito, guardo la sedia <... si, è libera. Si accomodi pure.> e tolgo il giornale, diciamo che lo nascondo, però in maniera abbastanza sgamata, lasciando il tempo di capire cosa stessi leggendo (spero di incuriosirlo: chissà che non sappia qualcosa).
M Noti che lancia un'occhiata al giornale e poi torna a guardarti. Intanto allontana la sedia dal tavolo e si mette a sedere. "Lei è... la... Signora Huges?" ti domanda con un filo di incertezza. Veste abiti di discreta qualità, colori chiari.
E (Non lo conosco proprio, giusto?)
M Non ti riesce nuovo, sai di averlo già visto almeno un'altra volta. Socchiudi gli occhi involontariamente cercando di ricordare quando all'improvviso ti sovviene che l'hai visto ieri al parco.
E E’ il tipo che stava con Mrs Bennet, giusto?
M Esattamente
E < ERO la signora Hughes, adesso sono la VEDOVA Hughes... per caso ci conosciamo?> faccio finta di non aver capito chi sia.
M China il ca
(stupida tastiera -.-)*
E (weeee cosa è 'sto "ca"? è___é)
M China il capo in segno di scuse. "Mi scusi, sono stato terribilmente scortese..." attende qualche momento poi riprende a parlare "No, temo di non averla mai incontrata in precedenza, Signora." Fruga un attimo nel taschino del soprabito e ne esce fuori un portadocumenti "Ecco a lei..." ti porge un biglietto da visita <<Agenzia investigativa Taylor, di Moses Taylor>> recapiti vari e indirizzi.
E prendo il biglietto e lo osservo il tempo necessario per leggere, ma non di più per non mostrarmi sospettosa. lo poggio sul tavolo e guardo il signor Taylor con aria curiosa. <Posso... aiutarla in qualche modo, signor Taylor?>
M Moses Taylor poggia entrambe le mani sul tavolo come segno di sincerità, di non avere carte coperte, o almeno questo è il messaggio che ti arriva.
"Mi dispiace disturbarla, immagino che questo sia un momento... delicato per voi, tuttavia dovrei farvi alcune domande, se per voi non è un problema Signora."
La voce è pacata e mantiene un contatto con gli occhi per tutto il tempo che parla.
E Se parla di momento delicato, e mi ha chiamato signora, suppongo che non sia qui per il vecchio che ho stecchito, ma per la ballerina.
M Sei sufficientemente sicura.
E <... Domande? Siete qui per la povera Mercedes?>
E poggio le mani sul tavolo anche io, lasciando intravedere l'articolo.
M L'uomo annuisce alla tua domanda. "Proprio così, ho pensato che raggiungervi in un luogo confortevole vi avrebbe messo maggiormente a vostro agio. Posso procedere dunque?” Si rivolge a te garbatamente.
E <Ma certo, signor Taylor... >
(stavo scrivendo una cavolata).
<Come posso aiutarla?>
(fortuna che sono andata a controllare).
M Quando gli dai il tuo assenso Taylor cerca con la mano nella tasca interna del suo soprabito e ne trae un piccolo taccuino con una penna. "Prenderò anche qualche appunto..." ti spiega mentre lo sfoglia in cerca di una pagina vuota.
"Per cominciare, vorrei che vi sforzaste di ricordare se nei giorni appena precedenti all'omicidio della vostra collega avete notato qualche elemento che adesso potreste definire, sospetto"
E Ho notato nulla?
M Fammi fare qualche tiro… no, non mi sto drogando asd
E Laughing
M Sono usciti tironi, oltre ad un successo critico in intelligenza della cara Beth.
E cuuul xD… altro che gli otto UNO filati tirati a D&D
M Diciamo che nelle ultime 24h hai avuto modo di ripensare parecchio a tutto quanto concerneva Mercedes. Non ci avevi fatto molto caso prima, anzi le domande del detective di Scotland Yard in merito ti erano sembrate quasi stupide, tuttavia ti sovviene che ultimamente tra i nuovi clienti che compaiono di tanto in tanto al locale, ce ne è uno che, ti sembra, non si è perso nessuno degli spettacoli di Mercedes e, molto spesso, era presente anche nei giorni in cui lei serviva e non era sul palco, ricordi benissimo, e di questo ne sei certa, che non ci fosse il giorno di riposo di lei.
Tuttavia non ricordi che abbia avvicinato Mercedes in modo particolare, non credi le abbia mandato nemmeno dei fiori.
E Me lo ricordo di faccia?
M Pensi di poter indicare qualche segno particolare, si.
E Ok.
<Elementi sospetti...? Non saprei dirvi con esattezza, Mercedes aveva molti ammiratori, e nessuno di questi sembrava esattamente un tipo del tutto apposto... ma erano ammiratori di vecchia data, affezionati, nessuno di loro avrebbe mai fatto nulla... nessun vecchio ammiratore, intendo.>
Tiro un sospirone e faccio finta di averci appena pensato: <Posso chiederle come mai è tanto interessato in qualcosa di così macabro?>
(provo a gettare l'esca: do ut des).
M Di quello che gli dici vedi che non prende alcun appunto ma risponde alla tua domanda mentre batte la penna sul taccuino, credi stia pensando alla prossima domanda "Il mio cliente mi ha ingaggiato perché fosse squarciato il velo che nasconde la verità e si dia un volto ad un tale mostro..." fa una breve pausa e poi, tornando a guardarti "Mi incuriosisce la vostra precisazione, vi sono stati ammiratori più recenti?"
E <Beh... Mercedes aveva tanti ammiratori, anche qualcuno nuovo... certo, con tutto il lavoro che c'è è difficile tenere tutto sott'occhio, lei capirà senz'altro... > Altro sospirone <In ogni caso, questa faccenda è bruttissima, non vorrei altro che dimenticarla... non capisco chi possa esserne così interessato, invece...>
M Il taccuino continua a rimanere bianco. "Capisco benissimo, si, e mi duole molto costringervi ripensarci con insistenza. Voi capirete tuttavia che sono costretto a lasciare tale la vostra curiosità..." ti risponde. Noti che le domande riguardo il suo cliente lo scocciano, anche perché focalizzano la tua attenzione e non stai rispondendo costruttivamente.
E Non mi dice nulla, eh? Pure che insisto.
M Ha un contratto da rispettare immagini.
E Mi sembra uno pericoloso? Cioè… uno che vuole vedere quanto ne so per tirarmi il collo?
M Ti è sembrato una persona onesta. Non lo vedresti a tirare il collo a qualcuno, tranne che non ne sia costretto da cause di forza maggiore, quello chiunque, anche se il fisico è prestante, sembra allenato.
E Ok, allora si cambia strategia.
Tiro un altro sospirone e lo guardo in faccia. Dritto negli occhi.
<Signor Taylor, chiunque vi abbia assunto deve tenerci parecchio a questa faccenda. Mercedes era una mia amica, quindi metterò da parte la mia curiosità per cercare di assicurare il suo assassino alla giustizia, che sia quella dello stato o quella che deciderà vostro cliente. O la vostra cliente, questo non mi riguarda.>
Osservo la reazione quando alludo ad una cliente donna
<Se parlo con voi non è per lui, o lei, è per Mercedes e solo per lei. La mia curiosità resterà insoddisfatta, pazienza. > sbuffo.
<Mercedes aveva un nuovo ammiratore, uno che ultimamente non si è perso un turno. >
M Riguardo la tua allusione ad un cliente donna, non sembra sortire alcun effetto, ma dopo che parli lo sguardo che ti indirizza ti sembra più rilassato. Credi che temesse che questa conversazione non avrebbe avuto ne capo ne coda.
"Per Mercedes e non solo per lei, Signora." ti dice "Quello che state leggendo è un articolo decisamente interessante a riguardo, l'ho letto stamane, prima di venire a cercarvi" allunga una mano e tocca leggermente il giornale. "Ci sono altre anime che chiedono giustizia, non solo quella della vostra amica... altre persone: mariti e madri, padri e figli..." afferra la penna in maniera più convinta. "Cosa sapete dirmi di quest'uomo?" ti domanda infine.
E Cosa mi ricordo?
M Un attimo!
E Hai detto che ricordavo, MASTER!!
M Lo so xD, un attimo solo!
E xD
M Ti ricordi una figura sottile, con gli occhiali, non sapresti dire il colore degli occhi, vestiva comunemente anche se pensi che al di fuori del locale vesta diversamente... diciamo che l'abito non sempre fa il monaco. Alto, mani grandi e capelli corti, castani.
E Tiro un sospirone e lo guardo in faccia
<Vi ho detto che Mercedes aveva numerosi ammiratori, ma erano tutti innocui: persone rispettabili, uomini con famiglia. Ultimamente invece si è fatto vedere un tipo strano, veniva alla Tavern ogni volta che Mercedes si esibiva, non si è mai perso un turno. Un uomo alto e magro, con gli occhiali e i capelli castani corti.
Era un tipo strano, con mani grandi, ma la cosa più strana era... beh, sembrava a disagio negli abiti che indossava, come se fosse abituato ad indossare altro. E non indossava nulla di strano, inteso.>
M Inizia a scrivere nel taccuino già mentre parli, noti che stenografa, ma quando finisci la frase ha una breve indecisione prima che concluda.
Finito di scrivere solleva di nuovo lo sguardo a te. Lo vedi leggermente pensoso ma procede comunque a farti una nuova domanda.
"E mi dica, Signora, vi è mai capitato di incontrarlo al di fuori dell'ambiente lavorativo? Non so, in qualche negozio, per strada..."
[No, non è di questa zona, o almeno non l'hai mai visto fuori dalla Tavern, arriva sempre a turno iniziato e va via prima della chiusura].
M <Il signore in questione non sembra essere particolarmente amante della compagnia: si presentava sempre a turno iniziato e non si tratteneva alla fine come gli altri... anzi, spesso andava via prima della chiusura. Nessun cliente si comporta così.> Faccio un sorso e poso la tazza <Questo signore è stato già visto altrove, per caso?>
M Moses segna le indicazioni che gli dai mentre tentenna con la testa. "Potrebbe essere un soggetto sensibile a ulteriori controlli... E ditemi, anche la scorsa sera è rimasto fedele a questa sua routine, Signora?"
[Proprio non ti ricordi, nemmeno se c'era].
E Da oggi terrò gli occhi appizzati per quel tipo.
<La sera scorsa... temo di non averci prestato particolare attenzione.>
M Sbuffa impercettibilmente. "Siete proprio sicura di non ricordare? Pensateci bene" si sporge leggermente verso di te ticchettando con la penna sul taccuino.
[ripensandoci ancora ti sembra di ricordare che non ci fosse]
E Ci ripenso, rivolgendomi al sacro potere delle rollate di d20
<No, non mi sembra di ricordarmelo. Probabilmente non era presente.>
Vai!
<È importante?>
ora vai davvero!
M (Sono 2d10 Wink )
E Dettagli… quisquilie U.U
M Lui ti guarda negli occhi qualche istante, pensi per valutare il grado di sicurezza delle tue parole, pensi si ritenga soddisfatto e appunta quest'ultimo particolare nel taccuino.
"Importante... non lo sapremo che tra un po', di sicuro sono elementi, quelli sono sempre utili e più sono più si rivelano utili."
Si sofferma leggermente a pensare.
"A tal proposito, avete mai fatto caso se usa qualche oggetto riconoscibile? Un bastone o un ombrello particolari o magari una borsa da lavoro..."
E ce lo aveva?
M [no, niente del genere purtroppo... era assolutamente anonimo il suo vestiario, a parte i suoi atteggiamenti che un po' tradivano].
M Le sue parole dicono che sono solo elementi, ma l'ho visto turbato quando gli ho parlato di quel tipo. La domanda pure mi sembra strana. In ogni caso faccio finta di non aver capito una ceppa. Scuoto la testa.
<No, nulla di simile. Niente bastoni, borse o altro. Completamente anonimo.>
E Lo vedi che fa mente locale.
"Bene Signora, vi ringrazio del vostro tempo e della vostra cortese disponibilità, per me avrei concluso..."
Sistema la penna nel taschino e ripone anche gli appunti all'interno del soprabito.
E Non me ne lamento, in fondo anche io ho acchiappato qualcosa. Piuttosto c'è una cosa che mi farebbe piacere sapere.
<Lieta di avervi aiutato. Penso però che potrebbe darmi un'informazione che mi interesserebbe. L'assassino di Mercedes non ha colpito per la prima volta, da quello che ho potuto capire. Lei sta indagando su questi casi, quindi penso che non esista una persona più adatta di lei per fugare questi miei dubbi.> Mi fermo un attimo e osservo <Ritiene che questo demonio possa colpire ancora?>
M Congiunge entrambe le mani un po' sotto il naso con fare meditabondo e poi ti risponde. "Temo di si" ti dice "Se non riusciremo, ne io ne i colleghi di Scotland Yard, a prenderlo nemmeno questa volta potrebbe colpire ancora, anche se fino ad adesso ha dimostrato estrema cautela... ha dimostrato una perizia maniacale nei vari casi e lasciato passare svariate settimane tra un caso e l'altro ed è difficile che venga meno a questa sua abitudine, tranne che la troppa sicurezza o altri fattori ambientali non intervengano e lo portino ad agire di conseguenza..." fa una breve valutazione mentale poi continua. "Secondo la mia modesta opinione, il grado di allerta, almeno in questi primi giorni dopo l'uccisione della signorina Mercedes, non è così elevato quanto dicono i giornali, ma la sicurezza non è mai troppa Signora Huges..." fa una breve pausa. "In ogni caso vi ho lasciato il mio biglietto, non abbiate esitazione a cercarmi o chiamarmi per qualsiasi cosa..."
E <Potrebbe risultarmi difficile cercarla qualora dovessi trovarmi faccia a faccia con quest'uomo. È esattamente questo che mi preme sapere: rischio di trovarmi faccia a faccia con quest'uomo?>
p.s. l'assassino è slenderman?
M Slenderman? :O Cos'è?
E Un videogame!
M Non conoscevo…
E Devi cercare delle pagine mentre eviti slenderman manco avesse la peste, sennò muori U.U
M "Trovarvelo davanti... questa è una domanda da diecimila sterline Signora, non so in base a cosa scelga le proprie vittime, ma per quello che ne so ha fino ad ora attaccato giovani donne e ragazze che seguiva per un certo periodo e sempre di notte quando era sicuro che non vi fossero testimoni..."batte ancora con le dita sul giornale che avete sul tavolo come aveva fatto ad inizio conversazione. "Le indicazioni di quell'articolo sono sufficienti a garantire la vostra sicurezza... se usate le carrozze taxi vi consiglio di mettervi d'accordo telefonicamente e farvi passare a prendere alla Tavern quando finite il turno se nessuno può fare la strada con voi..."
E (Esistevano i telefoni?)
M Uhm… nel 1881 fu attivato il primo telefono a casa di un tizio a Roma
immagino che nel 1895 a Londra quelli pubblici ci fossero già (anche perché le cabine rosse hanno quel che di vittoriano asd ).
E Per "epoca vittoriana" parliamo di una 50ina di anni…
M Si, ma noi siamo alla fine, siamo nel 1895 Wink
... e invece risalgono al 1910 ‘-.-
…riscrivo.
E Laughing
M "Trovarvelo davanti... questa è una domanda da diecimila sterline Signora, non so in base a cosa scelga le proprie vittime, ma per quello che ne so ha fino ad ora attaccato giovani donne e ragazze che seguiva per un certo periodo e sempre di notte quando era sicuro che non vi fossero testimoni..."batte ancora con le dita sul giornale che avete sul tavolo come aveva fatto ad inizio conversazione. "Le indicazioni di quell'articolo sono sufficienti a garantire la vostra sicurezza... se usate le carrozze taxi vi consiglio di mettervi d'accordo con la compagnia e farvi passare a prendere alla Tavern quando finite il turno se nessuno può fare la strada con voi..."
[Andare alla sede della compagnia e dire quali sono le tue esigenze, credo si possa fare Wink e se non si poteva fare si può fare lo stesso Laughing ]
E eh? Quale compagnia?
M La compagnia dei taxi Wink
E Ok, in pratica devo tenere gli occhi appizzati per evitare di trovarmelo di faccia all'improvviso.
<Farò come dite, e se dovessi rincontrare quell'uomo non esiterò a contattarvi.>
e poi non so cosa aggiungere ._.
M Ti viene in mente, ma lo tieni per te, che potresti chiedere una protezione più stretta a Tony Murray, ma poi ne parliamo più approfonditamente.
Mr Taylor si mette in piedi e accenna un inchino. "Allora Signora, se non c'è altro vi lascio al vostro the e alla vostra giornata." Ti sorride cordialmente prima di congedarsi.
Ora che lo guardi meglio ti sembra un uomo veramente attraente Moses Taylor.
E E mo me lo dici? .____.
M Hai avuto un incontro un po' traumatico con lui, si è accostato in maniera rocambolesca con la storia del the e ha iniziato a farti domande, sei stata attenta a espressioni gesti, se tradiva qualcosa, ora che lo vedi in piedi e sorridente hai avuto modo di mettere insieme il mosaico di sensazioni che l'uomo ti aveva suscitato e le valuti positivamente, a occhio e croce potrebbe avere pochi anni più di te.

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